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Carta docente, più beneficiari ma cala l’importo: pubblicato il decreto che riduce il bonus a 383 euro

Sono un milione le persone che possono usufruire della Carta del docente, ma il valore del bonus scende da 500 a 383 euro. Molte le novità introdotte dal decreto: nuovi beni acquistabili e nuove categorie ammesse al benefit. Secondo i prof però dovrebbe entrare in busta paga.
A cura di Giorgia Olivieri
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Un investimento confermato, mentre si allarga la platea di beneficiari. La Carta del docente, utilizzabile per l'aggiornamento e la formazione, da quest'anno è disponibile per un numero maggiore di insegnanti. È questa una delle novità introdotte dal decreto che porta la firma sia del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, pubblicato nei giorni scorsi.

Accanto a questa buona notizia per alcune categorie di professori, ne segue una meno piacevole per chi ha ricevuto il bonus finora. La cifra disponibile sulla Carta del docente per l'anno scolastico 2025/2026 scende, infatti, da 500 a 383 euro. Ma questo è solo il secondo dei cambiamenti introdotti dal decreto.

Cosa è la Carta docente e come richiederla

La Carta del docente, o più propriamente nominata Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, è un bonus statale riservato al corpo docenti delle scuole italiane pensato proprio per la formazione e l'aggiornamento. Il benefit è stato introdotto nel 2015 nella riforma della Buona scuola firmata dal governo Renzi e negli anni ha subito varie modifiche.

Attualmente non si tratta di un'integrazione in busta paga ma di una card elettronica da dover attivare sulla piattaforma dedicata. Per accedere è necessario utilizzare lo Spid o la propria Carta d'identità elettronica (Cie). Per il 2026, il bonus è disponibile dal 9 marzo e per utilizzarlo si deve procedere alla creazione di un voucher per ogni acquisto il cui valore deve corrispondere esattamente all'importo del bene o servizio che si intende comprare. L'importo è spendibile fino al 31 agosto.

Le novità introdotte dal decreto

La principale novità per l'anno scolastico 2025/2026 riguarda la platea a cui è destinata la Carta del docente, che per la prima volta include anche tutti i supplenti, anche quelli con contratto in scadenza al 30 giugno. Questo allargamento è il frutto di varie pronunce della Corte di giustizia europea e di ricorsi in tribunale presentati dalla Cgil. La platea di beneficiari arriva così a un milione di insegnanti, 200mila in più rispetto al 2025.

All'aumento del numero dei docenti segue, però, una riduzione della cifra destinata a ogni insegnante. La Carta del docente, infatti, passa da un valore di 500 euro a una somma di 383 euro. Il motivo è semplice: il fondo destinato alla misura è rimasto sostanzialmente invariato e ora deve essere diviso tra un numero maggiore di persone. Il ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha però annunciato che saranno destinati alle scuole 281 milioni di euro per la formazione e gli strumenti digitali negli istituti. Le risorse economiche quindi, saranno gestite dalle singole scuole e non dai professori, ma potranno essere spese per l'acquisto di computer, tablet, libri, sussidi didattici e materiali da concedere in comodato d'uso ai professori.

Per cosa si può spendere la Carta del docente

Come si legge dal decreto che definisce i criteri, le modalità e l’importo della carta elettronica, questa può essere spesa per l'acquisto di libri e testi didattici sia cartacei che digitali, riviste per l'aggiornamento professionale, corsi di aggiornamento e qualificazione svolti da enti accreditati, corsi di laurea e master, ma anche biglietti per cinema, teatro, musei, mostre e spettacoli (proprio come la Carta cultura giovani).

Accanto a questi prodotti culturali i docenti potranno acquistare per la prima volta strumenti musicali, titoli per i servizi di trasporto, software e hardware. Riguardo a quest'ultima categoria c'è un limite: si potranno comprare solo con una cadenza di quattro anni e non a ogni rinnovo del bonus come gli altri beni e servizi.

Cosa ne pensano i docenti

Secondo un sondaggio realizzato da Swg per la Gilda degli Insegnanti e pubblicato in anteprima su Fanpage.it, la maggioranza dei docenti interrogati preferirebbe vedere questo bonus inserito direttamente in busta paga piuttosto che riceverlo separatamente. In particolare, il 60% dei rispondenti sostiene che far confluire le risorse della Carta del docente nello stipendio possa essere un modo per aumentare il reddito degli insegnanti. Il numero dei favorevoli sale al 69% se si considera solo chi ha alle spalle più di trent'anni di servizio.

Di visione opposta il 32% degli interrogati, secondo i quali svincolando i fondi della carta elettronica si rischia di disincentivare l'aggiornamento professionale. Un'opinione che risulta ancora più diffusa se ci si rivolge solamente chi abita nelle grandi città. Qui, infatti, ben il 41% dei docenti contattati da Swg non crede che sia il caso si inserire il bonus all'interno degli stipendi dei professori.

La posizione della Cgil: "Il ministero fa pagare ai docenti l’estensione di un diritto"

Il taglio dell'importo del bonus secondo la Flc-Cgil rappresenta "un'operazione che mortifica le aspettative del personale e rappresenta un palese disinvestimento su un aspetto rilevante qual è la formazione dei docenti". Secondo il sindacato, scegliere di diminuire la cifra destinata ai docenti per allargare la platea dei beneficiari, significa che "il ministero sceglie di tagliare facendo pagare agli stessi docenti l’estensione di un diritto", mentre la formazione "è un diritto contrattuale che deve essere sostenuto da investimenti e non da non con tagli lineari o vane promesse". La Cgil sottolinea inoltre, che "le promesse del ministro Valditara di estendere il beneficio anche al personale Ata sono illusorie". Il sindacato annuncia nuove mobilitazioni per ristabilire il valore della Carta a 500 euro e allargare ulteriormente il parco dei beneficiari.

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