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Governo Meloni, l’esecutivo pone la fiducia sul decreto Sicurezza, oggi il voto finale. Intanto fa un rimpasto fra i sottosegretari

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni dopo lo stop di Mattarella al decreto Sicurezza. Tutti gli aggiornamenti sulla crisi interna al governo dopo i risultati del referendum. Il provvedimento è arrivato ieri alla Camera, dove il governo ha posto la fiducia. Oggi è atteso il voto finale. Critiche dalle opposizioni: “non risponde a una cultura democratica e istituzionale”. Ma per la premier si tratta di “una norma di buon senso”.

22 Aprile 2026 07:00
Ultimo agg. 08:37
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Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo l'altolà del Quirinale sul decreto Sicurezza. L'esecutivo ha posto la fiducia sul provvedimento, con il voto finale atteso oggi alla Camera. Il presidente della Repubblica Mattarella ha segnalato rilievi sulla norma relativa agli incentivi per gli avvocati nei rimpatri, così l'esecutivo è stato obbligato a intervenire. La premier Meloni ha detto che "alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati" verranno trasformati "in un provvedimento ad hoc perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto". Ma la norma "rimane, perché è di assoluto buon senso", ha concluso.

Nel centrosinistra, intanto, proseguono le proteste: "La maggioranza è in stato confusionale", ha attaccato la segretaria del Pd Elly Schlein, ribadendo che gli avvocati devono difendere i diritti dei cittadini e non "le scelte del governo di turno".

Giuseppe Conte definisce la norma "non rispondente a una cultura democratica e istituzionale", criticando l'incentivo previsto per gli avvocati che favoriscono i rimpatri volontari e parlando di una scelta "assurda" che rischia di snaturare il ruolo della difesa: "L'avvocato è garante dei diritti, se diventa garante delle soluzioni del governo è una follia", ha detto, aggiungendo che "si stanno scardinando i principi di uno Stato democratico". Intanto in Aula alla Camera le opposizioni ieri hanno anche occupato i banchi del governo, provocando la sospensione temporanea dei lavori. "Non potete bloccare i lavori del Parlamento, liberate i banchi del governo", ha detto il presidente di turno Fabio Rampelli che ha poi espulso Arturo Scotto (Pd) e sospeso temporaneamente la seduta. Sono fissate per le 16 di oggi le dichiarazioni di voto e, a seguire, il voto finale.

08:37

Il governo verso la nomina di 5 nuovi sottosegretari, Balboni alla Giustizia

Alberto Balboni, attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, alla Giustizia al posto di Andrea Delmastro. E Giampiero Cannella, vicesindaco di Palermo, promosso al governo come sottosegretario alla Cultura. Sono questi, secondo quanto si apprende, i due nomi di Fratelli d'Italia scelti da Giorgia Meloni per completare la squadra di governo. Saranno quindi coperte tutte e cinque le caselle vacanti: Paolo Barelli (FI) andrà ai Rapporti con il Parlamento, Mara Bizzotto sostituirà il collega leghista Massimo Bitonci al Mimit e Massimo Dell'Utri (Noi Moderati) andrà alla Farnesina. La nomina dovrebbe avvenire con il passaggio nel Cdm in programma in tarda mattinata, non ancora convocato ufficialmente.

A cura di Davide Falcioni
08:24

L'Ambasciatore russo: "L'Italia ha 'preso una cantonata' convocandomi al Ministero degli Esteri"

"Ancora una volta i diplomatici italiani hanno ‘preso una cantonata' convocandomi al Ministero degli Esteri italiano per presentare rimostranze in relazione a presunti attacchi provenienti da Mosca contro la Presidente del Consiglio dei Ministri d'Italia, G. Meloni": così l'ambasciatore della Federazione Russa a Roma commenta la decisione del governo di convocarlo dopo i pesanti insulti alla premier espressi dal giornalista televisivo Vladimir Solovyev, noto propagandista e e volto della tv pubblica russa, che ha attaccato pesantemente Meloni nella sua trasmissione Polnyj Kontakt, diffusa via Telegram. "Prima di tutto, G. Meloni è un capo di governo legittimo, sostenuto dalla popolazione, ed è alla guida del potere esecutivo italiano da quasi quattro anni. In tutto questo tempo, nessun esponente della leadership russa ha espresso giudizi denigratori né nei suoi confronti né nei confronti dell'Italia. Diversamente da alcuni membri della leadership italiana, che di tanto in tanto si permettono commenti e paragoni estremamente ostili sia verso la leadership russa sia verso la Federazione Russa nel suo complesso", afferma l'ambasciatore in un commento diffuso sui social della rappresentanza diplomatica russa, secondo cui la convocazione alla Farnesina non è "conforme alla prassi diplomatica comunemente accettata", in quanto "le parole di un noto giornalista russo, per quanto molto talentuoso e popolare tra la gente, pronunciate sul suo personale canale online privato" non rappresentano una posizione ufficiale del Paese "e ancor meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all'intero popolo russo la scelta del tono e del lessico utilizzati nel commento espresso dall'autore. Da parte sua, la Russia non ha mai utilizzato dichiarazioni di showman, blogger o giornalisti italiani rivolte contro la Russia e la sua leadership come pretesto per proteste diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane".

Paramonov liquida la reazione italiana alla virulenta esternazione di Solovyev come "il tentativo di gonfiare questo episodio trasformandolo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell'azione di forze anti-russe all'interno del cosiddetto ‘stato profondo' italiano, legate all'Ucraina. È evidente il tentativo di mettere contro i popoli di Russia e Italia, indebolire i nostri contatti diplomatici, arrecare ulteriore danno d'immagine alla Russia, forse per compensare i propri fallimenti di politica estera, incluso l'ultimo poco riuscito viaggio di Zelensky a Roma". "E, non da ultimo, si tratta di un ulteriore tentativo di fermare il fronte sempre più ampio di italiani che chiedono una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e il ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia", conclude l'ambasciatore.

A cura di Davide Falcioni
07:05

Decreto sicurezza, oggi il voto finale

L'esecutivo ha posto la fiducia sul provvedimento, con il voto finale atteso oggi alla Camera. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha segnalato rilievi sulla norma relativa agli incentivi per gli avvocati nei rimpatri, spingendo il governo a intervenire. La premier Giorgia Meloni ha però spiegato che "alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati", saranno recepiti in un provvedimento ad hoc, precisando che non c'erano i tempi per modificare il decreto in conversione, ma rivendicando comunque la misura come "di assoluto buon senso". Nel frattempo la segretaria del Pd Elly Schlein parla di una maggioranza "in stato di confusione" e ribadisce che gli avvocati devono tutelare i diritti dei cittadini e non "le scelte del governo di turno". Sulla stessa linea anche il leader del M5s Giuseppe Conte, che giudica la norma "non rispondente a una cultura democratica e istituzionale". Secondo Conte, l'incentivo agli avvocati che favoriscono i rimpatri volontari rischia di alterare il ruolo della difesa: "L'avvocato è garante dei diritti, se diventa garante delle soluzioni del governo è una follia", ha detto, parlando di una misura che "scardina i principi di uno Stato democratico". Il confronto si è acceso anche in Aula alla Camera, dove ieri le opposizioni hanno occupato per protesta i banchi del governo, provocando la sospensione temporanea dei lavori. Il presidente di turno Fabio Rampelli ha richiamato i deputati al rispetto dell'ordine dei lavori, arrivando a espellere il deputato Arturo Scotto (Pd) prima della ripresa della seduta.

Oggi sono previste le dichiarazioni di voto alle 16, seguite dal voto finale sul provvedimento, che arriva dopo giorni di tensione politica e istituzionale.

A cura di Francesca Moriero
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