Decreto Sicurezza, governo pone la fiducia: su rimpatri e remigrazione centrodestra insegue Vannacci

Il governo come previsto pone la fiducia al decreto sicurezza in discussione nell'aula della Camera. Dalle 16 di domani è previsto il via alle dichiarazioni di voto, quindi il voto sulla fiducia e l'esame dei 145 ordini del giorno.
Il guazzabuglio della norma del decreto Sicurezza sui rimpatri è stato risolto, pare, con l'impegno da parte del governo di approvare nel Cdm di domani un decreto correttivo, per andare incontro alle richieste del Colle, che aveva bloccato tutto sollevando dubbi di incostituzionalità. La questione è nota: Mattarella non ha intenzione di firmare il decreto Sicurezza, che scade sabato 25 aprile, se nel provvedimento restano gli incentivi economici agli avvocati per i rimpatri dei migranti, che abbiano esito positivo. La misura, criticata da avvocati e giuristi perché considerata in violazione dell'articolo 24 della Costituzione sul diritto alla difesa, ha spinto il governo a modificare il testo.
Non un vero passo indietro in verità, stando alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di questa mattina: "Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo i rilievi tecnici – alcuni rilievi tecnici – del Quirinale e degli avvocati. Trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso".
Nessuno stralcio quindi. "Se ci sono degli aggiustamenti da fare – ha assicurato oggi Alberto Balboni, responsabile ‘Legalità e sicurezza' di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, a 24 Mattino su Radio 24 – il governo li farà alla prima occasione possibile. Se qualcuno ha delle proposte migliorative, le faccia; se c'è, come dire, un passaggio che crea dei dubbi, lo risolviamo. Però sinceramente non vedo lo scandalo, anzi mi sembra una cosa giusta per i tanti avvocati che oggi lavorano senza essere retribuiti su questo fronte, a meno che non si voglia sostenere – e qui mi viene il dubbio – che se tu aiuti una persona che vuole rimpatriare a essere rimpatriata fai una cosa ingiusta. Ma questo probabilmente è un retropensiero di chi pensa che gli immigrati più ne arrivano meglio è, ma voglio dire, stiamo però andando nel processo alle intenzioni e non vorrei spingermi oltre".
La premier e gli esponenti del suo partito continuano a rivendicare quindi il bonus per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, che non dovrebbe essere abrogata, ma semplicemente modificata. Il decreto Sicurezza dovrebbe essere approvato così come è alla Camera, e subito dopo corretto con il nuovo decreto legge, che dovrebbe andare in Gazzetta insieme alla legge approvata a Montecitorio.
La soluzione dopo il no del Colle: il decreto correttivo
Fonti governo hanno spiegato a Fanpage.it che il Presidente della Repubblica dovrebbe firmare il decreto di conversione e subito dopo il correttivo. Il testo ancora non c'è, ma dovrebbe ricalcare l'emendamento che ieri la maggioranza avrebbe dovuto presentare in commissione, poi saltato perché le opposizioni sono intenzionate a fare ostruzionismo fino alla fine, e dunque la maggioranza avrebbe rischiato di sforare i tempi, con una terza lettura al Senato. L'idea è quella di prevedere un incentivo economico per gli avvocati non solo in caso di avvenuto rimpatrio, introducendo invece un compenso a prescindere dall'esito. Nella platea dei beneficiari del contributo rientrerebbero non solo gli avvocati, ma anche i mediatori.
Dovrebbe anche essere escluso anche il coinvolgimento del Consiglio Nazionale Forense, che secondo la norma avrebbe dovuto attivarsi per la corresponsione dei contributi agli avvocati, cioè il bonus di 615 euro assicurato per la pratica di rimpatrio volontario.
Le forze di minoranza hanno protestato in Aula per tutta la mattina, chiedendo una capigruppo che chiarisse la procedura che il governo intende seguire per correggere la norma sui rimpatri. Alla fine il presidente di turno dell'Assemblea di Montecitorio, Fabio Rampelli, ha sospeso i lavori sul Dl dopo le contestazioni – le opposizioni hanno occupato i banchi del governo e lo spazio antistante dell'emiciclo – annunciando la convocazione della conferenza dei capigruppo. Poco prima l'assemblea aveva bocciato la richieste di rinviare il provvedimento all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia e le pregiudiziali di costituzionalità sul decreto presentate da M5S, Avs, Pd e +Europa.
Secondo una lettura comune a tutti i deputati dell'opposizione, la norma dimostra soltanto lo "stato confusionale" della maggioranza, sempre più spaventata dalla crescita di una forza più a destra, come è il neonato partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che incalza il governo chiedendo un segnale più deciso sull'immigrazione. Non è un caso che proprio ieri durante il confronto con Renzi nella puntata di Pulp Podcast, il generale abbia accusato il governo di essere stato troppo "timido" sul decreto: "Il governo attuale non sta facendo abbastanza su questo fronte: se non dovessero seguire la linea di Futuro nazionale su sicurezza e immigrazione, alle prossime elezioni correremo da soli".
Un concetto ripreso anche dal deputato di Futuro Nazionale Rossano Sasso, a margine del flash-mob organizzato oggi dal partito per contestare il decreto in discussione alla Camera. "Sul decreto Sicurezza non c'è stato nessuno strappo con il centrodestra, perché noi siamo già all'opposizione. Ci poniamo come interlocutori, ma per Futuro nazionale ci sono dei valori non negoziabili, come la sicurezza".
La minaccia di Fn fa tremare la coalizione, che dopo la batosta al referendum naviga a vista da un mese. Il centrodestra insomma è in evidente difficoltà e cerca di inseguire Vannacci sul suo terreno, con provvedimenti e norme che strizzano l'occhio al concetto di "remigrazione", caro ai Patrioti, continuando a trattare il tema dell'immigrazione unicamente con un approccio securitario. E nel tentativo di rincorrere disperatamente il generale e i suoi si spacca: Fdi e Lega erano a favore della norma sui rimpatri, Forza Italia e Noi Moderati no.
Le opposizioni: "Governo in stato confusionale rincorre Vannacci"
Secondo il deputato di Iv Davide Faraone "la piazza vuota di Salvini di qualche giorno fa, l'idea di fare questo provvedimento sui rimpatri, Fratelli d'Italia in Albania, sono tutti elementi che si legano alla preoccupazione per Vannacci, per la possibile crescita di quella forza politica. A maggior ragione se il generale dovesse decidere di andare fuori al centrodestra, come ha fatto capire. E mi sembrerebbe una mossa coerente, altrimenti sarebbe rimasto nella Lega, se avesse voluto mantenere la maggioranza e il sostegno a Meloni".
Anche per il leader di Avs Nicola Fratoianni "c'è una corsa a chi è più di destra e a chi interpreta il nazionalismo più a destra, ma ho l'impressione che il governo e la maggioranza siano in totale confusione".
"È un gigantesco pasticcio", ripete a Fanpage.it l'onorevole Fratoianni "di natura istituzionale nel processo legislativo, ma è anche il segno di un'arroganza che continua ad essere esercitata nei confronti del Parlamento, perfino nei confronti del Quirinale: siamo davanti a un esplicito richiamo ad una norma chiaramente incostituzionale, oltre che terribile sul piano politico ed etico".
"Per la prima volta nella storia della Repubblica viene immaginato un decreto che abroga quello che un decreto non ha ancora approvato. Siamo davanti a un'improvvisazione assoluta in materia di sicurezza – dice ancora a Fanpage.it il deputato Faraone – Siamo al sesto intervento sulla Sicurezza da parte di questo governo, dopo i decreti Sicurezza, Caivano e Rave. Ma più fanno interventi, più aumentano i reati. Siamo davanti a una promessa mancata, perché sul tema sicurezza Meloni si era costruita la vittoria elettorale negli anni passati. Ma i reati i reati crescono, come dicono le statistiche del ministero dell'Interno, non lo diciamo noi. Le statistiche del Viminale, oltre che le cronache giornalistiche, dimostrano che i reati crescono in tutte le fattispecie. È un bluff assoluto, come è emerso anche nella visita fatta ieri dal gruppo Fratelli d'Italia al centro in Albania, dove hanno esultato per 500 ospiti quando ne avevano garantiti 30.000. Credo che gli italiani se ne siano accorti".
Gli esponenti della maggioranza "hanno preso atto, anche grazie all'intervento del Quirinale, che la norma sugli avvocati contiene dei profili di incostituzionalità, ma dovendo convertire il decreto entro venerdì il 24, ormai è chiaro che andranno fino in fondo convertendo un decreto che contiene una norma incostituzionale. E per evitare questo problema si sarebbero presi l'impegno di licenziare contestualmente, convocando il Consiglio dei ministri, un nuovo decreto correttivo della norma di fatto incostituzionale contenuta in questo decreto", commenta a Fanpage.it il deputato Pd Gianni Cuperlo gli esponenti della maggioranza. "Siamo di fronte a una maggioranza di un governo in uno stato confusionale. Poi ci sono anche altre norme che non vanno, il fermo preventivo, l'eliminazione del gratuito patrocinio per i migranti che scelgano la strada del ricorso contro un provvedimento di espulsione che ritengono non legittimo, non giustificabile". E rispetto alla norma sui rimpatri "siamo davanti ad una violazione del diritto alla difesa, così come scritto e scolpito nella nostra Costituzione".
"Questa maggioranza ha dentro di sé un'anima, una componente che fa della cosiddetta ‘remigrazione', una prospettiva politica praticabile, percorribile". Anche secondo il dem la presenza di Vannacci ha giocato un ruolo in questo provvedimento. "Certo, nelle ultime settimane i tre deputati che alla Camera fanno la componente di Futuro Nazionale non hanno votato la fiducia al governo. Quindi che Vannacci possa decidere di alzare un po' la posta della sua trattativa non lo escludo affatto. Del resto è accreditato di un 3% nelle simulazioni".
"Noi faremo la nostra battaglia parlamentare utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione. Quindi interventi sugli ordini del giorno per 8 minuti, dichiarazioni di voto di ciascun deputato per 10 minuti. Il tentativo è quello di impedire la conversione del provvedimento. È molto complicato perché i tempi sono abbastanza contingentati".
"Dopo la fiducia, che voteremo tra domani pomeriggio e al massimo giovedì mattina, delibereranno la seduta a fiume per avere una scadenza temporale del voto finale e incassare questo risultato, che non è certo una medaglia da puntarsi al petto, ma certifica la vergogna di questa maggioranza".