
Il governo ha posto la fiducia sul decreto, si voterà domani a partire dalle 18. Il presidente della Repubblica ha messo un paletto chiaro sul provvedimento: lo stop alla norma che prevede un bonus per gli avvocati che fanno rimpatriare i loro clienti resta così. E così l'esecutivo è stato obbligato a intervenire. La premier Meloni ha detto che "alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati" verranno trasformati "in un provvedimento ad hoc perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto". Ma la norma "rimane, perché è di assoluto buon senso", ha concluso.
Nel centrosinistra invece proseguono incessanti le proteste. "Il centrodestra è in stato confusionale", ha affermato in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein. "Va ricordato a Meloni che gli avvocati sono chiamati a difendere i diritti e gli interessi del proprio assistito, e non del governo di turno". Le minoranze hanno occupato i banchi del governo alla Camera, portando a sospendere temporaneamente la seduta.
Conte: "Norma del dl sicurezza non democratica, follia coinvolgere gli avvocati nei rimpatri"
Una norma "che non risponde a una cultura democratica e istituzionale", ha detto Giuseppe Conte a di Martedì, su La7, parlando del Dl sicurezza e della norma sui rimpatri nella formulazione originaria. "Non è cosa tecnica", ha aggiunto, "se l'avvocato diventa garante delle soluzioni proposte dal governo è una follia. Ci hanno provato con i magistrati e il voto del referendum gli ha dato una sveglia. Adesso ci riprovano".
Dl sicurezza, Conte: "Tentano di asservire avvocati e mediatori culturali"
"Ancora oggi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che la norma sugli avvocati e i rimpatri volontari è una norma di buon senso nonostante le sia stato spiegato in tutti i modi che quella norma non risponde a una cultura democratica e istituzionale perchè l'avvocato è il garante dei diritti del suo cliente, è una follia se diventa il garante delle soluzioni proposte dal governo, hanno provato ad asservire i magistrati all'indirizzo politico del governo e il referendum gli ha dato una sveglia, adesso ci provano con gli avvocati…", ha detto il leader M5s Giuseppe Conte, nella puntata in onda questa di diMartedì su La7, bocciando anche la soluzione correttiva proposta dalla maggioranza:
"Ora hanno proposto di asservire anche avvocati e mediatori culturali, neppure in un'autocrazia. Stanno cercando di rispondere a un fallimento dei blocchi navali e dei centri vuoti in Albania stanno intignando e scardinando principi di uno Stato democratico", ha poi aggiunto.
Dl sicurezza, Magi: "Decreto bis insulto a Costituzione"
"Quanto accade sul decreto sicurezza è una vera espropriazione del ruolo della Camera, ridotta a ramo terminale di ratifica, a camera di risulta, a ufficio di vidimazione di decisioni assunte altrove. Una simile scansione dei tempi infatti rappresenta la sostanziale neutralizzazione della funzione legislativa della Camera dei Deputati", ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"Il governo si serve della decretazione d'urgenza per sequestrare i tempi dell'esame parlamentare e consegnare a Montecitorio un testo ormai blindato già consumato altrove da votare sotto la minaccia della decadenza. Il decreto bis è una ammissione di incostituzionalità della norma ma anche la soluzione è un insulto alla Costituzione. Mi chiedo inoltre dove pensa di prendere i soldi il governo per pagare tutti questi soldi agli avvocati?".
Dl sicurezza, Siracusano (FI): "Contro Meloni parole volgari e indegne"
"Ferma condanna per le gravissime e inaccettabili offese rivolte al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte del giornalista russo Vladimir Solovyov. Si tratta di parole volgari e indegne che nulla hanno a che vedere con il confronto civile. Al premier Meloni sincera solidarietà, umana e politica. L'Italia non può tollerare attacchi di questo livello, che offendono non solo la persona ma anche le istituzioni della Repubblica. In un momento internazionale così delicato, è necessario ribadire con forza il rispetto reciproco e la dignità del ruolo che rappresenta il nostro Paese". Così Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.
Dl sicurezza, Conte: "Stanno scardinando principi dello Stato democratico"
"Quella norma non risponde a una cultura democratica, istituzionale", ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a diMartedì su La7, in merito alla norma del Dl sicurezza che prevede un incentivo di 615 euro per gli avvocati che seguono e favoriscono i rimpatri volontari dei loro assistiti. "L'avvocato è garante dei tuoi diritti, se diventa garante delle soluzioni proposte dal governo è una follia", ha sottolineato Conte.
"Stanno scardinando i principi di uno Stato democratico", ha aggiunto. "Neppure in un'autocrazia. Dove hanno tentano di distruggere la liberta' di stampa e di asservire la magistratura, ora hanno proposto di asservire anche avvocati e mediatori culturali", ha poi concluso.
Dl sicurezza, Serracchiani (Pd): "Norme manifestamente incostituzionali, decreto va fatto decadere"
"Sarebbe la prima volta che un decreto-legge viene utilizzato in modo improprio per costituire un emendamento a un altro decreto non ancora entrato in vigore", ha detto la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, intervenendo sul dl sicurezza. Secondo Serracchiani, il provvedimento contiene infatti "norme manifestamente incostituzionali" e per questo "deve decadere", escludendo la possibilità di correggerlo con un nuovo decreto. La deputata ha anche criticato l'ipotesi di intervenire con un altro decreto-legge, definendola "una scorciatoia, un escamotage" mai visto prima. Secondo Serracchiani dietro questa scelta ci sarebbe anche la volontà di evitare un nuovo passaggio al Senato in caso di modifiche: "Penso che sia vergognoso, visto che questo decreto-legge è al Senato da giorni: giorni in cui avrebbe dovuto essere esaminato, giorni nei quali al Senato, in Aula, sono state fatte delle modifiche che costituiscono dei veri e propri obbrobri giuridici evidenti a tutti. Se ne facciano carico", ha concluso la deputata.
Sasso (Futuro Nazionale): "Dl sicurezza è un ‘decreto pannicelli caldi’, governo rassicura ma non risolve"
"Questo non è un decreto sicurezza, lo abbiamo ribattezzato in aula ‘decreto pannicelli caldi'" ha detto Rossano Sasso durante il flash mob di Futuro Nazionale in Piazza Montecitorio a Roma. Secondo Sasso, il provvedimento sarebbe paragonabile a un intervento superficiale che "non serve a far chiudere la ferita", ma solo a "fornire un supporto benevolo", accusando il governo di voler "rassicurare gli italiani" senza affrontare realmente i problemi legati alla sicurezza.
Speranzon (FdI): "Pd faccia mea culpa, Serracchiani chieda scusa a La Russa"
"Il Pd chiarisca la sua posizione e faccia mea culpa. In una nota diffusa dall'ufficio stampa del Partito Democratico si è voluto colpire il portavoce del presidente del Senato, con toni arroganti che vanno oltre il normale, seppur acceso, dibattito parlamentare", lo ha detto Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d'Italia. "Si è voluto eludere il confronto nel merito e si è costruito un castello di carte basato sul nulla e altrettanto fragile. La Serracchiani porga le dovute scuse al presidente La Russa. Attaccare, infine, il suo portavoce, che vanta una collaborazione ultraventennale con la Seconda carica dello Stato, è di cattivo gusto e di una inenarrabile superficialità".
Cirielli: "Solidarietà a Meloni, da Solovyov aggressione indegna alle istituzioni"
"Le parole ignobili e gli attacchi offensivi rivolti da Vladimir Solovyov al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono gravissimi e meritano una condanna netta e unanime", lo ha detto il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che parla di "un'aggressione verbale indegna contro le istituzioni italiane". Cirielli esprime "piena solidarietà personale e istituzionale" alla premier, auspicando una risposta "adeguata e bipartisan" da parte dell'Italia e chiedendo alle autorità russe di "prendere le distanze da questo ignobile modo di fare".
Valditara: "Solidarietà a Meloni per le ignobili offese di Solovyov"
"Forte e affettuosa solidarietà al Presidente Giorgia Meloni per le ignobili e volgari offese pronunciate da Vladimir Solovyov sulla tv russa", lo ha dichiarato, in una nota, il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Dl sicurezza, Moretti (Ocf): "Nuovo decreto? Vedremo, va valutato con attenzione anche sul piano etico"
"Voglio vedere cosa ci sarà scritto nel prossimo provvedimento", ha detto Fedele Moretti, coordinatore dell'Organismo congressuale forense (Ocf), interviene sulle possibili modifiche alla norma del dl sicurezza relativa ai rimborsi agli avvocati sui rimpatri dei migranti. Moretti ribadisce che l’Ocf "non fa politica" ma tutela l'attività degli avvocati, sottolineando che la questione "va affrontata con molta attenzione, tenendo presenti sia i principi della deontologia sia le questioni etiche". Nei giorni scorsi l'organismo aveva espresso contrarietà alla norma, proclamando lo stato di agitazione dell'avvocatura. Secondo il coordinatore, il meccanismo ipotizzato rischia di compromettere il diritto di difesa, che "dovrebbe rimanere libero da condizionamenti", mentre l'avvocato deve poter adottare autonomamente la propria strategia. Sull'ipotesi di una nuova formulazione che ampli la platea dei beneficiari e svincoli il contributo dall'esito, Moretti invita alla cautela: "Valuteremo con attenzione, anche rispetto ai possibili profili etici. Aspettiamo di leggere il testo".
Vannacci: "Tolleranza zero, le vere proposte sul pacchetto sicurezza le fa Futuro Nazionale"
"Tolleranza zero. Le vere proposte per un pacchetto sicurezza efficace le ha fatte Futuro Nazionale. Non molliamo mai!". Lo ha scritto su Facebook il leader di Futuro Nazionale ed ex leghista Roberto Vannacci, commentando il decreto sicurezza in discussione alla Camera. Nel post, Vannacci ha pubblicato anche una foto del flash mob organizzato dal suo partito davanti a Montecitorio per contestare il provvedimento.
Serracchiani (Pd): "La Russa non ha argomenti, per questo vuole l'ultima parola"
La deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani ha replicato alle dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa in merito alla vicenda che coinvolge il suo portavoce. Serracchiani afferma che "chi pretende l’ultima parola lo fa perché non ha argomenti", criticando l’intervento di La Russa a difesa del collaboratore. La deputata ha poi detto che il portavoce del presidente del Senato l'avrebbe "attaccata personalmente, firmando con nome e cognome una nota della presidenza del Senato contenente parole ingiuriose". Serracchiani ha poi aggiunto che non risulterebbe alcuna smentita rispetto a ricostruzioni giornalistiche che avrebbero evidenziato "il protagonismo del presidente La Russa" nella vicenda.
Bof (Lega): "Con Renzi record di omicidi nel 2014, sue esternazioni infondate"
Il deputato della Lega Gianangelo Bof interviene sul decreto sicurezza replicando alle critiche di Matteo Renzi, contestandone le valutazioni sul provvedimento. Bof richiama dati sugli omicidi sostenendo che "nel solo 2014, quando Renzi era al governo, ci sono stati ben 491 omicidi, di cui 131 con arma da taglio", mentre nel 2025 sarebbero stati "286, il numero più basso nell’ultimo decennio". Secondo il deputato leghista, questi numeri dimostrerebbero "la infondatezza ai limiti dell’autolesionismo delle esternazioni di Matteo Renzi", accusandolo di parlare di temi che "evidentemente non conosce".
Calenda contro Salvini: "Ciuccio e presuntuoso, così finisce per criticare Mattarella"
Il leader di Azione Carlo Calenda è intervenuto sui social criticando duramente Matteo Salvini in merito alle sue dichiarazioni sui rilievi del presidente della Repubblica Mattarella al decreto sicurezza. Calenda ha attaccato Salvini sostenendo che la maggioranza sia "talmente incapace nello scrivere le norme che può accadere la qualsiasi" e giudica fuori luogo le sue parole sul Capo dello Stato. "Invece di osservare un dignitoso silenzio, il fatto che ti permetta anche di criticare il presidente Mattarella ti fa rientrare in pieno nella categoria: ‘ciuccio e presuntuoso'".
Boccia (Pd): "Dl sicurezza va cancellato, norme liberticide e incostituzionali"
Il presidente dei senatori del Partito Democratico Francesco Boccia definisce "sacrosanto e da ascoltare" l'appello del presidente dell'Unione delle camere penali Francesco Petrelli sul decreto sicurezza. Secondo Boccia, la norma "non va modificata ma cancellata se vogliamo conservare lo stato di diritto nel nostro Paese". Il senatore critica il provvedimento definendolo "il simbolo del fallimento del governo sulla sicurezza, con norme che prevedono solo nuovi reati e inasprimento delle pene", sostenendo che il testo contenga "norme liberticide che stanno creando uno scontro istituzionale senza precedenti". Nel mirino anche le disposizioni sui rimpatri, che secondo Boccia "colpiscono il diritto alla difesa e rendono gli avvocati succubi delle scelte del governo". Da qui la richiesta di ritirare la norma perché "contro la nostra Costituzione e lo stato di diritto".
Schlein: "Le opposizioni fanno muro contro il pessimo decreto sicurezza"
"Insieme alle altre opposizioni stiamo facendo muro contro il pessimo decreto sicurezza del governo Meloni. Siamo già al quarto decreto consecutivo con lo stesso titolo, dopo quelli che hanno introdotto norme più repressive del codice Rocco del 1930 e che hanno colpito anche il dissenso pacifico, come quello dei lavoratori metalmeccanici in sciopero", ha scritto sui social la segretaria Pd Elly Schlein. "È la certificazione del fallimento del governo sulla sicurezza. Sempre la stessa ricetta securitaria fatta di nuovi reati e inasprimento delle pene, mentre i reati commessi nel 2023 e 2024 sono persino aumentati e sulla prevenzione il governo ha tagliato fondi ai comuni su cui scarica le proprie responsabilità".
Montaruli (FdI): "Offese Solovyov colpiscono non solo Meloni ma la Nazione tutta"
"Gli attacchi di Vladimir Solovyov contro Giorgia Meloni colpiscono l'intera Nazione e sono inaccettabili. Chiediamo una condanna ferma da parte di tutte le forze politiche, senza se e senza ma", lo ha detto in una nota il Vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli. "Ogni forma di ambiguità offende la dignità dell'Italia: davanti a simili offese non possono esserci distinzioni di parte. Chi tace, o non condanna con la dovuta fermezza, si rende complice di un clima d'odio che lede l'onore della nostra Nazione".
Camera, domani question time con Pichetto Fratin e Nordio. A seguire fiducia sul dl Sicurezza
La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha confermato per domani pomeriggio lo svolgimento del question time in Aula. Sono attesi i ministri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e della Giustizia Carlo Nordio. Dalle 16, al termine del question time, sono previste le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo sul dl Sicurezza.
Solovyov insulta Meloni in tv russa: "Fascista putt…"
Il conduttore e propagandista russo Vladimir Solovyov ha rivolto pesanti insulti a Giorgia Meloni nel corso del suo programma televisivo e radiofonico "Polnyj Kontakt" (Full Contact), definendola tra l'altro "fascista", "idiota patentata" e "PuttaMeloni", con ulteriori espressioni offensive pronunciate anche in italiano. Nel corso della trasmissione, Solovyov ha poi accusato Meloni di aver "tradito" Trump e i propri elettori, definendo il suo comportamento un tradimento politico. Il video dell'intervento ha iniziato a circolare anche sui social russi.
Speranzon (FdI): "Pd chiarisca e faccia mea culpa, Serracchiani chieda scusa a La Russa"
Il vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d'Italia Raffaele Speranzon interviene con una nota in cui chiede al Partito Democratico di "chiarire la sua posizione e fare mea culpa" in merito a una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa del partito. Secondo Speranzon, nel testo sarebbero stati utilizzati "toni arroganti che vanno oltre il normale, seppur acceso, dibattito parlamentare", con l'obiettivo di "eludere il confronto nel merito". Il senatore accusa inoltre il Pd di aver costruito "un castello di carte basato sul nulla e altrettanto fragile" e invita la deputata Debora Serracchiani a "porgere le dovute scuse al presidente La Russa". Critiche anche nei confronti del portavoce del presidente del Senato, definito "oggetto di un attacco di cattivo gusto e di inenarrabile superficialità".
Libera: "Permessi lavorativi anche per vittime mafia e terrorismo, non esistano serie A e B"
L'associazione Libera e i familiari delle vittime innocenti delle mafie chiedono di estendere anche alle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo i permessi lavorativi riconosciuti nel decreto sicurezza alle vittime del dovere. "Non ci possono essere requisiti, modalità e interventi di serie A e di serie B", affermano, sollecitando un emendamento al provvedimento per garantire pari tutele e la possibilità di partecipare a iniziative sulla memoria e la legalità.
Dl Sicurezza: Speranzon (FdI): "Pd chiarisca sua posizione, inenarrabile superficialità"
"Il Pd chiarisca la sua posizione e faccia mea culpa. In una nota diffusa dall'ufficio stampa del partito Democratico si è voluto colpire il portavoce del presidente del Senato, con toni arroganti che vanno oltre il normale, seppur acceso, dibattito parlamentare. Si è voluto eludere il confronto nel merito e si è costruito un castello di carte basato sul nulla e altrettanto fragile. Serracchiani porga le dovute scuse al presidente La Russa. Attaccare, infine, il suo portavoce, che vanta una collaborazione ultra ventennale con la Seconda carica dello Stato, è di cattivo gusto e di una inenarrabile superficialita'". Lo ha detto Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d'Italia.
Opposizioni: "Maggioranza cerca di inseguire la destra di Vannacci sulla remigrazione"
Il decreto Sicurezza arriva nell'Aula della Camera e il governo pone la fiducia, che sarà votata domani. Per le opposizioni la discussa norma sui rimpatri e sugli incentivi economici agli avvocati è solo l'ennesimo segnale della difficoltà della maggioranza, che cerca di inseguire Vannacci sul tema della "remigrazione".
Secondo il deputato di Iv Davide Faraone "la piazza vuota di Salvini di qualche giorno fa, l'idea di fare questo provvedimento sui rimpatri, Fratelli d'Italia in Albania, sono tutti elementi che si legano alla preoccupazione per Vannacci, per la possibile crescita di quella forza politica. A maggior ragione se il generale dovesse decidere di andare fuori al centrodestra, come ha fatto capire. E mi sembrerebbe una mossa coerente, altrimenti sarebbe rimasto nella Lega, se avesse voluto mantenere la maggioranza e il sostegno a Meloni", ha detto l'onorevole di Iv a Fanpage.it.
Dl Sicurezza, Stefania Craxi: "Norme valide ma serve tutela per l'autonomia dell'avvocatura"
Stefania Craxi ha detto che il decreto Sicurezza contiene "norme valide e importanti, ispirate alla piena tutela del principio di legalità". La presidente dei senatori di Forza Italia ha poi accolto con favore la decisione di Giorgia Meloni di intervenire con un provvedimento mirato su un aspetto del testo, sottolineando l'attenzione verso le istanze provenienti dal mondo dell'avvocatura: "L'avvocatura rappresenta uno dei cardini dello Stato di diritto, garantendo a ogni persona una difesa indipendente, libera e qualificata. Preservarne l'autonomia è un obiettivo che Forza Italia ha posto fin dall’inizio e che non può che vederci favorevoli", ha aggiunto Craxi.
Dl Sicurezza, Rossano Sasso: "Serve remigrazione, decreto è un pannicello caldo"
"Il decreto Sicurezza è un pannicello caldo. Non è con 600 euro a un avvocato che si attua la remigrazione. Questa si realizza con rimpatri coatti per chi delinque ed entra illegalmente in Italia". Lo ha detto Rossano Sasso, nel corso di un punto stampa davanti a Montecitorio. Secondo il deputato, si potrebbe anche prevedere "un incentivo economico diretto per chi decide di tornare nel proprio Paese". Sasso ha poi aggiunto che "il costo sociale ed economico di un immigrato in Italia è molto superiore rispetto a quello di un eventuale incentivo al rimpatrio". Poco prima del punto stampa, durante un flash mob davanti a Montecitorio, erano stati esposti cartelli con la scritta: "Tolleranza zero e sicurezza vera con Roberto Vannacci".
Dl Sicurezza, Daniela Ruffino: "Solo chiacchiere e sprechi sull’immigrazione"
"Dal Cpr in Albania, che ha ospitato appena 536 immigrati in due anni, fino allo sgorbio costituzionale che vorrebbe distorcere il ruolo dell’avvocato per farne un organo al servizio dello Stato per favorire il rimpatrio dell'immigrato, il governo non si è risparmiato in nulla quanto a figuracce nelle politiche di contrasto dell'immigrazione irregolare. Dopo quattro anni il bilancio registra chiacchiere e sprechi, senza che ci sia stato un miglioramento pur minimo", ha detto la deputata di Azione Daniela Ruffino.
Il governo pone la fiducia sul decreto Sicurezza: domani il voto, poi sedute-fiume fino all'approvazione
"Pongo la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi" sul decreto Sicurezza. Lo ha annunciato ufficialmente il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, a nome del governo. Questo fa saltare, di fatto, tutti gli emendamenti. È ufficiale, quindi, che il centrodestra non correggerà la norma sul bonus per i rimpatri agli avvocati, che Giorgia Meloni ha definito "di buon senso" nonostante l'intervento del Quirinale.
Domani dalle 16.15 partiranno le dichiarazioni di voto, si voterà dalle 18. Si proseguirà anche in notturna, sia giovedì che venerdì: il governo deve chiudere prima di sabato, per non far scadere il decreto.
Dl Sicurezza, Fabrizio Benzoni: "Camera bloccata, situazione paradossale"
"Una capigruppo convocata in extremis dopo sei ore di richieste: siamo di fronte a una situazione paradossale, la Camera è bloccata, i colleghi di maggioranza in imbarazzo. Nessuna risposta ufficiale da parte del governo per uscire dall'empasse. Non si era mai visto in questa legislatura e nelle passate, con il Parlamento che si appresta a votare un provvedimento che sa essere sbagliato e illegittimo con la speranza venga cambiato tramite provvedimento governativo. Non è una questione di dignità del ruolo del Parlamento, non è una questione tecnica, è una questione politica sul superamento di un limite che non si è mai superato", lo ha detto Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera.
Le opposizioni cercano di allungare i tempi: presentati 145 ordini del giorno al decreto Sicurezza
Il decreto Sicurezza va verso l'approvazione definitiva venerdì 24 aprile, l'ultimo giorno disponibile. Domani, nell'Aula della Camera, alle ore 16 partiranno le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia, poi il voto di fiducia, e l'esame degli ordini del giorno. Infine la votazione finale. Si prospetta una seduta fiume, tanto mercoledì quanto giovedì. Gli ordini del giorno che andranno discussi, infatti, sono 145.