Bonus rimpatri nel dl Sicurezza, l’avvocato Radi: “Norma liberticida, non siamo collaboratori del governo”

La norma del decreto sicurezza 2026 fanpage che premia gli avvocati che facilitano i rimpatri volontari dei migranti con un bonus economico è un sbagliata su tutti i fronti, etico e giuridico. Lo spiega a Fanpage.it l'avvocato cassazionista Riccardo Radi, membro della Commissione difensori d'ufficio del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma e consigliere onorario dell'Adu (Associazione Italiana Difensori d'Ufficio). Dal punto di vista giuridico la norma finisce per trasformare l'avvocato in un collaboratore del governo, eliminando la sua funzione di difesa. Sul piano etico, unita all'articolo che cancella il patrocinio gratuito nei casi di ricorso contro i provvedimenti di espulsione, rischia di compromettere in modo grave e profondo i diritti delle persone migranti.
La norma prevede incentivi per gli avvocati che riescono a chiudere una pratica di rimpatrio, facendo tornare volontariamente il migrante nel suo Paese d’origine. Come la giudica?
È una norma che intende la figura dell'avvocato come una sorta di funzionario governativo. In pratica si chiede all'avvocato di essere contiguo alla politica sull'immigrazione del governo. Gli si dà un una sorta di incentivo perché aiuti il governo in una materia che è da sempre un pallino della destra, ovvero il contrasto all'immigrazione in tutti i modi possibili.
600 euro sono una bella somma per convincere i legali ad andare contro gli interessi dei loro assistiti…
Se la confrontiamo con quello che viene normalmente pagato all'avvocato che svolge la sua funzione di tutela dell'immigrato naturalmente (il patrocinio a spese dello Stato), sicuramente è una somma superiore. Una "bella somma" mi sembra esagerato. Però se la confrontiamo con i parametri di un difensore che esercita la sua funzione di tutela è sicuramente superiore alla media.
Il diritto alla difesa sarebbe così condizionato da una logica premiale, dal guadagno personle. Ma la difesa non dovrebbe essere libera e indipendente?
La difesa deve essere libera e indipendente. La figura dell'avvocato nasce per richiedere un'applicazione corretta delle norme. Qui invece è esattamente il contrario. Si chiede all'avvocato di diventare una sorta di ausiliario del governo, che non esercita più la sua funzione. Diventa un funzionario che deve convincere un immigrato a non esercitare nessun tipo di azione legale per rimanere in Italia. Questa è l'idea di avvocato di chi ha proposto questa norma. Peraltro, tra i quattro firmatari due sono avvocati (Lisei e Gelmini, ndr). Questo è un grande controsenso.
Un altro articolo invece, nega l’assistenza legale gratuita ai migranti che fanno ricorso contro un'espulsione. Cosa ne pensa?
È il perseguimento di una politica di un governo che è fallita miseramente, a partire dai centri in Albania, di cui non parla assolutamente più nessuno. In questo modo si intende da una parte eliminare il patrocinio a spese dello Stato per quanto riguarda la tutela dei diritti del migrante e dall'altra, disincentivare gli avvocati a tutelare i migranti. Si premia un avvocato collaborazionista.
Nel centrodestra chiariscono che oggi un avvocato viene pagato dallo Stato solo quando si va a ricorso contro un’espulsione e non, invece, nei casi di rimpatrio volontario. Si tratterebbe quindi di offrire una copertura ulteriore. È così o è una scusa?
È una scusa. In pratica il centrodestra adesso sta dicendo: "In fin dei conti riconosciamo un qualcosa che prima non veniva riconosciuto a quell'avvocato che, invece di intraprendere un'azione legale, consiglia all'immigrato di non fare nulla per rimanere in Italia ma di tornare volontariamente nel suo Paese". Lo considerano un compenso per l'attività prestata, vista come stragiudiziale.
C'è stata una levata di scudi da parte dell'avvocatura e della magistratura. Il governo è riuscito a riunire a braccetto due ordini che fino a ieri se ne le davano di santa ragione per il referendum. Ma il problema di fondo è che non possono rimandare il testo di nuovo al Senato perché decadrebbe. Non ce la farebbero con i tempi. Quindi adesso stanno cercando in tutti i modi di "addolcire" una pillola che è amara. Ma se noi mettiamo assieme le due norme, l'intenzione è chiara: impedire i ricorsi da parte dei migranti sia impedendo la possibilità di richiedere il patrocinio a spese dello Stato sia disincentivando gli avvocati a tutelare gli ingressi dei migranti. Ma è un'intenzione sbagliata.
Sul piano etico lei che opinione ha?
A parte che giuridicamente è un obbrobrio, dal punto di vista etico io mi vergognerei come avvocato. Se io dovessi aderire a quest'idea eviterei di specchiarmi quando mi faccio la barba la la mattina.
Il mondo giudiziario si è schierato contro questo emendamento, le opposizioni promettono battaglia e nella stessa maggioranza emergono perplessità. Se pure dovesse approdare nel testo definitivo, ci sarebbe lo scoglio del Quirinale. Quali sono le sue probabilità di sopravvivenza?
Confidare nel Quirinale è un'ultima spiaggia. Io non faccio affidamento al Quirinale non perché la figura di Mattarella non sia rassicurante ma perché mi sembrerebbe una sorta di escamotage, cioè non assumersi la responsabilità di contrastare una norma che è liberticida, un obbrobrio giuridico ed etico.