Roberto Vannacci e Matteo Renzi a Pulp Podcast: gli scambi su Meloni, sicurezza e antifascismo

Nella nuova puntata di Pulp Podcast, condotto da Fedez e Davide Marra, si sono confrontati Matteo Renzi e Roberto Vannacci. Il leader di Italia viva e quello di Futuro nazionale si sono scambiati battute e attacchi, anche duri, su diversi temi: dalla guerra all'Europa, dall'immigrazione alla sicurezza, fino all'antifascismo.
Il ruolo di Vannacci nel centrodestra: "Se non cambiano vado da solo"
"C'è ancora una destra forte, che però si è slavata nel frattempo, si è sbiadita", ha detto Vannacci parlando del momento attuale del governo Meloni. "Allora bisogna riportare la barra dritta". Più critico, naturalmente, Renzi: "Prima tu sei l'invincibile Hulk, non ne sbagli mezza. Io ero così, ve lo ricordate, prima del referendum? Poi sbagli la prima e ti fanno un mazzo tanto, ti accoltellano alle spalle, soprattutto quelli che ti erano più vicini. Alla Meloni sta accadendo la stessa cosa".
Secondo l'ex presidente del Consiglio, il nuovo partito di Vannacci è "una novità a destra". Fa "un'operazione intelligente, perché costringe" la maggioranza "a spostarsi a destra, o perdono quella pezzo di destra che è incazzato nero con la Meloni perché su tutte le questioni di sicurezza, immigrazione, tutti i loro temi non ha fatto niente". Vuole essere "quello che sposta a destra l'alleanza, così come io voglio spostare al centro la mia".
Il punto è se il centrodestra sceglierà di allearsi con Vannacci, e viceversa. Da parte sua, il generale ha detto che l'obiettivo per Futuro nazionale è "la doppia cifra", quindi almeno il 10% dei voti. Oggi i sondaggi lo danno attorno al 3-4%. "Secondo me alla fine gli converrà andare da solo", ha osservato Renzi.
Nel corso della puntata, più volte Vannacci ha sottolineato delle distanze: "Non sono contento dei provvedimenti che sono stati presi, e io spesso e volentieri ho detto agli esponenti di questo governo che hanno agito con timidezza", ha detto parlando di sicurezza. E in tema di immigrazione: "Io voglio far vincere la destra, ma non rinuncio a delle linee rosse che ho tracciato belle chiare". Si tratta di linee che "sono negoziabili" ma che "una volta stabilite non sono valicabili". Altrimenti "io me ne vado da solo". Renzi ha chiosato: "Sta dicendo che lui manda un'allerta alla Meloni. Se vanno da soli la destra ha perso".
La guerra in Iran e l'idea di comprare gas dalla Russia
Una sezione decisamente ampia della conversazione ha riguardato la politica estera. "A me andava bene il Trump sovranista del Make America Great Again. Non mi piace il Trump che fa il gendarme del mondo, non mi piace il Trump che destabilizza un'area energetica. Non mi piace il Trump che fa esattamente il contrario di quello che doveva essere il trumpismo originario", ha detto Vannacci.
Parlando di guerra in Iran, i due hanno concordato che l'obiettivo degli Stati Uniti è soprattutto destabilizzare le forniture di energia verso la Cina. Ma, ha aggiunto Renzi, "uno immagina che abbia una strategia. Come è successo in Venezuela, fanno fuori Maduro ma sostanzialmente si sono comprati la vicepresidente. Puoi accettarlo moralmente o no, ma è una strategia. Qui hanno fatto fuori la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta e la settima linea. In Iran non c'era più nessuno che rispondeva".
Inevitabilmente, il discorso ha virato sull'energia: "Il nostro problema è il gas. Circa un terzo del gas di cui abbiamo bisogno dall'LNG (gas naturale liquido, ndr) e una parte importante di questo viene dal Qatar, e dal Qatar le navi devono passare da Hormuz". Poco dopo, parlando dell'ipotesi che l'Europa possa diventare autonoma dal punto di vista energetico, Vannacci ha rilanciato una proposta che negli ultimi giorni hanno ventilato sia Lega, sia Movimento 5 stelle: "Non possiamo farci problemi di diritti umani e non importare l'energia dalla Russia". E ha aggiunto: "Da chi importiamo il gas noi? Principalmente dall'Azerbaijan e dall'Algeria. L'Algeria ha tutte le forze armate che sono armate dai russi. L'Azerbaijan è il più grande investitore in Russia, quindi quei soldi vanno in Russia"
Renzi ha smentito: "Non è vero che l'Azerbaijan oggi ha questo solido rapporto con la Russia. Da quando i russi gli hanno buttato giù l'aereo due anni fa, il rapporto tra Aliyev e Putin è pessimo". E ha contrattaccato: "Quel mezzo milione di ragazzi morti in Ucraina meritano un rispetto che non può essere garantito da chi dice che non gli importa dei diritti umani. È vero che diamo dei soldi a Paesi che non rispettano i diritti umani, perché sono molti i Paesi che lo fanno, ma quello che ha fatto Vladimir Vladimirovicć Putin con l'invasione illegale del 24 febbraio 2022 è gravissimo". Concludendo: "L'errore politico della destra è che, anziché diventare la paladina di un'Europa non ideologica ma umana, quella che piace a tutti noi, la destra si è chiusa in un grido, ‘non ce ne frega niente dei diritti umani', ‘dagli al migrante', ‘viva il gas russo'. State distruggendo l'unico spazio politico che ha l'Europa".
La "epic fail" di Vannacci sui rimpatri
Uno degi scambi più accesi ha riguardato l'immigrazione. "Col governo Meloni ci sono stati meno rimpatri che col governo Renzi", ha rivendicato l'ex sindaco di Firenze. "Avete avete raccontato che io sono quello che apriva le porte e col vostro governo ci sono meno rimpatri che col nostro". Vannacci ha fatto una gaffe: "Durante il tuo governo la tua ministra degli Esteri, la signora Bonino, ha ammesso ‘abbiamo chiesto noi che gli sbarchi avvenissero in Italia'". Bonino però fu ministra durante il governo Letta: "Epic fail", ha scherzato Renzi.
Il generale ha replicato che però "i flussi in entrata sono stati estremamente maggiori" durante il governo Renzi. L'ex premier ha replicato ricordando un video di Meloni che attaccava: "Renzi vuole portare 500mila migranti in tre anni, si chiama sostituzione etnica". "Lo sai quanti migranti ha autorizzato a entrare legalmente Giorgia Meloni? 485mila. Ora 500mila migranti sono sostituzione etnica, 485mila sono una passeggiata di salute". Vannacci ha preso atto: "Bisogna cambiare le leggi". E Renzi: "È la legge Bossi-Fini, il governo è di Meloni e il ministro dell'Interno è Piantedosi". Qui il generale ha effettivamente preso le distanze dal governo: "Ma ve la ricordate il blocco navale? Ve lo ricordate lo stop agli ingressi? Ecco, noi dobbiamo ritornare qui".
Lo scontro sulla sicurezza, Vannacci: "Siamo un Paese invaso"
Sulla sicurezza, Renzi ha aperto il discorso dicendo: "Io gioco all'attacco, non sono in difesa". Vannacci ha replicato che le problematiche che ci sono oggi sono "figlie dei governi precedenti" e di " quella mentalità di sinistra del giustificazionismo in nome della giustizia sociale, del ‘facciamoli entrare tutti perché poverini'". E ancora: "Se noi siamo obbligati, come sembriamo esserlo, a utilizzare le forze armate per la sicurezza interna, bene, allora vuol dire che siamo stati invasi. Parliamo di un Paese invaso, parliamo dell'uso delle armi, parliamo dell'uso dei mezzi di coercizione". Renzi ha risposto che negli ultimi 25 anni al governo "c'è stata molto più la destra che la sinistra, e Giorgia Meloni è stata al governo sette anni, perché quattro anni da premier e tre anni da ministra".
"La sicurezza non è né di destra né di sinistra. Io dico legge e ordine, io dico certezza della pena", ha chiosato l'ex premier. "C'è un problema di certezza della pena in questo paese. È questo il dramma, e siccome state governando voi, voi avete fallito su questo. Bisognerebbe he i miei amici di sinistra si svegliassero e venissero a voi di destra siete incapaci di garantire la legalità, la certezza della pena e il diritto".
Vannacci ha risposto ammettendo che non è "contento" delle misure messe in atto dal governo Meloni. "Chiediamo di agire in modo tale che non ci debba essere l'interpretazione della proporzionalità quando c'è un conflitto tra un agente delle forze dell'ordine e un criminale. Non ho capito, devo essere proporzionale col criminale? Abbiamo detto di rivedere la norma sulla legittima difesa. Se tu mi entri in casa, io reagisco e sei tu che rinunci al tuo diritto alla vita. Abbiamo detto che noi dobbiamo pagare la difesa legale a tutti i poliziotti che vengono indagati".
La Costituzione antifascista
L'ultimo scontro si è consumato sull'antifascismo. Renzi ha ricordato che "la Costituzione antifascista è la Costituzione che è nata dai ragazzi che con la Resistenza hanno con il proprio sangue e permesso a questo Paese di essere un Paese libero". È, ha concluso, una "carta costituzionale che io sono orgoglioso di definire antifascista perché c'è l'obbligo di non ricostituire il partito nazionale fascista".
Vannacci ha risposto con le argomentazioni usate in questi casi dall'estrema destra: "In 139 articoli della Costituzione non ce n'è uno che parli di fascismo e di antifascismo. La dodicesima disposizione transitoria dice che è vietato la ricostituzione del già disciolto partito fascista". E ha affermato che se l'Italia fosse una repubblica antifascista, "nei giuramenti che prestano ministri e militari ci sarebbe una formula in cui giurano sull'antifascismo, cosa che non c'è". Renzi ha risposto con una battuta: "Non la vediamo allo stesso modo. E a chi studia diritto, dico: all'esame non ripetete quello che ha detto ora Vannacci, o vi bocciano".