Guerra aperta di Vannacci al centrodestra: vola nei sondaggi e attacca Meloni, Salvini e Tajani

Futuro nazionale è andato bene alle elezioni comunali: almeno, così è stato a Vigevano in un risultato decisamente inatteso, per quanto favorito dalle spaccature locali del centrodestra. Nel frattempo, i sondaggi politici vedono il partito stabilmente vicino al 4%, in alcuni casi anche al di sopra di questa soglia, mentre il resto del centrodestra arranca (la Lega in modo particolare). In queste condizioni favorevoli, Roberto Vannacci ha alzato il livello dello scontro con il centrodestra. Solo nell'ultima settimana sono arrivati attacchi più o meno espliciti a tutti i leader dei partiti di maggioranza.
Senza considerare che poco prima delle elezioni Futuro nazionale aveva ‘soffiato' alla Lega la deputata di lungo corso Laura Ravetto, e che ora si parla di nuovi possibili acquisti prima del congresso in programma per il 13-14 giugno. Per il momento, Vannacci continua a fare la parte della spina nel fianco della destra di governo. Nessuna delle forze di maggioranza vede di buon occhio un'alleanza. Tuttavia i numeri oggi dicono che potrebbe essere l'unico modo per vincere nuovamente le elezioni.
"Chi è Marina Berlusconi?"
Lunedì, il giorno della chiusura delle urne per le amministrative, Vannacci se l'è presa con Marina Berlusconi e, per suo tramite, con Forza Italia. La questione emersa è che l'imprenditrice avrebbe messo un veto all'ingresso del generale nella coalizione di centrodestra. D'altra parte, non è un mistero che Berlusconi stia tentando di imprimere una svolta ‘liberale' al partito per distanziarlo dagli alleati – una linea, sulla carta, incompatibile con l'estrema destra vannacciana.
"Chi è Marina Berlusconi? Perché non mi risulta sia capo di un partito politico", ha replicato Vannacci. L'attacco si è allargato: "stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell'editoria? Non mi risulta che Marina Berlusconi faccia politica. Quindi perché dovrei rispondere a qualcuno che non fa politica?". E ancora: "Quale ruolo ha in Forza Italia Marina Berlusconi? Fatemi capire perché io non ho ancora capito".
Sembra evidente che Vannacci, in realtà, abbia capito piuttosto bene il ruolo di Berlusconi. Ma l'offensiva nei suoi confronti è diventato un attacco alla leadership di Forza Italia. E il segretario del partito Antonio Tajani, quando interpellato dai giornalisti, ha accuratamente evitato di rispondere: "Io guardo a quello che faccio io, non guardo a quello che fanno gli altri". Ma ieri sui social la senatrice forzista Licia Ronzulli ha usato toni ben più accesi dopo un post del generale che la riguardava: "Essere attaccata da Vannacci – e dal suo seguito di pseudo fascisti e no vax – rappresenta per me una medaglia al valore".
La "delusione" per la posizione di Meloni sul femminicidio e il richiamo alla destra-destra
Ieri è arrivata la critica diretta anche nei confronti di Giorgia Meloni. "So che lei e Schlein si sono messe d'accordo per il femminicidio, un'altra cosa assurda. Da quand'è che un reato è più o meno grave a seconda del sesso e del colore della pelle e dell'orientamento sessuale di chi lo commette o chi lo subisce? Questa è un'altra grandissima delusione di questo centrodestra", ha detto Vannacci a Un giorno da pecora su Rai Radio 1.
La linea è sempre la stessa: attaccare la destra, da destra. Peraltro, va sottolineato, il generale non ha mai nascosto di essere disponibile ad allearsi con il centrodestra. Ma adesso che si sente in una posizione di forza – e al momento i numeri dei sondaggi gli danno ragione – prova a porre le condizioni: "Non si dica che sarò io a far vincere la sinistra, semmai è questo centrodestra slavato che potrebbe farla vincere se non accetta di conformarsi alle nostre linee rosse. Un governo che applica politiche da sinistra non alla moda".
Da parte sua, finora Fratelli d'Italia ha risposto con la stessa moneta. Lo ha ribadito ieri Arianna Meloni al Messaggero: "Chi vuole far parte del centrodestra deve sposarne lo spirito, i principi ed i programmi". Saranno i sondaggi, da qui alla fine dell'anno, a rivelare chi dovrà decidere di accettare le condizioni di chi, se si cerca un'intesa.
La proposta ‘beffa' per Salvini: un nuovo ministero per togliergli la questione casa
L'ostilità tra Vannacci e Salvini non è mai stata nascosta, da quando il generale ha lasciato la Lega. Il risultato delle comunali a Vigevano, così sofferto nel Carroccio da causare il commissariamento della sezione provinciale del partito, è stata solo l'ultima goccia. O meglio, la penultima. Perché dopo è arrivata in Parlamento la prima proposta di legge ufficialmente targata Futuro nazionale, ed è facile leggerci una provocazione diretta al Salvini ministro.
Si tratta della proposta di introdurre un ministero per la Casa. Una struttura che dovrebbe avere un portafoglio (cioè dei fondi propri da gestire in autonomia) e occuparsi di politiche abitative, riqualificazione urbana, housing sociale.
Uno dei motivi è che la questione casa è tra le più sentite oggi – come dimostrano l'insistenza dell'opposizione sul tema e la scelta del governo Meloni di lanciare il Piano casa subito dopo il flop del referendum di marzo. Ma probabilmente tra le motivazioni c'è anche un attacco diretto proprio a Matteo Salvini, che oggi è ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
È Salvini, infatti, che oggi detiene la delega alla questione abitativa e che ha lavorato al Piano casa. Non a caso, nel ddl dei vannacciani si legge che il personale per il nuovo ministero andrebbe tolto tutto al ministero delle Infrastrutture. E se c'è bisogno di crearne uno nuovo, evidentemente è perché si pensa che quello che già esiste non abbia fatto abbastanza. Il testo non andrà mai avanti in Parlamento, ma il messaggio lanciato è chiaro.