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Nei centri migranti in Albania ci sono 80 persone, per FdI è un successo: ma ne promettevano 36mila all’anno

Il centro migranti di Gjader, in Albania, è “a pieno regime” perché “la capienza è circa di 96 posti e ci sono 82 trattenuti”. Lo ha detto Sara Kelany, deputata di FdI, celebrando i risultati del governo dopo una visita ai centri. Nel 2023, però, Giorgia Meloni disse che i centri avrebbero ospitato “inizialmente” fino a 36mila persone l’anno. Finora, da aprile 2025, sono state 536 in tutto.
A cura di Luca Pons
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Un gruppo di parlamentari di Fratelli d'Italia è andato in visita nei centri migranti costruiti in Albania – con soldi pubblici italiani – per "smentire quella narrazione distorta e strumentale per cui queste strutture non funzionano o peggio sono un inutile spreco". Per dimostrare che in realtà si tratta di un "progetto che funziona" e un "modello per l'intera Europa". La visita si è svolta ieri e, come da copione, al termine i meloniani hanno esultato: il primo dei due centri, quello di Gjader, trasformato in un Cpr ad aprile dello scorso anno, è "a pieno regime" perché "la capienza è circa di 96 posti e ci sono 82 trattenuti". L'altro, A Shengjin, è in "stand-by, in attesa, forse verso giugno, del nuovo Patto per la migrazione e l'asilo europeo". Insomma, uno ospita 80 persone e l'altro è vuoto.

Che i centri migranti in Albania rischiassero di essere un buco nell'acqua clamoroso per il governo Meloni, è stato chiaro fin dal momento in cui vennero annunciati a novembre del 2023. Dopo un paio d'anni in cui la presidente del Consiglio ha insistito sul fatto che avrebbero funzionato, incassando un fallimento dopo l'altro e prendendosela con tutti, dall'opposizione ai magistrati fino all'Europa, ora la maggioranza sembra aver cambiato strategia. La linea adesso è rivendicare che i centri in Albania stanno già funzionando. Affermazioni che, però, i numeri non sorreggono.

L'esultanza di Fratelli d'Italia: "Centro di Gjader a pieno regime, ci sono 82 persone"

Lunedì 20 aprile, il gruppo di nove parlamentari di Fratelli d'Italia è arrivato al centro di Gjader attorno alle 14. Dopo due ore è arrivato il comunicato celebrativo: "Il Cpr di Gjader è pieno e funzionante così come aveva annunciato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni". Smentita, insomma, "l'ennesima falsa narrazione delle sinistre".

I meloniani hanno rivendicato che nel centro "sono transitate circa 536 persone con profili di altissima pericolosità sociale". Si parla di 536 persone ospitate dall'aprile 2025, quando il centro è stato trasformato in un Cpr perché per come era pensato prima non rispettava le leggi italiane ed europee. L'altro dato è appunto quello sul numero massimo di persone che possono essere detenute: "La capienza è circa di 96 posti ed è a pieno regime, perché ci sono ad oggi 82 trattenuti", ha commentato Sara Kelany, deputata e responsabile Immigrazione del partito.

I numeri in evidenza quindi sono due. Secondo i parlamentari di Fratelli d'Italia, negli ultimi dodici mesi nel centro di Gjader sono passate 536 persone. Una media di circa 45 al mese. Ad oggi, invece, all'interno ce ne sono 82. Cosa che rende la struttura "a pieno regime" solo perché la capienza è al di sotto dei cento posti. "Hanno parlato di cattedrale nel deserto, ecco questa è tutt'altro che una cattedrale nel deserto ma un centro funzionante e funzionale", ha insistito Kelany.

Poi c'è l'altro centro, quello di Shengjin. Lì si dovrebbero effettuare procedure di frontiera accelerate, ma al momento le norme europee lo proibiscono. Perciò è del tutto fermo. O, come ha detto la deputata, "in stand-by". Quando prenderà a funzionare? "Forse verso giugno", quando è attesa l'entrata in vigore del nuovo Patto migrazione e asilo europeo. Quindi oltre due anni e mezzo dopo l'annuncio. Sempre che non intervengano nuove sentenze a specificare che, comunque, una struttura di quel tipo è al di fuori delle norme europee.

Cosa aveva promesso Giorgia Meloni

Dunque, 536 persone ospitate in un anno e 82 presenti oggi. Vale la pena di ricordare che non erano queste le cifre promesse dal governo. Proprio a novembre del 2023, nella conferenza in cui Giorgia Meloni annunciò l'accordo con l'Albania, la premier fece una stima.

Le due strutture insieme avrebbero dovuto accogliere "inizialmente" fino a 3mila persone. Le loro domande avrebbero dovuto essere "elaborate in 28 giorni, grazie alle procedure accelerate messe in atto da questo governo". E quindi, "il flusso complessivo annuale" avrebbe dovuto arrivare "fino a 36mila persone". Erano numeri dichiarati liberamente dalla presidente del Consiglio alla stampa, non stimati da detrattori del governo.

Il confronto, oggettivamente, è impietoso. Si prospettavano due centri operativi che ospitassero fino a 3mila persone. Oggi ce n'è uno solo, che ne può ospitare al massimo 96. Ci si aspettava che da queste strutture sarebbero passate fino a 36mila persone. Nel primo anno in cui l'unico centro aperto è stato effettivamente operativo, sono state 536. Sono passati due anni e mezzo dall'annuncio e ne manca uno solo alla fine della legislatura. Parlare di un "progetto che funziona", in queste condizioni, sembra davvero esagerato.

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