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Sparatoria al centro islamico di San Diego, 17enne e 18enne uccidono 3 persone e si suicidano: “Crimine d’odio”

Le tre vittime sono una guardia di sicurezza e due membri dello staff del complesso. I due ragazzi trovati in un’auto con colpi di arma da fuoco autoinflitti. La polizia li stava già cercando dopo che la madre del 17enne aveva denunciato che erano spariti con tre armi.
A cura di Antonio Palma
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È di cinque morti il bilancio dell’assalto armato avvenuto nelle scorse ore a al centro islamico di San Diego che ospita anche una scuola. Si tratta di una guardia di sicurezza e due membri dello staff del complesso che sono stati uccisi cercando di fermare i due assalitori: due ragazzi di 17 e 18 anni identificati come Cain Clark e Caleb Vasquez, che sono stai trovati morti poco dopo in una vettura poco lontana con colpi di arma da fuoco autoinflitti.

La tragedia intorno alle 11.30 di lunedì ora locale nel complesso che ospita la più grande moschea di San Diego, a Clairemont, a circa 10 km dal centro della città californiana sulla costa del Pacifico. Secondo la polizia, si è trattato di un “crimine d’odio” spiegando che in casa dei ragazzi sono stati rinvenuti anche degli scritti, dei biglietti e messaggi di addio con frasi di odio che però non menzionavano obiettivi specifici.

Secondo le autorità locali, è probabile che i due puntassero anche a fare fuoco nella scuola ospitata nel centro ma la reazione della guardia ha impedito che procedessero oltre permettendo alla polizia di intervenire. “Si è comportato da eroe e "ha salvato delle vite", ha dichiarato il capo della polizia di San Diego.

Secondo quanto ricostruito finora, uno degli assalitori ha prelevato tre armi dalla casa dei genitori che sono state usate nel centro islamico e poi rinvenute nell’auto. È stata la stessa madre del diciassettenne infatti a chiamare la polizia intorno alle 9,30 dicendo che suo figlio e la sua auto erano scomparsi, insieme a diverse sue armi. La donna ha riferito inoltre che suo figlio era in compagnia di un amico ed entrambi indossavano abiti mimetici.

Il numero di armi e l’abbigliamento ha indotto subito gli investigatori a credere che l'adolescente potesse rappresentare una minaccia ed erano in corso ricerche in tutta la zona quando è avvenuta la sparatoria. "Una persona con tendenze suicide non porta via tre armi da un luogo" ha spiegato il capo della polizia. Su una di quelle armi sono state poi trovate scritte frasi di odio e inoltre è stato ritrovato un biglietto contenente scritti sull'orgoglio razziale, secondo quanto dichiarato dalle stesse autorità. Sui biglietti però non vi erano messaggi di minacce precise.

"Non c'era una minaccia specifica, soprattutto non una minaccia specifica al Centro Islamico. Si trattava semplicemente di discorsi d'odio di carattere generale che, a mio avviso, spaziavano su un'ampia gamma di argomenti", ha affermato il capo della polizia, aggiungendo: "Ribadisco che stiamo ancora indagando attivamente su questo caso, ma si trattava di un'espressione piuttosto generica”. Gli inquirenti non hanno voluto dare altre informazioni sui contenuti lasciati dai due adolescenti.

Su quanto accaduto la polizia sta ancora indagando per capire il movente esatto e alle indagini partecipa anche l’Fbi. ”Stiamo indagando su quali discorsi d'odio, o parole di odio, siano stati pronunciati durante l'incidente. C'era sicuramente un linguaggio d'odio di mezzo", ha affermato la polizia.

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