La fabbrica dei soldi, l’inchiesta di Fanpage sul metodo Corona-Vahabov per diventare ricchi vendendo il nulla

La promessa di Aydin Vahabov è semplice: diventare ricchi con i prodotti digitali. Per farlo basta seguire il suo corso online. Dietro le promesse di guadagni facili però c’è una macchina complessa, fatta di script, tecniche manipolative, recensioni fake e influencer pagati per sponsorizzare il metodo Vahabov.
A cura di Elisabetta Rosso
0 CONDIVISIONI
Immagine

Aydin Vahabov è seduto alla scrivania, ha una polo bianca e accenna un sorriso in camera. “Questo non è l’ennesimo video che vuole venderti l'oscuro segreto per diventare ricco. Sei stufo di una vita di soldi contati e ristrettezze?”. Silenzio, poi la soluzione: il metodo Vahabov.  Aydin si presenta come “imprenditore e numero uno dei prodotti digitali”. Pubblica sui suoi social selfie con alle spalle i grattacieli di Dubai, sorrisi su auto di lusso e promette la ricetta dei soldi facili. “Segui i miei corsi per passare da 0 a 93.246 euro in 30 giorni, sfruttiamo il potenziale dei prodotti digitali, anche voi potete diventare imprenditori dell’e-commerce”, spiega in uno dei suoi video.

La promessa è quella di un guadagno sicuro, per raggiungerlo bisogna solo comprare un corso online, studiare e seguire il percorso di Vahabov. Questa è la facciata, dietro però si nasconde una macchina complessa, fatta di script, tecniche manipolative, recensioni fake, ricatti e una rete di influencer pagati per promuovere il metodo Vahabov. 

Dentro la macchina del metodo Vahabov

Per ricostruire il metodo Vahabov siamo partiti dal dietro le quinte. Da Anna e Marco (i nomi sono di fantasia per proteggere la privacy dei testimoni). Sono due ex setter che hanno lavorato per mesi nel team di Aydin.

“Il nostro lavoro consisteva nel contattare le persone che avevano inviato la candidatura. Noi facevamo credere che fosse una selezione, facevamo domande come a un colloquio. Serviva per far sentire il cliente importante e quindi più propenso a continuare. Chiaramente passavano tutti, il nostro vero obiettivo era un altro: convincere i clienti a comprare i corsi per diventare ricchi", spiega Marco. "Eppure non c'era nessun corso e nessuno diventava ricco, moltissimi sono caduti nella truffa e voglio raccontarti cosa succedeva davvero lì dentro."

Il metodo Vahabov funziona grazie a una struttura gerarchica. “Eravamo in tanti, il nostro gruppo dei setter era formato da una sessantina di persone, divisa in due gruppi che facevano capo a due manager, sopra c’erano i venditori e in cima alla piramide Aydin”, spiega Anna.

Gli script e le istruzioni date ai setter per le chiamate con i clienti
Gli script e le istruzioni date ai setter per le chiamate con i clienti

"Quando abbiamo cominciato a lavorare per Vahabov i nostri responsabili ci hanno subito dato uno script che dovevamo seguire alla lettera durante le chiamate con i clienti. Erano tutte tecniche per manipolarli". Anna gira il telefono e mostra un documento. Alcune frasi sono sottolineate in verde evidenziatore: "COSA DEVI FARE SE TI CHIEDONO SE È UNA TRUFFA", c’è scritto.

“Ogni passaggio era pilotato. Non c’era solo la finta selezione, noi dovevamo fare delle domande molto precise, specialmente puntando all'empatia proprio per ricevere più dati possibili sulla persona. L’obiettivo era scoprire i punti deboli, per usarli durante le ultime fasi di colloquio e convincere i clienti a firmare”.

Gli script che Anna e Marco ci hanno mostrato assomigliano a copioni, ci sono sezioni per rispondere alla obiezioni, ai dubbi, alle possibilità di guadagno, “dovevamo convincerli a dire sì, e se non erano convinti usavamo la tecnica della proiezione, gli dicevamo, dove ti immagini tra cinque anni? Qual è il tuo sogno? Poi offriamo la soluzione: il corso di Aydin”.

Come funziona il metodo Vahabov

Marco e Anna mi spiegano che alla base del corso di Aydin ci sono i prodotti digitali. “Il termine non è scelto a caso, è vago, la maggior parte delle persone non avevano idea di cosa fossero, pensavano a qualcosa di innovativo, qualcosa che non capivano a pieno ma che li avrebbe fatti diventare ricchi”, spiega Marco. “I prodotti digitali in realtà non sono altro che pdf, ebook, guide da vendere online.” Sul sito di Vahabov c’è scritto:

“La nostra piattaforma offre un percorso completo che copre ogni aspetto della vendita di prodotti digitali. I nostri studenti possono acquisire conoscenze e competenze che li aiutano a creare prodotti di alta qualità, a promuoverli efficacemente e a gestire con successo il loro business di e-commerce.”

Il corso promette non solo materiale didattico, ma anche assistenza h24. Ci sono diversi pacchetti acquistabili: si parte dai 1000 euro, ma si arriva fino a 10.000. “L’obiettivo è realizzare questi prodotti digitali, il cliente guadagna vendendo queste guide online, il corso di Aydin insegna a scriverle e a venderle, possono essere su qualsiasi argomento, se va male ottieni 2000-3000 euro al mese, se va bene anche cifre a quattro zeri. Questo è quello che viene promesso. Ovviamente è impossibile”.

WHATSAPP | I messaggi del team di Aydin Vahabov
WHATSAPP | I messaggi del team di Aydin Vahabov

La nostra chiamata con il team di Vahabov

Per capire meglio come funziona ci siamo candidati anche noi. Ho compilato il form con i nostri dati e dopo due ore mi ha chiamato Valeria, setter di Aydin. Mi spiega come funziona la selezione, poi iniziano le domande mirate: chi sono, quanti anni ho, il mio lavoro, il titolo di studio, le competenze, le aspirazioni professionali e la mia disponibilità economica. A fine chiamata fissa un secondo appuntamento con un "professionista": Giacomo.

Due giorni dopo Giacomo ci ha inviato il link per una videocall. Clicco, apro la schermata e compare un uomo in camicia bianca con i capelli gellati: "Complimenti hai superato la selezione. Sono qui per togliere tutti i tuoi dubbi”, esordisce. Giacomo recita il copione che Marco e Anna mi hanno fatto leggere. A ogni domanda, risponde con una domanda. Quando viene sollevato un dubbio ripete che centinaia di persone si candidano ogni giorno, “è un’opportunità da non perdere, sarai affiancata anche da due specialisti sempre disponibili che ti insegneranno a costruire il tuo prodotto digitale e a promuoverlo e venderlo online”.

Quando spiego a Giacomo che non ho nessuna competenza e che non saprei cosa scrivere nella presunta guida da vendere online, risponde che non c’è nessun problema. “Noi facciamo un’indagine di mercato, vediamo cosa cerca la gente e poi scriviamo la guida insieme, ci facciamo aiutare anche dall’intelligenza artificiale, tanto non scriviamo cose tipo ‘come fare un intervento al cuore’, ma guide semplici, come cinque trucchi per riparare gli oggetti in casa", spiega.

E queste guide vendono?”, chiedo. Giacomo ride, butta indietro la testa e si avvicina verso la telecamera. “Ti faccio qualche conto. Fai che vendi la guida a 30 euro. Ok? Male che vada, e deve andare male, ne vendi tre al giorno, che è pochissimo rispetto alla nostra media, in un mese ti sei fatta 2700 euro. Ora, pensa se andasse bene…”.

La macchina della credibilità

“In tanti all’inizio ci chiedevano se fosse una truffa”, spiega Marco. “E anche per questi casi avevamo la risposta pronta scritta nel foglio delle obiezioni, ad esempio: e allora se pensi che sia una truffa perché ti sei candidato?”. Marco aggiunge: "Il trucco era ribaltare. I nostri supervisori ci hanno insegnato a dire frasi tipo: noi ti diamo tutti i mezzi, il sistema funziona ma tu ti devi impegnare, così se non funzionava, e non funzionava, era colpa del cliente”.

Non solo. C’era anche una cartella creata apposta per “convincere i clienti che fosse un metodo legittimo”. Anna la apre, “ecco”. Dentro ci sono interviste e articoli su Vahabov, pubblicati su testate nazionali. Sono sponsorizzazioni, quindi articoli a pagamento, e non interviste. Ma spesso non è chiaro a chi legge, e questi articoli diventano così un modo per guadagnare credibilità.

Gli articoli sponsorizzati di Aydin Vahabov comparsi sulle testate italiane.
Gli articoli sponsorizzati di Aydin Vahabov comparsi sulle testate italiane.

Non solo, “i clienti si fidavano perché vedevano moltissimi commenti positivi sulle piattaforme di recensioni online”, la maggior parte però sono state fatte da profili fake gestiti dal team di Vahabov. Infine, ad alimentare l'illusione del successo c’era una rete di influencer pagati per sponsorizzare il metodo Vahabov. Personaggi pubblici e creator come Fabrizio Corona, Frank Gramuglia e Giacomo Urtis hanno pubblicato video e storie per raccontare i “guadagni da capogiro" ottenuti grazie ai corsi di Aydin. Il caso Corona è più complesso, ha infatti collaborato con Aydin Vahabov creando un servizio parallelo chiamato “Metodo Corona”. Lo raccontiamo nella seconda parte dell'inchiesta.

INSTAGRAM | Le sponsorizzazioni sui social da parte degli influencer
INSTAGRAM | Le sponsorizzazioni sui social da parte degli influencer

Chi sono le vittime

“Tanti sono caduti nella truffa” spiega Marco. Studenti convinti di partecipare a un master online, pensionati, imprenditori, precari, “anche persone che lavoravano nelle forze dell’ordine o disoccupati in cerca di un lavoro, molti hanno chiesto un prestito per partecipare”. Il target era dai 18 ai 70 anni, “i minorenni potevano iscriversi se accompagnati da un genitore. Tecnicamente tutte le persone in grado di poter effettuare un bonifico venivano accettate e passate in vendita.”

La maggior parte dei clienti erano persone con difficoltà economiche e poche competenze digitali, “persone con problemi che cercavano un modo per fare guadagni extra, e il nostro obiettivo era convincerli che con il metodo Vahabov sarebbe stato facilissimo”. Silenzio. Anna sospira: "Io me ne sono andata proprio per questo, non ce la facevo più, era una matrioska, anche noi eravamo stati manipolati, ci hanno fatto il lavaggio del cervello, ma quando ho capito cosa succedeva ho chiuso". Marco annuisce. "Anche io me ne sono andato poco dopo, licenziavano le persone troppo etiche, erano dei mostri".

Abbiamo monitorato l’attività di Vahabov nell’ultimo anno e abbiamo scoperto un pattern preciso: Vahabov cambia nome periodicamente, ma il progetto resta sempre lo stesso. L’ultimo rebranding risale a gennaio 2026, quando si è presentato con il nome ‘Liberi Online’.

La storia di Paola

Quasi tutte le vittime hanno scoperto Aydin sui social. Anche Paola (nome di fantasia per tutelare la privacy della vittima). “Io avevo visto questi video che mi avevano incuriosito, non sapevo molto su questi prodotti digitali e ho deciso di candidarmi”, ci racconta Paola. “Io ho investito 1.200 euro e mi hanno dato queste slide per creare i prodotti digitali. Era materiale davvero scadente, non si capiva nulla… guarda”, apre il telefono e mostra una serie di slide sui prodotti digitali. "Sono confuse, ripetitive, insomma non è un corso", spiega.

FANPAGE | La schermata del corso mostrata da Paola
FANPAGE | La schermata del corso mostrata da Paola

“Anche l’assistenza che ci avevano promesso era inesistente, rispondevano per messaggio sempre persone diverse, i gruppi sparivano. Ogni volta che chiedevi aiuto ti dicevano che dovevi pagare”, racconta Paola.

“Ho capito che qualcosa non andava, non era un vero corso. Ho contattato altre persone che avevano comprato il pacchetto ed è stato tutto più chiaro. Eravamo finiti in una truffa. Abbiamo deciso di scrivere commenti negativi…e qui abbiamo scoperto un'altra cosa… Alcuni di noi sono stati contattati dal team di Vahabov, ci chiedevano di cancellare le recensioni negative, in cambio promettevano un rimborso, in altre parole pagavano per farcele togliere". Una strategia per falsare i risultati sulle piattaforme di recensioni online.

Paola non ha mai recuperato i soldi, "loro sono spariti e io ho perso 1.200 euro, una ragazza che conosco aveva pagato 10.000 euro, li ha persi tutti", spiega Paola. "Eravamo in tanti, pensavamo di poter migliorare la nostra vita in modo onesto, e invece…". Nessun corso, nessun guadagno, nessun supporto reale. Solo una macchina ben oliata che fa leva sui sogni di chi spera in un futuro migliore. E quando il sogno svanisce, restano solo i soldi persi, la vergogna, e la consapevolezza di essere stati ingannati.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views