Il tablet che Pierina Paganelli aveva nella borsa la sera dell’omicidio si accese tre ore dopo la sua morte

Pierina Paganelli aveva un tablet nella sua borsa quando è uscita di casa nella serata del 3 ottobre 2023 per andare all'adunanza dei Testimoni di Geova. Lo stesso tablet si è acceso tre ore dopo l'omicidio, avvenuto poco dopo le 22 del 3 ottobre. A processo per il delitto c'è Louis Dassilva, vicino di casa ed ex amante della nuora della vittima, Manuela Bianchi. Secondo l'accusa, Dassilva avrebbe agito per evitare che Pierina Paganelli scoprisse la loro relazione extraconiugale, in modo da poter mantenere contemporaneamente anche il matrimonio con Valeria Bartolucci.
Secondo quanto ricostruito nella scorsa udienza del processo dalla consulente della difesa di Dassilva, Roberta Bruzzone, il delitto potrebbe essere stato compiuto alla presenza di due persone: una sarebbe il killer, l'altra un complice che avrebbe manipolato il cadavere e gli oggetti che la vittima aveva nella borsa. Il maresciallo dei carabinieri Francesco Lobefaro, sentito in Corte d'Assise a Rimini, ha sottolineato che lo schermo del tablet nella borsa della 78enne si sarebbe acceso tre ore dopo l'omicidio e che il dispositivo sarebbe stato utilizzato da una persona.
L'analisi del tablet della 78enne, uccisa il 3 ottobre del 2023 nel garage di via del Ciclamino precisamente tra le ore 22.13.32 e 22.13.42, avrebbe quindi messo in evidenza come ore dopo il delitto qualcuno spostò l'oggetto poi ritrovato dalla polizia scientifica nella borsa della vittima. Secondo la ricostruzione, dunque, qualcuno si trovava sulla scena del crimine tre ore dopo il delitto. La Squadra Mobile ha sottolineato che il tablet sarebbe caduto dalla borsa durante l'aggressione, tanto che sullo schermo sono state trovate tracce di sangue della vittima. Il dispositivo elettronico è poi stato rimesso a posto intorno all'1.23 di notte. Meno di dieci minuti dopo, all'1.35, il cellulare di Dassilva avrebbe registrato dei passi secondo quanto certifica la relazione del consulente della Procura.
Quel dettaglio, per il pm Daniele Paci, dimostrerebbe che Dassilva a quell'ora era in movimento. La Corte ha anche ammesso l'analisi del block notes di Valeria Bartolucci, moglie dell'indagato, in cui, secondo la squadra mobile, ci sarebbero appunti rilevanti per il processo.