Processo Pierina, lapsus di Dassilva sull’ora del delitto. Bruzzone: “Qualcuno ha ricomposto la salma”

Sono ancora in aula Louis Dassilva, il 35enne imputato per la morte di Pierina Paganelli, uccisa nell'ottobre del 2023, e i suoi legali Riario Fabbri e Andrea Guidi. Si tratta della quindicesima udienza del processo e dell'atto finale della deposizione di Dassilva. La sentenza è attesa tra fine maggio e inizio giugno.
In aula è intervenuta Roberta Bruzzone, consulente della difesa di Dassilva, secondo la quale il delitto si sarebbe consumato in due fasi: quella vera e propria dell'omicidio e quella avvenuta in un secondo momento con la manipolazione della salma. Secondo Bruzzone, sarebbero state usate due armi: una per ferire e l'altra per tagliare gli indumenti della 78enne, possibilmente un bisturi o un oggetto con una lama tale da permettere un taglio a zig zag.

Il capello lungo non repertato
Secondo Bruzzone, un altro elemento da considerare sarebbe "un capello scuro trovato nella bocca di Paganelli". Capello che non sarebbe stato repertato. "Non sapremo mai da dove viene" ha sottolineato Bruzzone in aula, facendo notare che essendo lungo, non poteva appartenere a Dassilva.
Bruzzone è poi tornata anche sulla borsa di Paganelli, in ordine e con tutti gli oggetti riposti. "Qualcuno li ha sistemati rapidamente, visto l'orario. Chiunque sarebbe potuto arrivare sulla scena del crimine alle 22.10", ha sottolineato la consulente della difesa.

L'omicidio compiuto da una sola persona, ma con un complice presente
L'omicidio, secondo la consulente, sarebbe stato fatto da una sola persona, ma il tentativo di depistaggio sarebbe stato compiuto da qualcun altro, probabilmente una donna intervenuta con un'altra arma.
Prima dell'intervento di Bruzzone, Dassilva ha reso un'altra parte della sua testimonianza, dichiarando davanti alla giudice di aver cercato di ricostruire con la moglie Valeria cosa avessero fatto la sera del delitto, ma di non aver fabbricato a tavolino un alibi da raccontare. La giudice Fiorella Casadei ha inoltre chiesto all'ex vicino di casa di Paganelli se il suo box nel garage potesse essere aperto solo con le chiavi. Dassilva ha risposto di sì e ha specificato che la copia era in possesso solo suo e di Bartolucci, sua moglie.
L'imputato ha sottolineato di essersi accordato con Manuela Bianchi, ex nuora della vittima, per incontri clandestini tramite Whatsapp e Telegram, cancellando poi tutti i messaggi dopo il ritrovamento del corpo di Paganelli per evitare che la loro relazione extraconiugale emergesse. Nulla di collegato al delitto, dunque: secondo Dassilva, si sarebbe trattato di una precauzione presa per evitare che la storia con Bianchi venisse allo scoperto.
L'uomo ha inoltre sostenuto, interrogato dal suo avvocato, di non aver mai parlato con Bianchi della volontà di Paganelli di assumere un investigatore privato per scoprire l'identità dell'amante della sua ex nuora, smentendo di fatto il movente che, secondo la Procura, lo avrebbe spinto ad uccidere.
Il lapsus di Dassilva sull'orario del delitto
Durante la sua deposizione, Dassilva avrebbe avuto un lapsus sull'orario del delitto. Mentre spiegava alla giudice di non aver mai creato un alibi ad hoc con sua moglie, Valeria Bartolucci, per quella notte; al 35enne è stato fatto notare che l'intercettazione nella quale la donna gli avrebbe chiesto cosa dire risaliva all'inizio di novembre e che in quel momento era già noto che l'orario dell'omicidio fosse intorno alle 22.10.
A quel punto, Dassilva ha sottolineato di aver creduto a lungo che il delitto fosse avvenuto all'1 di notte e di aver cercato di ricostruire cosa aveva fatto in quelle ore perché non lo ricordava. Per la Procura, però, il racconto fornito dall'ex vicino di casa di Paganelli si basa proprio su questo lasso di tempo: la moglie Valeria Barolucci, infatti, non poteva fornire un alibi al marito perché all'orario dell'omicidio era già in camera da letto quasi addormentata.
Dassilva ha dichiarato di aver sentito il finto orario dell'omicidio (l'una di notte) dalla televisione, anche se nei primi giorni di novembre era già noto anche agli organi di stampa che il delitto era avvenuto intorno alle 22.10.
La prossima udienza della corte di Assise di Rimini per l'omicidio di Pierina Paganelli, che vede come unico imputato Louis Dassilva, si terrà lunedì 27 aprile. Sono state fissate altre date per l'11 maggio, data in cui il pm Paci farà la sua Requisitoria, il 17 e il 25, rispettivamente per le difese e le repliche. A giugno potrebbe esserci la sentenza.
L'avvocato Fabbri a Fanpage.it: "Siamo ottimisti"
A Fanpage.it, l'avvocato Riario Fabbri, che assiste l'imputato, si è detto ottimista per l'esito delle prossime udienze. "Qualcuno parla di lapsus in merito all'orario del delitto da parte di Dassilva? Non è così, ha solo spiegato di aver appreso solo a novembre che l'omicidio era stato compiuto alle 22 e di aver solo cercato di ricostruire cosa aveva fatto con la moglie la notte del delitto". Il 27 aprile, ha annunciato Fabbri, sarà sentita Romina Sebastiani, l'amica di Manuela Bianchi che sarebbe stata a conoscenza della sua relazione con Dassilva. Con lei saranno ascoltati anche due ufficiali di polizia, con la conseguente chiusura dell'istruttoria. "Quando avremo un quadro completo, potremo tirare le somme del discorso. Se siamo ottimisti? Assolutamente sì".