Pronta la nomina di Di Meglio ad ‘avvocato’ dell’Inps. Le opposizioni: “Ancora amichettismo di Fdi”

La destra di governo è pronta a piazzare un'altra pedina pesante all'interno dell'Inps. Come anticipato da Fanpage.it già a fine marzo, il Consiglio d'Amministrazione dell'Inps sarebbe pronto a nominare l'avvocato Alessandro Di Meglio, come nuovo coordinatore dell'area legale dell'istituto. Dopo l'uscita dell'articolo, la procedura di selezione è rimasta ferma per alcune settimane ma, a quanto apprende Fanpage, nelle prossime ore dovrebbe arrivare il via libera. Il ruolo di coordinatore dell'area legale è cruciale perché è il vertice della struttura che difende le ragioni dell'Inps nei contenziosi in tribunale, fornisce la consulenza su tutte le materie tecnico-giuridiche, coordina le diverse strutture periferiche.
Salvo sorprese dell'ultim'ora, Di Meglio dovrebbe battere la concorrenza degli altri due candidati inseriti nella terna, tra cui il Cda dovrà pescare. Sul suo nome ci sarebbe anche la ‘benedizione' della potente direttrice generale dell'istituto Valeria Vittimberga, legata a doppio filo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. Ma come Fanpage.it ha rivelato, Di Meglio ha dalla sua anche uno antico e stretto rapporto di amicizia professionale con Fabio Vitale, membro del Cda dell'Inps – chiamato scegliere il nuovo ‘avvocato' dell'ente – nonché direttore di Agea, posizione attraverso cui si è guadagnato la fiducia del ministro dell'Agricoltura e plenipotenziario di Fdi Francesco Lollobrigida.
Le opposizioni: "Stop a lottizzazione di Fdi"
Di fronte alle indiscrezioni di stampa, le opposizioni attaccano e chiedono al governo di riferire in parlamento. "Come sempre Fratelli d'Italia lottizza tutto il lottizzabile. Chiediamo di fermarsi: l'Inps non può trasformarsi nella camera di compensazione delle correnti di Fratelli d'Italia", dice il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto. Gli fa eco il pari-ruolo del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto che parla di un "ennesimo atto dell'amichettismo in salsa meloniana" e di "uno smaccato quanto vergognoso caso di conflitto di interessi" a proposito dei rapporti tra il possibile nominato Di Meglio e il nominante Vitale. Il M5S annuncia anche un'interrogazione sul tema alla ministra Calderone. Richiesta di chiarimenti a cui si associa anche il senatore Tino Magni a nome di Avs.
Dal canto suo, il ministro Lollobrigida ha respinto ogni accostamento o ipotesi d'intervento rispetto alla scelta del nuovo coordinatore legale dell'Inps. “Ho provveduto a dare mandato al mio legale per querelare chiunque abbia insinuato un mio qualsiasi coinvolgimento nella nomina dell’avvocato Di Meglio in Inps – ha dichiarato nella serata di lunedì 11 maggio -. Non solo non ho alcuna volontà o possibilità di incidere sulle scelte dell’istituto, ma nemmeno conosco il professionista in questione”.
Il precedente della nomina finita in tribunale
Nel frattempo, emerge una coda giudiziaria, riguardo alla designazione di Di Meglio nell'attuale ruolo che ricopre, quello di coordinatore legale regionale del Lazio dell'Inps. L'incarico fu conferito all'avvocato nel luglio 2018, dopo una procedura d'interpello interno. Un altro dei concorrenti si rivolse al tribunale del Lavoro di Roma, ritenendo di essere stato penalizzato nel processo di selezione. E in primo grado i giudici gli dettero ragione, ritenendo la determinazione di conferimento dell'incarico a Di Meglio illegittima in quanto violava "le norme di buona fede e correttezza" perché, si legge nella sentenza del 2021, "la motivazione posta a fondamento della scelta è estremamente sintetica e sommaria […] in assenza di alcun raffronto di sorta con gli altri candidati".
Di conseguenza, continua il dispositivo, "dal testo della determinazione non è in alcun modo evincibile perché sia stata ritenuta meritevole di preferenza l’esperienza acquista dal Di Meglio, rispetto a quella che il ricorrente ha conseguito nei settori indicati nel suo curriculum". E inoltre: "nessun riferimento è stato fatto alla natura e alle caratteristiche dell’incarico da assegnare e ai relativi obiettivi, nonché alla complessità dello stesso, al fine di operare un’adeguata comparazione con le attitudini e la competenza professionale, le capacità organizzative e di coordinamento dell’assegnatario dell’incarico […] e degli altri candidati".
Di fronte alla carenza di motivazioni e all'assenza di un confronto con i curriculum e le esperienze con gli altri candidati, il tribunale dispose un lauto risarcimento a favore della persona che aveva fatto ricorso contro la nomina di Di Meglio. In appello, poi, la materia del contendere fu ritenuta cessata, perché il ricorrente e l'Inps raggiunsero un accordo transattivo. Ma il precedente rappresenta quanto meno un ammonimento per il Cda dell'istituto di previdenza chiamato ora a designare il nuovo coordinatore legale dell'ente: se davvero alla fine la scelta cadrà su Alessandro Di Meglio, è bene che stavolta la decisione sia ben argomentata e motivata.