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Hantavirus, cosa sappiamo dei quattro possibili contatti rientrati in Italia: “In quarantena, ma senza sintomi”

Sono scattati i protocolli di sanitaria sorveglianza per le quattro persone rientrate in Italia dopo aver perso il volo KLM dove era presente anche la donna olandese deceduta poco dopo a causa dell’hantavirus. I quattro possibili contatti sono monitorati e sotto sorveglianza, ma non presentano sintomi.
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L'Organizzazione mondiale della salute (Oms) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) lo hanno ribadito più volte negli ultimi giorni: il focolaio di hantavirus in corso sulla nave da crociera MV Hondius – che ha già causato tre decessi – rappresenta un rischio basso per la popolazione globale e molto basso per quella europea, ma resta fondamentale attivare tutte le misure di prevenzione per ricostruire gli eventuali contatti dei contagiati.

Il tracciamento dei possibili contatti è arrivato fino in Italia: come ha spiegato una nota del Ministero della Salute ci sono anche quattro persone rientrate in Italia tra i viaggiatori del volo KLM, dove si trovava anche la donna olandese deceduta all'ospedale di Johannesburg poco dopo essere scesa dall'areo a causa dei forti sintomi gastrointestinali.  Il Ministero ha trasmesso le informazioni alle Regioni dove attualmente si trovano le quattro persone coinvolte, ovvero Calabria, Campania, Toscana e Veneto. Per loro sono scattati i protocolli di sorveglianza e isolamento.

Cosa sappiamo

È bene però specificare che secondo quanto riferito dal Ministero le procedure di sorveglianza attiva seguono il "principio di massima cautela". Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, ha rassicurato a Sky TG24 che "non c'è nessun motivo di allarme" e che i quattro passeggeri tornati in Italia non hanno sintomi. Inoltre Campitiello ha spiegato al Tg1 che le quattro persone sarebbero state sedute tutte in una fila lontana dalla donna deceduta nella città sudafricana. Le quattro Regioni interessate hanno comunque contattato le persone presenti sul volo e attivato i protocolli di sorveglianza sanitaria.

Sorvegliati in via precauzionale, ma asintomatici

Tra di loro c'è una donna residente a Firenze che  "è stata posta in regime di quarantena precauzionale in attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l'eventuale contrazione del virus", hanno spiegato in una nota il governatore della Toscana Eugenio Giani e l'assessora regionale alla Salute Monia Monni. "Sebbene le modalità del contatto suggeriscano un rischio contenuto, non sottovalutiamo alcun elemento e continueremo a informare tempestivamente la cittadinanza su ogni sviluppo" si legge ancora nella nota. La donna infatti sarà sottoposta al monitoraggio clinico finché non sarà finito il possibile periodo di incubazione.

La sorveglianza sanitaria è scattata anche per un residente nella provincia di Napoli, un marittimo di 24 anni, ma anche nel suo caso, il contatto – ha spiegato la Regione Campania – sarebbe avvenuto "durante le operazioni di imbarco di un volo internazionale" e "non risulterebbe essere stato né ravvicinato né prolungato". Nonostante ciò, sono stati – rassicura la Regione – immediatamente avviati tutti i protocolli previsti da parte delle competenti strutture sanitarie territoriali.

L'unità di crisi della Regione Campania ha spiegato al Corriere della Sera che il ragazzo è "in ottime condizioni di salute", ma dovrà rimanere in quarantena per 45 giorni. L'unità ha inoltre dichiarato di aver rintracciato tutti i suoi possibili contatti, rassicurando che non ci sono "segnali di preoccupazione".

Nessun sintomo neanche per il contatto residente in Calabria, un ragazzo di 25 anni, anche lui marittimo. Al Tg1 il ragazzo ha spiegato di essere stato contatto dalla Asl che lo ha informato della situazione, indicandogli di rimanere in quarantena e monitorare la propria salute, misurando la temperatura mattina e sera. Al ragazzo è stato anche detto di ricontattare immediatamente la Asl nel caso in cui si presentino sintomi o febbre. Lunedì i sanitari dovrebbero recarsi nella sua abitazione per eseguire i test previsti in questi casi.

L'ultimo contatto possibile rientrato in Italia è un cittadino sudafricano che è arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile. Anche in questo caso la Regione di competenza ha rintracciato e informato l'uomo e attivato il protocollo di sorveglianza. "È tenuto sotto stretta osservazione dal personale sanitario, in quarantena, a Padova", ha spiegato la Regione Veneto in una nota. Anche lui è considerato un "soggetto a basso rischio", non ha sintomi ed è in buona salute. Tuttavia, "in via precauzionale – ha spiegato il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani – potrà sottoporsi nelle prossime ore a un test previsto dal Ministero della Salute".

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