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Hantavirus sulla MV Hondius: gli spostamenti della coppia olandese e il birdwatching alla discarica di Ushuaia

Secondo le autorità sanitarie i casi indice delle infezioni da hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius sono due cittadini olandesi, che hanno compiuto diversi spostamenti in Sud America prima di imbarcarsi. Si ipotizza che il contagio sia avvenuto in una discarica di Ushuaia, dove i due si erano recati per fare fare birdwatching.
A cura di Andrea Centini
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Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in occasione di una conferenza stampa tenutasi giovedì 7 maggio ha affermato che il rischio per la popolazione generale resta basso, in relazione ai casi di hantavirus registrati a bordo della nave da crociera MV Hondius. Nel momento in cui stiamo scrivendo si contano 8 contagiati e tre morti (ci sarebbe anche un nono caso, un cittadino britannico ricoverato a Tristan da Cunha). La ragione del rischio ridotto risiede nel fatto che, pur essendo coinvolto il pericoloso ceppo Andes in grado di trasmettersi da uomo a uomo, non siamo innanzi a un patogeno contagioso come un virus influenzale o il coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia di COVID-19. In altri termini, secondo gli esperti non si rischia una nuova pandemia, che sarebbe decisamente più mortale dell'ultima, tenendo presente che la letalità del ceppo sudamericano arriva fino al 40 percento, come confermato a Fanpage.it dall'epidemiologo Pierluigi Lopalco. Per fare un confronto, la letalità dell'infezione da SARS-CoV-2 è stata dell'1-2 percento nella fase iniziale e più critica, mentre adesso, grazie a vaccini, immunità pregressa e variante Omicron meno virulenta, è sensibilmente inferiore.

Secondo l'OMS, nei prossimi giorni potrebbero emergere nuovi casi di contagio, alla luce del lungo periodo di incubazione e del fatto che alcune persone, dopo aver lasciato la nave, hanno preso aerei e altri mezzi (c'è anche una hostess tra le persone infettate), ciò nonostante non ci si aspetta che il focolaio di hantavirus si espanda. Ciò che è certo, secondo le autorità che stanno indagando, è che i casi indice sono riferibili a una coppia di 69enni olandesi deceduti a causa della malattia sviluppata, la grave sindrome polmonare da hantavirus (la stessa che uccise la moglie di Gene Hackman). Il contagio, in genere, si verifica entrando in contatto con le deiezioni di roditori infetti.

Si sospetta, ma non c'è alcuna conferma, che la coppia appassionata di birdwatching possa essere entrata in contatto con gli escrementi dei topi in una discarica nei pressi di Ushuaia, la principale città della Terra del Fuoco e la più meridionale del pianeta. A quanto si apprende da organi di stampa locali, infatti, i due si sarebbero recati in questa discarica per osservare alcuni uccelli selvatici opportunisti e necrofagi, ovvero che si nutrono (anche) di carogne. Fra quelli che frequentano la zona figurano il caracara meridionale o carancho (Caracara plancus), un grande e bellissimo rapace con un'apertura alare di oltre 130 cm che si ciba di molti piccoli animali (compresi roditori), oltre che di carogne e prede rubate ad altri uccelli; il più piccolo caracara chimango (Milvago chimango) che si nutre di insetti e di carcasse; i bellissimi gabbiani di Magellano (Leucophaeus scoresbii) che come i nostri gabbiani reali frequentano abitualmente le discariche cittadine; e varie specie di avvoltoi e stercorari che vivono “alla fine del mondo”. Si tratta di specie estremamente interessanti per qualunque appassionato di birdwatching e fotografia naturalistica, dunque non c'è da stupirsi che la coppia abbia cercato di avvistarli nei dintorni di Ushuaia.

Tuttavia, lo ribadiamo, al momento è solo un'ipotesi che il contagio possa essere avvenuto nella discarica di Ushuaia (o persino nella stessa Argentina). Come raccontato dal quotidiano La Nacion, infatti, nella Terra del Fuoco non si registrano casi di hantavirus dal lontano 1996, ovvero da quanto è diventata obbligatoria la notifica della malattia infettiva. Il Ministero della Salute argentino ha comunque predisposto dei controlli sui roditori e territorio a caccia del patogeno. A complicare la ricostruzione della storia dei casi indice vi sono i numerosi spostamenti della coppia e il lungo periodo di incubazione dell'infezione da hantavirus, ovvero il tempo che intercorre tra l'esposizione al patogeno e la manifestazione dei sintomi. Come  spiegato dai Manuali MSD è in genere di un paio di settimane, ma può arrivare fino a sei settimane.

Il Ministero della Salute argentino e l'Istituto ANLIS-Malbrán hanno spiegato che la coppia di cittadini olandesi è arrivata in Argentina il 27 novembre 2025 e ha iniziato a viaggiare con un'auto tra la Patagonia e altre località. I due sono entrati in Cile il 7 gennaio e sono rientrati in Argentina il 31 dello stesso mese, passando dalla provincia di Neuquén. Un paio di settimane dopo sono tornati in Cile e poi rientrati nuovamente in Argentina da Mendoza. Il 13 marzo sono andati in Uruguay e il 27 marzo sono rientrati ancora un volta in Argentina. Negli ultimi giorni si sono diretti a Ushuaia dove avrebbero fatto l'escursione di birdwatching presso la discarica, prima di imbarcarsi sulla nave da crociera MV Hondius il primo aprile e poco prima di sentirsi male a bordo. Successivamente sono stati rilevati gli altri contagi. Alla luce di questi numerosi spostamenti e dei lunghi tempi di incubazione dell'hantavirus, non è chiaro dove possa essersi verificato il contatto con i roditori infetti o con le superfici da loro contaminate. La discarica di Ushuaia, al momento, è considerata l'ipotesi più plausibile.

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