Lorne, sopravvissuto all’hantavirus: “È stato un inferno in terra, più di un anno per guarire”

In queste ore si rincorrono gli aggiornamenti sul focolaio di hantavirus scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius, attualmente in viaggio verso le Canarie, dove dovrebbe attraccare sabato. Nel momento in cui stiamo scrivendo sono noti 8 casi confermati, tra cui tre morti, e un nono caso sospetto (un cittadino britannico ricoverato a Tristan da Cunha). Nonostante l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) abbia spiegato che il rischio per la popolazione globale resta basso, gli elevati tassi di letalità associati alla malattia causata dall'infezione dal ceppo Andes – lo stesso confermato nei casi registrati sulla crociera MV Hondius – hanno messo in allarme il mondo intero. L'Oms sta collaborando con tutti i Paesi coinvolti per rintracciare tutti i possibili contatti dei 29 passeggeri che hanno lasciato l'imbarcazione il 24 aprile sbarcando sull'isola di Sant'Elena.
Come ha spiegato il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, "la specie di hantavirus coinvolta in questo caso è il virus Andes, presente in America Latina". Il ceppo specifico del virus che ha generato il focolaio è determinante in quanto gli hantavirus sono virus che normalmente circolano tra i roditori, anche se anche gli esseri umani possono infettarsi proprio attraverso il contatto con urine, feci o saliva di roditori infetti, più raramente attraverso il morso di roditori infetti. Tuttavia, per il virus Andes è stata documentata – spiega l'Oms – una limitata trasmissione da uomo a uomo. In caso in cui il virus infetti l'uomo può causare una malattia molto grave che può essere mortale. Alla Bbc Lorne Warburton ha raccontato cosa ha significato per lui contrarre l'infezione e quali segni ha lasciato sul suo corpo.
La storia di Lorne e della sua malattia
Tutto è iniziato nel marzo 2023, quando Lorne, canadese, ha iniziato a non sentirsi bene. Ha raccontato che i primi sintomi gli sembravano simili a quelli del Covid-19: in quei giorni aveva infatti mal di testa cronico, affaticamento e dolori muscolari. In poco tempo però la sua situazione è peggiorata e ha avuto una sorta di crisi: si è ritrovato "completamente sudato" e non riusciva più a respirare. Nello specifico, gli hantavirus possono causare – spiega il Manuale MSD – due sindromi: la febbre emorragica con sindrome renale, che è endemica in Europa e Asia, e la sindrome polmonare da hantavirus, endemica delle Americhe.
Nello specifico, la sindrome polmonare da hantavirus, registrata per lo più negli Stati Uniti, Canada (soprattutto nella parte occidentale), Panama e Sud America, "inizia come una sindrome simil-influenzale e, in alcuni giorni, provoca edema polmonare non cardiogeno", spiega il Manuale MSD. Dopo un periodo compreso tra i 2 e i 15 giorni, in cui compaiono sintomi come febbre, mal di testa e sintomi gastrointestinali, i pazienti sviluppano edema polmonare.
"Una tortura durata tre settimane"
Una volta arrivato in ospedale – racconta la Bbc – la situazione di Lorne era così critica che i medici hanno dovuto collegarlo alle macchine per il supporto vitale. Gli esami successivi hanno confermato che si trattava di un'infezione da hantavirus, che l'uomo crede di aver contratto scuotendo un vecchio tappeto nella sua soffitta. È in questa circostanza che verosimilmente è venuto in contatto con escrementi di topo. Sono state necessarie tre settimane di ricovero prima che le sue condizioni migliorassero: "Il livello di malattia e malessere che ho attraversato è stato un inferno in terra. Dover superare tutto questo e riuscire a riprendermi è stato una tortura", ha raccontato l'uomo.
Anche dopo essere stato dimesso dall'ospedale, Lorne ha dovuto fare i conti con i segni lasciati dalla malattia sul suo corpo. Ha raccontato di aver avuto una guarigione molto lenta, durata oltre un anno e mezzo. Sappiamo infatti che per le infezioni di hantavirus non esiste una cura specifica, ma i medici intervengono con terapie di supporto, volte a trattare e limitare i sintomi causati dalla malattia. Oggi, finalmente, Lorne sta di nuovo bene e ha ripreso in mano la propria vita. "È stato un periodo molto difficile – ha raccontato alla Bbc – ma so che molti hanno sofferto più di me".