Il consigliere comunale di Perugia della Lega, Davide Bonifazi, si scusa dopo il suo post su Facebook in cui ha scritto di essere razzista. Ma non sembra avere intenzione di dimettersi, nonostante le polemiche scatenate in questi giorni dal suo post. Bonifazi aveva scritto un post il cui concetto era riassunto in poche parole: “Ebbene dammi pure del razzista: felicemente orgoglioso di esserlo”. Il caso è emerso dopo la denuncia da parte della consigliera del Pd di Perugia Sarah Bistocchi. Ora sono arrivate le scuse di Bonifazi che si giustifica affermando che era “in chat con una persona” e avrebbe quindi “fatto un errore”. Ma Bonifazi non si dimette, nonostante le richieste del Pd.

Le scuse del consigliere leghista

In un post su Facebook Bonifazi si scusa: “Mi scuso pubblicamente con la cittadinanza, con il Sindaco, con la Giunta ed il Consiglio Comunale, con il partito che rappresento, per la spiacevole situazione creata e per l’errore commesso nel postare un documento senza averne letto attentamente il contenuto”. La Lega, intanto, ha preso solo parzialmente le distanze. Dal segretario regionale Virginio Caparvi, in realtà, è arrivata una condanna che sembra tanto un’assoluzione: “Non ci riconosciamo in nessun sentimento nostalgico, né in nessun sentimento razzista. Il consigliere verrà redarguito, ma conoscendolo sappiamo che si è trattato solo di scarsa attenzione a un post condiviso sbadatamente su Facebook”.

Il post di Bonifazi

La polemica nasce da un post in cui Bonifazi rivendica di essere razzista. Questo il testo:

Sono razzista perché amo l'Italia. Amo gli italiani dalle Alpi alla Sicilia. Li amo perché i loro nonni e i loro padri, con il loro sacrificio e con il loro sangue mi hanno consegnato una terra in cui essere libero. Sono razzista perché amo il cibo italiano. Amo i canederli, la polenta, i tortellini, le orecchiette, gli spaghetti, lo speck, il prosciutto, la parmigiana, la mozzarella, la pizza, lo strudel, il panettone, la pastiera napoletana, i cannoli siciliani. Sono razzista perché difendo con le unghie il duomo di Milano, il Colosseo, la reggia di Caserta, e non permetterò che vengano sostituiti da costruzioni di altri popoli. Sono razzista perché mi onora aver avuto per connazionali Dante, Giotto, Leonardo, Totò, Eduardo, Alberto Sordi, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Indro Montanelli, San Francesco d'Assisi. Sono razzista perché le leggi italiane valgono per me e pretendo che valgano in egual misura per tutti gli ospiti che qua si trovano. Sono razzista perché do rispetto solo a chi rispetta me, il mio Paese, le mie tradizioni, la mia cultura, la mia fede, le mie consuetudini. Ebbene dammi pure del razzista: felicemente orgoglioso di esserlo.