La Svizzera vuole 75mila euro per 15 ore di ricovero dalle vittime di Crans Montana. Poi la retromarcia: “È un errore”

Fatture da decine di migliaia di franchi svizzeri recapitate alle famiglie dei ragazzi italiani feriti nell’incendio del “Le Constellation” a Crans-Montana. Documenti partiti dall’Ospedale di Sion e riferiti ai ricoveri immediatamente successivi alla tragedia di Capodanno, che hanno subito sollevato interrogativi e malumori tra i destinatari.
Gli importi indicati oscillano tra i 15mila e i 60mila franchi, con punte che arrivano a circa 75mila euro. È il caso della comunicazione ricevuta dalla famiglia di Manfredi Marcucci, 16enne romano rimasto gravemente ustionato insieme ad altri 18 connazionali, poi trasferito all’Ospedale Niguarda dopo circa 15 ore di ricovero in Svizzera. Nelle fatture viene precisato che si tratta di comunicazioni informative e che non è richiesto il pagamento, ma la loro ricezione ha comunque lasciato sconcertati molti genitori.
In linea generale riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse, e proprio per questo l’invio delle fatture poteva essere evitato", sottolinea l’avvocato Domenico Radice, che assiste alcune delle vittime.
Sorpresa anche nelle parole dei familiari. "Siamo rimasti molto sorpresi – racconta Umberto Marcucci –. Al ritiro delle cartelle cliniche ci avevano detto che le spese sarebbero state pagate proprio dal cantone vallesano. È una richiesta assurda. Siamo in contatto con la nostra ambasciata perché vorremmo una rassicurazione scritta sul fatto che non dobbiamo nulla, anche perché sarebbe paradossale dopo quello che i nostri figli hanno passato".
A chiarire il quadro sono poi intervenute le autorità.
Le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali – spiega l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado – ma chiederò comunque chiarimenti e ho già fissato un incontro per il 24 aprile prossimo con il presidente del governo del Vallese Mathias Reynard".
Una linea confermata anche dal Dipartimento della sanità del Canton Vallese, secondo cui "le prestazioni mediche dell’Ospedale del Vallese non sono a carico delle famiglie", che erano già state informate sulla procedura da seguire nel caso di ricezione di queste comunicazioni.
Secondo quanto riferito dallo stesso Cornado, l’invio delle fatture sarebbe stato "frutto di un errore" e i documenti possono essere semplicemente restituiti. Resta però il disagio per una comunicazione arrivata mentre molte famiglie stanno ancora affrontando le terribili conseguenze di quella notte.
Sul fronte italiano, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, invita a leggere l’episodio per quello che è sul piano amministrativo: "Sono atti dovuti, delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili. È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo".