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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Elsa, superstite di Crans Montana, tornerà presto a Biella, il padre: “Tanto dolore, ma mia figlia è forte”

Migliorano le condizioni di Elsa Rubino, la 15enne piemontese ustionata nel rogo al Constellation di Crans Montana. Il papà a Fanpage.it: “Superate le infezioni”.
A cura di Chiara Daffini
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Una foto che cattura il momento in cui è scoppiato l’incendio
Una foto che cattura il momento in cui è scoppiato l’incendio
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Sembra esserci finalmente uno spiraglio di luce per Elsa Rubino e la sua famiglia dopo mesi di sofferenza e preoccupazioni per le condizioni della 15enne, che la notte di Capodanno si trovava al bar Le Constellation di Crans Montana ed è rimasta gravemente ustionata nel rogo divampato all'interno del locale. "Entro la fine di aprile dovrebbe essere trasferita nell'ospedale di Biella (città dove la ragazza viveva e studiava fino al giorno della strage, ndr)", rivela il padre Lorenzo a Fanpage.it.

Il lungo percorso di Elsa dopo l'incendio di Capodanno

Elsa Rubino è una delle superstiti più giovani della strage di Crans Montana, dove hanno perso la vita 41 giovani, di cui sei italiani, e oltre cento ragazze e ragazzi sono rimasti feriti. Dei 13 sopravvissuti nostri connazionali, la 15enne di Biella era una delle più gravi, tanto che le sue condizioni fino alla fine di febbraio non ne hanno consentito il trasferimento in Italia dal Centro grandi ustionati di Zurigo, dove la ragazza ha ricevuto le prime fondamentali cure.

Alle ustioni sul 57% del corpo si era aggiunta anche un'infezione batterica all'intestino, portando a un inevitabile rallentamento del processo di cura, già costellato da diversi interventi chirurgici. Poi, timidi ma costanti, i miglioramenti, fino al trasferimento dell'adolescente al Centro grandi ustionati di Torino, dove si trova tutt'oggi.

Presto il rientro a Biella

"Elsa è uscita dal periodo delle infezioni circa tre settimane fa – spiega il papà a Fanpage.it -. Anche se tutto rimane molto doloroso e stancante da affrontare, si è data molto da fare per migliore la sua forza, sia polmonare sia fisica".

Il prossimo passo è un ulteriore avvicinamento alla città in cui Elsa viveva e studiava prima della strage. "Se tutto prosegue linearmente – conclude Lorenzo Rubino -, dovremo spostarci verso l’ospedale di Biella entro la fine di aprile".

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