Crans-Montana, Procura apre nuova indagine sui ritardi nei soccorsi: “Poche ambulanze né bombole d’ossigeno”

La Procura del Canton Vallese aprirà un nuovo fascicolo d'indagine sulla tragedia di Crans-Montana, accanto a quello che conta già 13 indagati. Il nuovo filone giudiziario è volto ad accertare le responsabilità del Cantone in relazione ai presunti ritardi nei soccorsi la notte di Capodanno, quando sono morte 41 persone a seguito dell'incendio scoppiato nel seminterrato del bar Le Constellation.
L'avvocato: "Bene indagine, mezzi di soccorso insufficienti"
"I video che abbiamo visionato ieri [28 aprile 2026 n.d.r.] mostrano e testimoniano che non c'erano le ambulanze, se non 2 o 3, che non c'erano barelle e non c'erano le bombole d'ossigeno. Una località sciistica che a Capodanno ospita decine di migliaia di turisti non puoi non avere una scorta adeguata e tempestivamente disponibile. È come una nave da crociera che parte senza un numero sufficiente di scialuppe di salvataggio". A parlare a Fanpage.it è l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della 16enne Sofia. Con il suo studio Ventimiglia ha presentato alla Procura di Sion l'istanza con la quale mette in luce le criticità dei soccorsi intervenuti quella notte.
Per la prima volta, i video che immortalano l'inizio della strage sono stati resi accessibili agli avvocati di vittime e superstiti. Oltre a mostrare le prime reazioni della proprietaria del locale, Jessica Moretti, quando si accorge dell'incendio, le immagini mostrerebbero anche la penuria di ogni dispositivo di soccorso. Una circostanza che avrebbe contribuito ad aggravare la prognosi delle persone direttamente coinvolte e ad aumentare il bilancio dei feriti fino a 400. Cifra che secondo i Lav (Centri svizzeri di aiuto alle vittime di reati) comprenderebbe anche i soccorritori – improvvisati e non – giunti nei primissimi momenti.
"Il tema dei soccorsi è per noi molto importante – continua Ventimiglia – Lo abbiamo denunciato subito. È davvero difficile credere che non fossero disponibili in maniera tempestiva e rapida un numero sufficiente di bombole di ossigeno, di barelle e di coperte termiche. Questo deve far accertare eventuali responsabilità sotto il profilo della gestione e della prevenzione di certi rischi da parte del Cantone".
Che questo aspetto possa confluire in una inchiesta ad hoc, separata dal procedimento principale relativo alle responsabilità dell'incendio, però, è ancora da vedere. "Stiamo riflettendo se opporci alla divisione dei fascicoli oppure no, perché ci sono però e contro in tutte e due le indicazioni", fa sapere l'avvocato.
Al momento, per l'incendio scoppiato all'1.28 del primo gennaio 2026 nel locale di Jacques e Jessica Moretti, sono indagati i coniugi proprietari del bar, e altre 11 persone tra politici locali e funzionari pubblici del Comune di Crans-Montana e di quello di Chermignon, oggi diventato una frazione della località. Tutti sono indagati, a vario titolo, per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni e disastro.
Si tratta di una tragedia che non ha precedenti nella storia elvetica, come ha dichiarato il presidente stesso della Confederazione all'indomani di Capodanno. Questo sia per il numero delle vittime che per la loro giovane età: la maggior parte aveva meno di 24 anni.
L'Italia si costituisce parte civile nel procedimento svizzero
L'Italia, dopo Svizzera e Francia, conta il bilancio più pesante: sei vittime di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Elemento che sicuramente ha influito sulla scelta della Presidenza del Consiglio dei ministri di costituirsi parte civile nel procedimento aperto in Svizzera.
"La decisione è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti", si legge nella di Palazzo Chigi.
"Il Governo italiano continuerà ad assicurare il massimo impegno nel monitorare ogni fase del procedimento giudiziario in Svizzera, garantendo un’informazione costante e trasparente sulle proprie iniziative e confermando il pieno e ininterrotto supporto alle famiglie delle vittime e ai feriti, affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità e sia resa giustizia per il grave danno subito dalla comunità nazionale".