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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Strage di Crans-Montana, i risultati delle autopsie sulle vittime: non avevano assunto droghe né alcol

Le autopsie escludono la presenza di alcol e droghe nell’organismo dei sei giovanissimi italiani morti nel rogo di Crans-Montana e di una delle vittime svizzere. Dalle indagini emerge che “i Moretti sapevano del rischio incendio”
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Le sei giovanissime vittime italiane del rogo di Crans-Montana non erano ubriache e non avevano assunto droghe. Lo dicono le autopsie eseguite sui resti di Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi.

Le ragazze e i ragazzi italiani che la notte di Capodanno si trovavano all'interno del Constellation sono morti per le ustioni e l'inalazione dei fumi dell'incendio. Gli esami autoptici disposti dalla Procura di Roma nell'ambito dell'indagine specchio aperta dal procuratore Francesco Lo Voi conferma il quadro già ipotizzato, ma in più esclude che all'assunzione di sostanze capaci di alterare lo stato psicofisico dei giovani.

Secondo le analisi di cui Fanpage.it ha avuto modo di vedere il contenuto, anche il 17enne svizzero Tristan Pidoux era sobrio. Le sue analisi tossicologiche "non hanno evidenziato alcuna sostanza idonea ad alterare le capacità psicomotorie della vittima al momento dei fatti", ad eccezione di carbossiemoglobina, indicatore di un'intossicazione da monossido di carbonio causata dalle esalazioni del rogo. Come lui, anche gli italiani sono morti a causa delle esalazioni tossiche, e sul corpo portavano i segni del fuoco.

Come cambia la posizione dei Moretti dopo i risultati delle autopsie

I gestori del Constellation, i coniugi Jessica e Jacques Moretti, potrebbero vedere cambiato il capo di imputazione da omicidio colposo nel più grave omicidio volontario con dolo eventuale. Ne è convinto l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, il quale raggiunto da Fanpage.it spiega: "Le indagini hanno evidenziato che la schiuma fonoassorbente non era ignifuga, ma venivano comunque eseguiti spettacoli con il fuoco, quella sera le uscite di sicurezza erano ostruite, e infine le chat costituiscono l'ultimo tassello fondamentale".

Nelle chat tra i coniugi emerge la consapevolezza rispetto al possibile rischio di incendio proprio a causa delle esibizioni con le candele pirotecniche che venivano eseguite regolarmente nel locale, come emerso anche durante l'ultimo interrogatorio condotto a entrambi i Moretti. A Sion sono stati infatti mostrati video di altri spettacoli in cui le cameriere salgono sulle spalle dei dipendenti per portare ai tavoli le bottiglie di alcol sormontate dai bengala. Inoltre, Jacques e Jessica si mostrano anche consapevoli dell'ostruzione delle vie di emergenza.

Le vittime di Crans-Montana, quasi tutti d‘età compresa tra i 14 e i 24 anni, non sono quindi decedute perché a causa dell'alcol non sarebbero riuscite a raggiungere le uscite in tempo, ma perché queste erano inaccessibili. Circostanza confermata dai video girati dai ragazzi stessi, e dai primi soccorritori giunti sul posto che hanno sempre raccontato di aver forzato porte chiuse davanti alle quali erano ammassati i corpi delle vittime e dei sopravvissuti nel tentativo di uscire.

L'incendio di Crans-Montana: una strage di giovanissimi

La notte di Capodanno nel bar-discoteca Le Constellation sono morte 41 persone, 15 sono rimaste ferite, ma in totale sarebbero 400 – tra cittadini e soccorritori – quelle che hanno avuto conseguenze dall'incendio.

Secondo le ricostruzioni, il fuoco è scoppiato nel seminterrato del locale dove erano presenti il bar, la postazione del dj, il fumoir, e diversi tavoli. Qui intorno all'una di notte la cameriera 24enne ha portato a uno dei tavoli alcune bottiglie di champagne sormontate da candele pirotecniche, l'immagine diventata tristemente famosa della strage. Si trovava sulle spalle di un collega e il contatto dei bengala con la schiuma fonoassorbente sul soffitto ha dato luogo all'incendio.

I giovani presenti quella sera nel locale si sono accalcati verso l'unica scala presente nel seminterrato, e una via d'uscita. È qui che sono stati rinvenuti i corpi delle prime vittime. Le altre si trovano al piano superiore. Secondo quanto emerge dalle indagini e dalle testimonianze rege agli inquirenti svizzeri, le uscite di emergenze che avrebbero dovuto trovarsi al piano superiore erano chiuse o bloccate.

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