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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, la 15enne Elsa lascia l’ospedale dopo 6 mesi. Il papà: “Prepariamo il suo ritorno a casa”

Elsa Rubino, la 15enne biellese gravemente ferita nell’incendio di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, è pronta a tornare a casa dopo quasi sei mesi di cure, come confermato da suo padre a Fanpage.it. Ricoverata prima in Svizzera e poi a Torino, dovrà proseguire fisioterapia e controlli medici.
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Dopo quasi sei mesi di ospedale, cure e riabilitazione, Elsa Rubino è pronta a lasciare il Regina Margherita di Torino e a tornare a Biella. A confermarlo a Fanpage.it è il padre Lorenzo Rubino, che spiega come la famiglia stia organizzando il rientro della quindicenne, rimasta gravemente ferita nell'incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera.

Per la ragazza si chiude così una delle fasi più difficili di un percorso iniziato proprio all'inizio di questo 2026. Elsa si trovava nella località svizzera per trascorrere le vacanze con il padre quando, durante i festeggiamenti di Capodanno, il rogo devastò il locale dove si trovava insieme ad altri giovani. Riuscì a mettersi in salvo autonomamente, ma riportò ustioni gravissime su oltre la metà del corpo.

Dopo un primo ricovero in Svizzera, il 26 febbraio era stata trasferita in elicottero da Zurigo a Torino. Qui ha affrontato un lungo percorso di cura: prima 58 giorni nel Centro Grandi Ustionati del Cto, poi il trasferimento all'ospedale infantile Regina Margherita, dove ha proseguito la riabilitazione.

Il ritorno a casa rappresenta un traguardo importante per la giovanissima e per la sua famiglia, che in tutto questo tempo chiaramente non ha mai smesso di sperare. Le condizioni di Elsa sono migliorate progressivamente, ma il percorso di recupero non è ancora concluso. Una volta rientrata a Biella dovrà continuare a essere seguita dai medici, sottoporsi a fisioterapia e utilizzare specifiche guaine terapeutiche necessarie per il recupero dalle ustioni.

La gioia per il ritorno tra le mura domestiche si accompagna però al ricordo dei tantissimi ragazzi che non sono sopravvissuti alla tragedia e di chi sta ancora affrontando la degenza in ospedale. Per la famiglia Rubino, il rientro di Elsa rappresenta una vittoria attesa per mesi, dopo giorni in cui la speranza si è alternata alla paura e in cui, come ha ricordato il padre, il rischio di perderla era apparso concreto: "È stato un vero miracolo perché poteva non tornare più".

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