Crans-Montana, l’avvocato che ha visto il video inedito dell’incendio: “Jessica Moretti scappa senza aiutare nessuno”

Niente riprese, niente foto con il cellulare, solo gli occhi e la memoria sono concessi per registrare nella mente gli otto minuti ripresi dalle telecamere interne e da quelle di sorveglianza esterna al locale Le Costellation di Crans Montana, dove la notte di capodanno 41 persone hanno perso la vita e oltre cento ragazze e ragazzi sono rimasti feriti in seguito al divampare di un incendio. Le immagini che immortalano l'inizio della strage, dall'1:20 all'1:28 dell'1 gennaio 2026, sono state rese accessibili – senza poterle però riprendere e diffondere – agli avvocati di vittime e superstiti per la prima volta in questi giorni.
Tra i legali che, direttamente o tramite collaboratori, hanno già avuto accesso ai filmati raccolti e montati dalla polizia svizzera c'è Fabrizio Ventimiglia, che assiste la 16enne milanese Sofia Donadio, sopravvissuta alla strage, e la sua famiglia: "Questo pomeriggio abbiamo visionato le immagini – dice a Fanpage.it -, immagini che sono estremamente dure, toccanti e difficili da commentare ma che segnano un passaggio cruciale nelle indagini, confermando i dubbi già emersi sulla veridicità della ricostruzione offerta da Jessica Moretti [proprietaria del locale insieme al marito Jacques Moretti, ndr] nel corso delle sue audizioni".
Secondo l'avvocato: "Dai video emerge una dinamica molto chiara, che contrasta con quanto finora dichiarato dalla proprietaria, con riferimento sia all’innesco dell'incendio sia ai momenti immediatamente successivi". Per quanto riguarda il primo punto, prosegue Ventimiglia: "La signora Moretti ha partecipato alla preparazione dello spettacolo con le bottiglie, accendendo anche una candela insieme ai propri dipendenti".
Jessica Moretti, accortasi del pericolo, dice ancora il legale: "È stata tra le prime a scappare e si vede chiaramente che va verso l'uscita senza aiutare o avvisare nessuno del pericolo". E ancora: "Si colgono, inoltre, evidenti criticità nella gestione dell’emergenza, con personale che appare non adeguatamente formato e che mostra difficoltà concrete anche nell’individuazione degli estintori".
"I video – continua Ventimiglia – palesano anche le criticità nei soccorsi, per l'assenza di barelle e di coperte per trattare le ustioni oltre che delle fondamentali bombole di ossigeno per far respirare i feriti gravemente intossicati. Sono pochi, drammatici secondi – conclude – durante i quali chi avrebbe dovuto avere quantomeno il senso di responsabilità di avvisare e informare tutti gli avventori del locale del pericolo è tra i primi a scappare".