Strage di Crans-Montana, il 5 giugno il confronto tra i coniugi Moretti davanti ai magistrati

Una data potenzialmente decisiva segna l’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a 41 persone e il ferimento di altre 115 nel rogo del bar Le Constellation. Il Ministero pubblico del Canton Vallese, Beatrice Pillou, ha infatti deciso di rompere gli indugi: Jacques e Jessica Moretti, i coniugi francesi proprietari del locale e principali indagati della vicenda, saranno messi direttamente a confronto in un unico interrogatorio il prossimo 5 giugno.
La convocazione, inizialmente prevista per il solo Jacques, è stata estesa alla moglie Jessica su disposizione del pool di procuratrici che coordina le indagini. L'appuntamento giudiziario – come spiegano i media svizzeri – si terrà a Sion presso il campus accademico dell’Energypolis. È la prima volta che l’autorità inquirente ricorre alla stringente procedura del confronto in contraddittorio dall'inizio delle indagini.
L'obiettivo dei magistrati è evidente: analizzare le discrepanze emerse nelle versioni rese finora separatamente dai due coniugi. L'audizione si preannuncia quindi particolarmente complessa, soprattutto per la presenza degli avvocati delle numerose parti civili, i quali avranno la facoltà di sottoporre la coppia alle loro domande. La gestione tecnica dell'interrogatorio sarà non poco complicata. Secondo quanto trapelato dal Ministero pubblico, le procuratrici adatteranno la dinamica alle risposte fornite sul momento: si potrà procedere ponendo la medesima domanda a entrambi in sequenza, esaminando un intero tema blocco per blocco con ciascun indagato, oppure innescando un serrato scambio di battute a ritmo di "ping-pong".
Quello dei Moretti non sarà tuttavia l'unico passaggio cruciale della settimana. Il calendario giudiziario si presenta particolarmente denso. Due giorni prima dell’audizione della coppia, i magistrati sentiranno Jérémy Rey, ex municipale e consigliere con delega all'edilizia dell'ex Comune di Chermignon (l'ente territoriale che gestiva la stazione sciistica prima della fusione del 2017 nell'attuale assetto di Crans-Montana). Rey, in carica nel triennio cruciale tra il 2013 e il 2016, dovrà rispondere dettagliatamente dei passaggi burocratici e dei controlli sulle strutture edilizie dell’epoca.
Il quadro complessivo dei presunti responsabili resta articolato. Al momento sono 14 le persone iscritte nel registro degli indagati, tutte chiamate a rispondere, a vario titolo, dei medesimi gravissimi reati: omicidio colposo, lesioni personali colpose (anche aggravate) e incendio colposo. Oltre ai proprietari francesi e a Rey, la magistratura sta esaminando le posizioni di una fitta rete di politici e funzionari comunali, tra i quali figura anche il sindaco in carica di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Il faccia a faccia di Sion rappresenta il primo vero banco di prova per smontare il castello di silenzi e omissioni che circonda il rogo di San Silvestro.