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Strage di Crans-Montana in Svizzera

L’ambasciatore Cornado: “Fatture Crans-Montana verranno rinviate al mittente, noi abbiamo curato gratis 2 svizzeri”

Le spese mediche per i feriti italiani di Crans-Montana saranno gestite dalla mutua Svizzera, e non graveranno su famiglie o Italia. L’ambasciatore italiano in Svizzera chiarisce a Fanpage.it: “Nella tragedia responsabilità delle autorità comunali”
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L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado
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L'Italia non pagherà le fatture dell'ospedale di Sion inviate alle famiglie dei feriti nella tragedia di Crans-Montana. Si tratta di cifre che superano i 100 mila franchi (pari a 96 mila euro) per un solo giorno di ricovero il primo gennaio scorso  L'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, raggiunto da Fanpage.it ha ribadito che "l’Italia non si farà mai carico di questi costi e se quando riceverà le fatture le rinvierà al mittente".

La precisazione arriva a seguito dell'invio delle fatture alle famiglie dei feriti di Crans-Montana che sono stati ricoverati all'ospedale di Sion all'indomani dell'incendio che ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di 115 nel locale Le Constellation la notte di Capodanno.

Cornado spiega che l'Italia non pagherà perché "i gestori del locale, il Comune di Crans-Montana e il Canton Vallese hanno una pesante responsabilità morale per quanto accaduto di fronte all’Italia, agli italiani ed alle famiglie delle vittime e dei feriti".

Il riferimento dell'ambasciatore è all'inchiesta aperta dalla Procura svizzera per omicidio colposo, lesioni e incendio per negligenza. Nel registro degli indagati figurano, infatti, ben 13 persone. Due sono i coniugi Jessica e Jacques Moretti, proprietari del bar, gli altri invece sono politici e funzionari pubblici locali. "I fatti di Crans-Montana sono stati causati dall’inosservanza delle norme in materia di sicurezza da parte dei gestori del locale, delle autorità comunali che non hanno effettuato controlli negli ultimi sei anni, e di quelle cantonali che non hanno verificato che i suddetti controlli venissero effettuati", è l'analisi di Cornado.

Le fatture erano state inviate solo per conoscenza alle famiglie, e al momento, le spese dell’ospedale di Sion sono state addebitate alla Lamal, la mutua svizzera, la quale per prassi a sua volta ne chiederà il rimborso allo Stato italiano. Questo nodo è stato trattato nell'incontro del 24 aprile tra l'ambasciatore italiano e il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard.

"Reynars ha detto di non avere margine dal punto di vista normativo per farsi carico di queste spese, salvo quelle ‘residuali'", ha sottolineato Cornado al termine del colloquio, e ha proposto di "concordare una soluzione a livello bilaterale dal punto di vista della reciprocità, dato che per due pazienti svizzeri ricoverati per mesi al Niguarda l'Italia non addebiterà alcuna spesa né alla Lamal né ai loro Cantoni".

La questione delle fatture rappresenta un nuovo momento di tensione tra Italia e Svizzera. Solo da poco Cornado è tornato a Berna dopo settimane in Italia. Era stato richiamato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a seguito della mancata collaborazione tra le autorità dei due paesi, e adesso le fatture e le cartelle cliniche di Crans-Montana rischiano di aprire una nuova breccia nel rapporto tra i due paesi.

Oltre all'invio delle fatture, resta sul tavolo anche il blocco delle cartelle cliniche che gli ospedali svizzeri non stanno inviando alle famiglie italiane. Si tratta di documenti di grande peso perché raccontano i primi rilievi effettuati sui feriti poche ore dopo l'incendio. "Ho chiesto al presidente Reynard che venga assicurato l’inoltro o il reinoltro delle cartelle cliniche alle famiglie dei nostri ragazzi che sono stati ricoverati a Sion, dal momento che nessuna di esse le ha ancora ricevute. Mi ha dato assicurazioni al riguardo".

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