Crans-Montana, cartelle cliniche bloccate in Svizzera: l’Ambasciata italiana attiva i controlli della GdF

L'ambasciata italiana in Svizzera sta verificando con i propri esperti della Guardia di Finanza la situazione delle cartelle cliniche degli italiani feriti nel rogo di Crans-Montana. Lo apprende Fanpage.it.
L'incendio che la notte del 31 dicembre 2025 si è sviluppato nel seminterrato del bar Le Constellation ha causato la morte di 41 persone e il ferimento diretto di altre 115. L'ultimo in ordine di tempo è il 18enne Alexis Bollag, deceduto all'inizio di febbraio in ospedale a Zurigo in conseguenza delle gravissime ustioni subite un mese prima.
Anche molti altri francesi e italiani, le nazionalità a cui appartengono la maggior parte dei coinvolti nel rogo, stanno ancora facendo i conti con le conseguenze di quella notte, e accedere ai primi dati sanitari è fondamentale sia dal punto di vista medico che civilistico.
Non si tratta di semplici documenti medici, ma dei primi rilievi effettuati dai medici sui feriti. Le prime ustioni rilevate, i primi danni respiratori e molto altro. Fotografie fondamentali dello stato in cui i pazienti sono arrivati negli ospedali svizzeri all'alba del primo gennaio, spesso dopo aver trascorso ore sull'asfalto con le bocche nere per i fumi tossici respirati nel locale a causa delle difficoltà dei soccorsi.
Per questo molte famiglie dei feriti hanno chiesto ai propri legali di fare richiesta per ottenere le cartelle dalla Svizzera. Richieste che però sino ad ora sono rimaste disattese, come conferma a Fanpage.it l'avvocato Domenico Radice: "Ho fatto richiesta per due dei sei feriti che sto seguendo, ma sino ad ora non c'è stato riscontro".
Quello descritto da Radice per i suoi assistiti però non sarebbe un caso isolato, e per questo l'Ambasciata italiana è intervenuta per verificare se a monte esiste un blocco alla dogana che impedisce l'invio, e perché i referti non siano ancora stati inviati. Proprio su questo indagano gli esperti dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, da poco tornato a Berna. Cornado era stato richiamato in Italia dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni proprio a seguito della tensione tra Svizzera e Italia a causa della mancata collaborazione tra le autorità dei due paesi.
Quello delle cartelle è infatti il nuovo scivolone di una lunga serie nella complessa gestione del fascicolo di Crans-Montana che oggi vede 13 indagati per i reati di omicidio colposo, lesioni corporali per negligenza e incendio per negligenza. Tra le persone sotto indagine ci sono Jacques e Jessica Moretti, oltre a numerosi funzionari pubblici e politici locali.
La notizia del blocco delle cartelle arriva dopo quella delle fatture da migliaia di euro inviate alle famiglie delle vittime. Un brutto errore di forma, più che di sostanza, come ha chiarito Radice: "Sono state recapitate alle famiglie delle vittime delle fatture relative alle cure mediche ricevute in Svizzera nei primi momenti successivi all'incendio. Ma c'è proprio scritto già direttamente sulle fatture che non devono essere pagate dalle vittime. Io credo che siano partite per errore".