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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Elsa, superstite di Crans Montana, ora al Regina Margherita. Il papà: “Fa scuola in dad ed è sempre più forte”

Migliora la 15enne Elsa Rubino, coinvolta nel rogo di Crans Montana a Capodanno. Il padre a Fanpage.it: “Ringraziamo chi l’ha curata e chi ha pregato per lei”.
A cura di Chiara Daffini
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Durante il rogo di Crans–Montana sono morte 41 persone
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Si sta lentamente ma progressivamente riprendendo Elsa Rubino, 15enne biellese rimasta intrappolata, insieme a più di un centinaio di adolescenti da tutta Europa, nell'incendio che la notte di capodanno 2026 è divampato all'interno del locale Le Constellation, nella località svizzera di Crans Montana. Il padre Lorenzo racconta a Fanpage.it le ultime evoluzioni cliniche: "Giusto un'ora fa è stata trasferita dal Centro grandi ustionati all'ospedale Regina Margherita di Torino, dove è adesso ricoverata nel reparto di chirurgia".

Era stato ventilato nelle scorse settimane un trasferimento a Biella, dove Elsa viveva prima della strage: "Quest'ipotesi è tramontata – spiega Lorenzo -, per garantire a mia figlia una maggiore continuità terapeutica, tanto sul piano fisico quanto sul piano psicologico. I medici stanno facendo un ottimo lavoro e dal suo rientro in Italia [alla fine di febbraio, ndr], le condizioni di Elsa sono notevolmente migliorate, è stato un lavoro di squadra che ovviamente non sarebbe stato possibile senza l'impegno e la determinazione che lei stessa ci ha messo, è sempre più forte".

Anche l'umore della ragazza, che nel corso degli ultimi mesi ha dovuto affrontare tanti momenti di fatica e sofferenza, con ustioni sul 57% del corpo e un'infezione batterica importante, sembrerebbe buono: "Da un paio di settimane – ci spiega il papà – ha ripreso la scuola in dad, l'ha fatto subito, non appena ne ha avuto la possibilità. Speriamo adesso che anche l'ambiente meno medicalizzato del Regina Margherita possa aiutarla ulteriormente".

"È chiaro – sottolinea Rubino – che il quadro clinico è ancora complesso: non possiamo abbassare la guardia, ma la speranza, quella sì siamo tornati ad averla perché finalmente Elsa è fuori pericolo e poter affrontare le cure in Italia sta dando maggiore serenità anche a noi genitori che la assistiamo".

"Il nostro ringraziamento – conclude – va a tutti i medici e il personale sanitario che ci hanno accompagnato e ci stanno accompagnando in questo difficile percorso, ma non solo: anche a tutti coloro che hanno dedicato un pensiero o una preghiera a Elsa, perché è davvero servito".

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