Solo pochi mesi fa ha completato la sua campagna elettorale per le elezioni europee venendo confermato come deputato a Bruxelles. Poi è stato nominato ministro dell’Economia e ora Roberto Gualtieri si rimette in gioco correndo come candidato del centrosinistra alle elezioni suppletive del collegio Roma centro del primo marzo. Inaugurando il suo comitato elettorale, Gualtieri parla in un’intervista a Repubblica e si sofferma soprattutto sulle prospettive del Pd e delle alleanze che deve stringere. Partendo da un elogio al segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Nicola ha un grande merito: sin dal primo giorno ha lavorato per unire le forze del centrosinistra in un campo largo in grado di attrarre mondi e movimenti diversi da noi, che non si sentivano più rappresentati. Costruire questo campo è decisivo e anche la mia candidatura va in questa direzione”.

Il Pd deve aprirsi, secondo Gualtieri, sia a nuovi movimenti come le Sardine, sia alle forze moderate: “Al tempo stesso occorre dare una prospettiva a tante forze moderate, civili e produttive che non si riconoscono nelle posizioni estremiste di Meloni e Salvini e guardano al centrosinistra come la garanzia della collocazione europea dell’Italia”. Ma non solo, perché in questa coalizione potrebbe rientrare anche il Movimento 5 Stelle: “Sì, l’alleanza di governo tra il centrosinistra e il M5s può diventare una prospettiva strategica anche per la prossima legislatura”.

Il punto di riferimento per tenere in piedi questa intesa, esistente oggi al governo nazionale, è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Sta facendo molto bene il premier ed è oggettivamente il punto di riferimento del nostro schieramento”. Il problema sarebbe, eventualmente, convincere Matteo Renzi e Italia Viva a far parte di questa coalizione con i 5 Stelle: “La vittoria di Bonaccini dimostra che l’unità paga ed è la condizione per sconfiggere le destre. Auspico che diventi un metodo”.

Parlando della sua candidatura alla Camera, Gualtieri racconta: “Questa candidatura non era nei miei pensieri, ma quando mi è stato detto che una mia disponibilità avrebbe consentito un accordo unitario nel centrosinistra ho capito che non potevo tirarmi indietro da una sfida che affronto con entusiasmo. D’altronde io sono figlio di questa città e di questo territorio sin dai tempi del liceo Visconti”.

Poi un commento sul voto delle elezioni regionali in Emilia-Romagna: “Lo straordinario risultato di Stefano Bonaccini e del Pd ha consolidato il governo e dimostrato che Salvini si può battere. Il buongoverno, l’unità e l’apertura sono i migliori antidoti contro una destra nazionalista che vuole farci uscire dall’Europa. Ora, come ha detto Conte, apriremo una nuova fase per l’esecutivo. Abbiamo già fatto molto in condizioni difficili, ma non dobbiamo accontentarci dei risultati ottenuti. Il Pd spingerà per una più forte azione riformatrice”.