Scoppia di nuovo la polemica nel Pd e si torna a parlare di scissione da parte dell’ala renziana. Tema della contesa, stavolta, è la squadra di governo con l’accusa mossa da alcuni esponenti di aver escluso gli esponenti toscani dal team dei sottosegretari. La protesta più sonora è quella dell’ex ministro Maria Elena Boschi, che commenta così la mancanza di esponenti toscani: “Spero che non sia semplicemente un modo per colpire Matteo Renzi e il nostro gruppo: non credo che sia giusto e non se lo meritano i cittadini della Regione”. Boschi spiega che la trattativa sui sottosegretari è stata portata avanti “dai segretari di partito e noi non abbiamo fatto nessuna lotta per un posto o una poltrona in più”. Ma l’ex ministro si dice “dispiaciuta, da toscana, che non ci sia nessun toscano: i risultati delle amministrative e delle europee hanno dimostrato che il nostro territorio è un territorio il cui il partito è forte, capace e ha consenso”.

Lo spettro della scissione viene evocato dalla stessa Boschi quando si parla di alcune figure di esponenti ormai uscite dal Pd: “Noi sosteniamo questo governo che deve dimostrare non ai parlamentari o alla Leopolda, ma a tutti cittadini, che fa delle cose buone nel loro interesse. Non c'è bisogno di ribadire ogni momento la nostra presenza nel Pd, ma è chiaro che se dovessero cambiare le condizioni, si parla ad esempio di un rientro di Bersani e di D'Alema, se ci dovessero essere queste condizioni credo sia giusto discuterne tra di noi e con Zingaretti”.

Protestano anche Nardella e Bonafè

La protesta toscana viene rilanciata anche dal sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato”. Interviene anche la segretaria regionale dem in Toscana ed europarlamentare, Simona Bonafè: “Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare”.

Zingaretti chiude la polemica: basta tormentoni

Il Pd replica spiegando che l’area di riferimento non ha proposto alcun esponente toscano per occupare le caselle dei sottosegretari. Poi interviene anche il segretario dem, Nicola Zingaretti: “Concentriamo il nostro dibattito su come creare lavoro e sviluppo, queste sono le vere grandi questioni che devono essere al centro del dibattito politico. Non ricominciamo con i tornementoni, è appena finito quello con i 5 Stelle e adesso ne inizia un altro basato sul nulla. Non fatemi domande per farmi litigare con le persone, io sono zen”.