La discussione sulla legge elettorale prosegue con cautela e l’ipotesi di un ritorno a un sistema prevalentemente proporzionale è ancora tutt’altro che una certezza. La volontà di riformare la legge elettorale in seguito al taglio dei numeri dei parlamentari sembra fuori discussione. Ma l’accordo nella maggioranza sulla forma migliore da applicare è ancora lontano. Intanto, però, c’è chi già prende una posizione chiara, seppur dall’opposizione: è Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Secondo Meloni “il ritorno ad un sistema elettorale proporzionale sarebbe gravissimo e andrebbe contro la volontà che gli italiani hanno espresso chiaramente nel 1993 con un referendum popolare. Il proporzionale è stato bocciato 26 anni fa dai cittadini ed è assurdo che oggi ci sia chi, come il Movimento 5 Stelle, stia lavorando per farlo risorgere”.

Meloni attacca i 5 Stelle e si rivolge al capo dello Stato, Sergio Mattarella, con un vero e proprio appello: “I Cinquestelle avevano promesso di fare la rivoluzione e condurre l'Italia nella Terza Repubblica ma la verità è che stanno restaurando la Prima Repubblica e hanno un obiettivo: costruire un sistema che consenta l'inciucio eterno e impedire alle forze politiche che sono maggioranza nella Nazione di andare al governo. Fratelli d'Italia chiede al presidente della Repubblica Mattarella, che con la sua legge aveva garantito il superamento del proporzionale, di farsi garante della volontà degli italiani e di impedire uno scempio di questo tipo. Se questa ignominia dovesse passare in Parlamento, noi siamo pronti a raccogliere le firme per un referendum abrogativo”.

Legge elettorale, Zingaretti frena sul proporzionale

A rincuorare Giorgia Meloni sembra arrivare anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Parlando durante la registrazione di Porta a Porta, il leader dem sostiene che questa sia “una grande questione: ci sarà tempo per discuterla, non c’è nessuna decisione presa e voglio sgomberare il campo da equivoci”. Zingaretti ribadisce la richiesta del Pd di aprire una discussione sul tema in seguito al taglio del numero dei parlamentari. Poi aggiunge: “È vero che abbiamo avuto sistemi maggioritari ma poi non è vero che questo garantisce stabilità. Quindi io non ho la soluzione finale ma trovo saggio che, di fronte a un taglio così importante del numero dei parlamentari, si apra una discussione sulla legge elettorale”.