Una revisione delle concessioni autostradali va fatta. Ne è convinto anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che sembra quindi aprire alla linea dei 5 Stelle che dal giorno della tragedia del Ponte Morandi invocano la revoca della concessione per la società Autostrade per l’Italia, gestita da Atlantia. È vero che il M5s parla di revoca, mentre Zingaretti solo di revisione, ma sul punto l’apertura del segretario dem è evidente (e già il programma di governo prevede una linea che va in tal senso): “Bisogna mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini, quindi è giusto andare ad una revisione delle concessioni, ad una verifica degli investimenti sul campo della sicurezza”. Zingaretti parla in occasione della registrazione della puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera su Rai 1: "Che si vada a una stagione di revisione credo che faccia bene anche ai concessionari”.

Per il segretario de Pd su questo punto è stato raggiunto “un punto di compromesso positivo” tra le due principali forze di maggioranza. Zingaretti ritiene che se i concessionari hanno fatto i controlli “non devono temere nulla”. Ma poi ricorda cosa prevede il programma sul punto: “Noi abbiamo scritto nel programma che ci deve essere la revisione non su Atlantia ma su tutte le concessioni”.

Zingaretti e il rapporto tra Pd e M5s

Per il segretario dem ora con i 5 Stellebisogna ricostruire una visione comune, è quello che dovremo fare. Lo dico anche ai nostri alleati del M5s. A loro dico: guai a contemplare le nostre differenze. Se ci sono, bisogna sedersi intorno a un tavolo e trovare una sintesi, nessuno metta la sua ‘figurina Panini’”. Il rapporto con gli alleati di governo – prosegue Zingaretti – deve vivere “con uno sguardo rivolto al futuro o diventa un governicchio e muore definitivamente. Si governa bene se sono più forti le forze politiche nella società”.

Il futuro del Pd: da una donna presidente alla scissione di Renzi

Zingaretti parla poi del suo partito, partendo dalla prossima partita interna, quella riguardante la presidenza che verrà lasciata da Paolo Gentiloni, ora commissario europeo all’Economia: “Mi auguro sia una donna il prossimo presidente del Pd e lavoro per questo. Sarebbe un bel segnale”. Ma il segretario del Pd deve preoccuparsi anche di un’altra ipotesi di cui si parla da mesi: la scissione di Matteo Renzi. Sulla possibilità che l’ex presidente del Consiglio lasci il partito Zingaretti risponde: “Con Renzi non ho avuto modo di parlare, leggo indiscrezioni sui gruppi parlamentari. Suggerisco ai giornalisti di chiedere anche perché, non si capisce il motivo di un fatto cosi lacerante”.

Sul rapporto tra Zingaretti e Renzi lo stesso segretario dem torna anche parlando della trattativa per la nascita del nuovo governo. A chi gli chiede se il governo con i 5 Stelle fosse partito perché Renzi ha deciso di non fare la scissione replica: “In parte sì”. “Per mesi – prosegue – c'è stata una chiusura totale al dialogo col Pd, poi ha cambiato idea e io non potevo fare altro, era un dovere etico e morale provare a costruire un governo”.