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Governo Meloni, domani il voto finale sul dl Sicurezza, la premier: “Superbonus ci impedisce di uscire da procedura Ue”: news in diretta

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni dopo l’ok della Camera alla fiducia sul decreto Sicurezza: voto finale domani, venerdì 24 aprile. Maggioranza ha chiesto seduta fiume per accelerare l’approvazione del provvedimento.

23 Aprile 2026 07:01
Ultimo agg. 11:55
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Le ultime notizie sul governo Meloni in diretta: il Quirinale ha bloccato il decreto Sicurezza, il testo ha ricevuto la fiducia da parte della Camera, domani il voto finale. Il decreto correttivo, che recepisce le osservazioni del Presidente della Repubblica, arriverà contemporaneamente alla conversione in legge. Domani il Consiglio dei ministri si riunirà proprio nella sala del governo a Montecitorio, per varare un nuovo decreto che modificherà l'articolo che concede un incentivo agli avvocati per i rimpatri. La norma sarà modificata, estendendo la platea dei beneficiari del contributo di 615 euro, includendo anche mediatori e associazioni. Servirà quindi una copertura maggiore: "Ci stiamo lavorando – ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo a una domanda di Fanpage.it -. Non posso dire quale sarà l'esito dell'esame della Ragioneria, che sarà come sempre rigoroso e serio".

Nella tarda serata di ieri la conferenza dei capigruppo si è riunita deliberando una seduta fiume che è stata approvata dalla Camera. Le opposizioni avranno a disposizione al massimo 44 ore per fare ostruzionismo. I voti sugli ordini del giorno riprenderanno oggi alle 10.30 e la votazione finale del provvedimento si svolgerà non prima delle 11.30 di domani. Per le forze di minoranza il decreto è "incostituzionale" e quella della maggioranza è l"l'ennesima forzatura". Schlein: "Se Meloni non avesse fallito anche sulla sicurezza, non sarebbero qui a discutere il quarto decreto con lo stesso nome: un decreto l'anno".

11:55

M5s: "Su Superbonus trucchi contabili del governo, la narrazione di Giorgetti era farlocca"

"La narrazione di Meloni e Giorgetti risanatori dei conti era farlocca sin dall'inizio. E dopo l'uscita dei dati Eurostat, e del Documento di finanza pubblica, viene definitivamente disintegrata. L'affossamento della crescita per quattro anni consecutivi, come abbiamo ripetuto fino alla nausea, ha fatto sballare ogni parametro, con un debito pubblico in aumento. Cade anche il residuo storytelling del Giorgetti grande ‘tagliatore' del deficit, visto che l'unico abbattimento secco del deficit stesso, dal 7,1% del 2023 al 3,4% del 2024, è stato ottenuto con un trucchetto contabile avallato da Istat ed Eurostat, ovvero la classificazione come ‘pagabili' dei crediti d'imposta edilizi fino al 2023 e come ‘non pagabili' dal 2024 in poi. Questo ha fatto sì che la maggior parte degli effetti dei bonus edilizi sia stata scaricata da Giorgetti negli anni passati fino al 2023, con un effetto del tutto residuale dal 2024 in poi. Altro che colpa del Superbonus. Tutto il resto lo ha fatto l'austerità di una premier e di un ministro dell'economia che hanno inasprito la Legge Fornero, hanno accettato un Patto di stabilità da 12 miliardi di tagli e nuove tasse l'anno, hanno alzato l'Iva sui prodotti essenziali, hanno alzato le accise sul gasolio, hanno promosso una sciagurata moderazione salariale, hanno tagliato una quantità sterminata di agevolazioni fiscali sulla casa, hanno applicato tagli feroci ai ministeri, persino nel Dl accise, hanno scritto, riscritto, tagliato e fatto volutamente fallire ogni piano di investimento per le imprese, come dimostra la vicenda di Transizione 5.0. Giorgetti, consapevole di tutto questo, ha legato la sua residua credibilità alla folle corsa, a ogni costo, sotto il 3% nel 2025. E ha fallito, perché tutto questo ha portato alla crescita zero e a far sballare i parametri di deficit e debito. La realtà è che non c'era nulla da risanare in un Paese che Meloni ha ereditato con una crescita cumulata nel biennio 2021-2022 del 14% e con un debito pubblico che a fine 2023 (133,9%) era tornato sotto il debito del 2019, anno pre-pandemico, con un abbattimento di oltre 20 punti. Bisognava solo proteggere quella crescita ereditata con una sapiente messa a terra del Pnrr e il giusto aumento della spesa pubblica per accompagnare gli obiettivi del Pnrr. Invece niente, è stato un fallimento su tutta la linea. Giorgetti, a maggior ragione dopo aver ammesso che anche i numeri inseriti nel Dfp sono ballerini, dovrebbe trarne le conseguenze". Lo comunicano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.

A cura di Giulia Casula
11:13

Mantovano: "Sul dl Sicurezza il caso è chiuso"

Con il decreto ad hoc che il Governo varerà domani dopo l'ok definitivo della Camera al decreto Sicurezza, dopo la sua interlocuzione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la questione relativa alla norma sugli incentivi per i rimpatri agli avvocati è risolta? "Sì, il caso è chiuso", così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano risponde ai cronisti a margine di una cerimonia al Quirinale,

A cura di Giulia Casula
10:40

Giorgetti: "Deficit sotto il 3% entro quest'anno, Italia sarà fuori dalla procedura d'infrazione Ue nel 2027"

"Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, la stima dell’Istat si colloca al 3,1% ed è lievemente superiore, sempre in ragione dei sopracitati maggiori crediti edilizi, alla previsione pubblicata a ottobre scorso (3%). Tale stima si colloca, tuttavia, su un livello inferiore rispetto alla previsione del Psbmt (3,3%), poi confermata dal Dfp 2025, segnalando che il rientro verso la soglia del 3% è avvenuto a un ritmo più rapido di quanto inizialmente programmato", lo scrive il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nella premessa al Dfp, approvato ieri dal Consiglio dei ministri e inviato ieri sera alle Camere e alla Presidenza della Repubblica. "Il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/PIL sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3% entro quest'anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest'anno, ciò consentirà all'Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio".

A cura di Giulia Casula
10:13

Candiani (Lega): "Il dl Sicurezza non va stravolto. Pasticcio? Chiedete a Mantovano"

Pasticcio sul dl Sicurezza "Questo lo deve chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano… ai piani alti del Palazzo, non a me". Così Stefano Candiani, deputato leghista ed ex sottosegretario al Viminale, parlando con La Repubblica. La Lega chiede che la nuova versione della norma "sia correttiva, non di più. E se è correttiva, non deve stravolgere il contenuto. I presupposti sono quelli. Governo e parlamento vogliono avere un sistema di rimpatrio volontario davvero funzionante".

A cura di Giulia Casula
09:40

Patuanelli (M5s): "Meloni nasconde la crisi, per lei è sempre colpa di altri"

"Per Meloni non è mai colpa sua. Adesso è il turno dell'Istat, che però è allineato con tutti gli altri istituti, anche europei". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, Stefano Patuanelli, ex ministro dello Sviluppo e vicepresidente del M5S. "Quando l'attuale governo si è insediato – aggiunge – l'Italia era un Paese sano: l'hanno riportato all'ultimo posto in classifica per la crescita. E non oso pensare cosa accadrà quando non ci sarà più il Pnrr. L'unica nota positiva è che, per allora, a Palazzo Chigi non ci saranno più loro". "Noi non stiamo festeggiando – prosegue Patuanelli -, siamo molto preoccupati per il Paese. A noi interessa poco dire che sono stati incapaci, a quello ci pensano i numeri. Però un dato mi sembra oggettivo: siamo di fronte a un esecutivo che non ha la minima idea di come affrontare una crisi economica profonda che rischia di devastare il nostro tessuto sociale". Che conseguenze ha lo sforamento del 3%? "Quella immediata – aggiunge – è non poter attivare le clausole di salvaguardia per gli impegni presi in sede Nato: significa non poter scorporare le spese militari dal rapporto deficit/Pil e avere margini risicatissimi per la prossima manovra finanziaria. Questo governo verrà ricordato per aver aumentato deficit e debito pubblico non per la sanità, per la scuola o per il dissesto idrogeologico, ma per le armi".

A cura di Giulia Casula
09:20

Lupi: "Norma era scritta male ma il nostro testo è di buon senso"

Nel decreto sicurezza "c'è stato un emendamento scritto male. Ma non si butta via il bambino con l'acqua sporca". Lo dice Maurizio Lupi in una intervista al Corriere della Sera. "È questione di buon senso, prosegue il leader di Noi moderati. Quanto all'ostruzionismo adottato dalle opposizioni in Aula alla Camera, Lupi commenta: "Me lo aspettavo e lo dico con dispiacere sincero. La sicurezza non è un tema di destra o di sinistra: è buon senso. È il diritto che garantisce tutti gli altri diritti, la libertà, il bene comune, persino il diritto all'abitazione. Eppure, puntuale come un orologio, scatta lo scontro: la sinistra alza le barricate, si grida che arrivano i fascisti, che si vietano le manifestazioni, che è a rischio la libertà. È uno schema vecchio e stancante". L'opposizione contesta soprattutto l'articolo sui rimpatri volontari e il compenso agli avvocati, denunciandone l'incostituzionalità, come fa Debora Sarracchiani del Pd. "Sono assolutamente d'accordo con la mia amica Serracchiani. Si va contro un assistito se lo si assistesse con questo presupposto in un giudizio. In questo caso non c'è un giudizio, è una forma di assistenza a chi voglia tornare nella sua patria. Il riferimento agli avvocati è un errore. Un emendamento presentato su un tema corretto, scritto pero' in modo da prestarsi a un equivoco. Chi lo ha fatto notare ha fatto bene", prosegue Lupi a proposito delle riserve avanzate dal Quirinale sulla norma. "Ma attenzione: si corregge la norma, non si elimina il principio", avverte ancora". Per questo il governo sta mettendo appunto il decreto correttivo che arriverà sul tavolo del Presidente della Repubblica contestualmente al decreto sicurezza: "Per questo esiste il decreto correttivo.Chi vuole tornare volontariamente nel proprio paese deve avere un'assistenza, una procedura chiara, e un riconoscimento al termine del percorso amministrativo. Che non è un iter giudiziario. Da dieci anni esiste questo impianto. Il problema era il riferimento specifico agli avvocati: lo si riscrive e si va avanti".

A cura di Giulia Casula
08:50

Pichetto: "Deficit al 3,1% colpa di pochi decimali, il problema è questa maledetta guerra"

"Vediamo che succede, perché il problema non sono tanto i decimali. Parliamo di arrotondamenti. Dal 3,07 siamo passati al 3,1. Se avessimo avuto il 3,04 avremmo raggiunto l'obiettivo del 3. Si tratta di una manciata di milioni. Un nulla. È un dato che l'Europa dovrebbe avere ben presente". Lo dice, al ‘Giornale', il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel commentare la mancata uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. "Il problema vero – spiega – è quanto dura questa maledetta guerra. E pensare che io avevo capito prima di altri dove si finiva con Trump. L'avevo paragonato a Nerone mentre gli altri erano tutti proni. Avevo capito che era instabile. Dobbiamo far capire all'Europa che se ci ha dato la possibilità di sforare sulla difesa, non capisco perché non potremmo farlo sull'energia. La difesa stava a cuore ai Paesi del Nord che sono più vicini al conflitto ucraino e hanno il gas della Norvegia, ma la stessa comprensione deve esserci sul tema energetico che in fondo è una conseguenza dello stesso capitolo ‘guerra'. Dobbiamo ragionare, immaginare una manovra espansiva magari di 40 miliardi. Come ha fatto Draghi che addirittura la fece più grande con il Covid visto che doveva coprire la coda del Superbonus. Dobbiamo spiegare all'Europa che non possiamo ritrovarci in una condizione scabrosa per una questione di decimali", ribadisce il ministro.

A cura di Giulia Casula
08:30

Il Mef ha inviato alle Camere e al Quirinale il Documento di finanza pubblica

Il ministero dell'Economia e delle Finanze – lo rende noto una nota di via XX Settembre – ha inviato alle Camere e alla Presidenza della Repubblica il Dfp, il Documento di finanza pubblica approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

A cura di Giulia Casula
08:08

Nei sondaggi politici Schlein batte Conte e Salis

Tra gli elettori del campo largo trionfa Elly Schlein. Se si svolgessero le primarie, la segretaria del Pd batterebbe Giuseppe Conte (fino a non troppo tempo fa dato come favorito) e Silvia Salis, la sindaca di Genova individuata da alcuni come possibile federatrice di un'alleanza che tenga dentro anche la quota centrista della sinistra. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da YouTrend per SkyTG24, che assegna a Schlein il 41% delle preferenze tra gli elettori del campo largo che sicuramente voteranno e il 36% tra quelli che probabilmente lo faranno.

A cura di Giulia Casula
07:19

Via libera della Camera alla seduta fiume, voto finale atteso per venerdì dalle 11.30

Nella notte la Camera ha approvato la ‘seduta fiume', richiesta dalla maggioranza, per l'esame del dl Sicurezza. Lo ha annunciato il vicepresidente di turno, Giorgio Mulè, dopo gli interventi delle opposizioni contrari alla richiesta partita da Gianluca Vinci, deputato di Fratelli d'Italia. Il voto sugli odg al decreto non ancora discussi si terrà dalle 10.30 di oggi, giovedì 23 aprile. La votazione finale sul provvedimento avverrà non prima 11.30 di venerdì.

A cura di Giulia Casula
07:01

Governo Meloni, le ultime notizie in diretta dopo l'ok alla fiducia sul decreto Sicurezza

L'aula della Camera ha approvato ieri sera la fiducia posta dal governo al decreto Sicurezza, con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti. Ora è corsa contro il tempo: i lavori parlamentari vanno avanti dopo che la maggioranza ha chiesto ieri sera una seduta fiume, per arrivare al voto finale entro venerdì mattina. La votazioni sugli ordini del giorno sono previsti questa mattina, non prima delle 10:30, tra i tentativi di ostruzionismo delle opposizioni.

"Stiamo organizzando dei turni di presenza in Aula, così dormiamo qualche ora", hanno spiegato i parlamentari di maggioranza e opposizione, compresi i sottosegretari che si alterneranno per garantire la presenza del governo in Aula. Dopo che arriverà il via libera della Camera, il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi proprio nella Sala del governo di Montecitorio. La riunione servirà ad approvare il provvedimento correttivo ad hoc, annunciato mercoledì dalla premier Giorgia Meloni, per modificare la discussa norma sugli incentivi per i rimpatri volontari, bloccata dal Quirinale. In questo modo i due testi arriverebbero al Quirinale nello stesso momento, dando al Presidente Mattarella la possibilità di firmarli "contestualmente" e di procedere alla pubblicazione "contestuale" sulla Gazzetta ufficiale. Il secondo decreto annullerà quindi gli effetti del primo, impedendo di fatto che la norma sugli incentivi per gli avvocati che favoriscono i rimpatri entri in vigore, così come approvata da Camera e Senato. Il nuovo decreto prevede una platea di beneficiari allargata, includendo non solo gli avvocati, ma anche mediatori, associazioni e altre figure professionali. Inoltre il contributo – che dovrebbe essere erogato dallo Stato e non più dal Consiglio nazionale forense – verrà assicurato anche se la pratica di rimpatrio volontario non dovesse essere portata a termine.

"Noi continueremo a rallentarvi fino all’ultimo secondo utile a disposizione", ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo in Aula alla Camera ieri sera, durante l'esame degli ordini del giorno al dl. "Sulla Sicurezza avete fallito, questa è la realtà. Non lo diciamo noi del Pd, lo dicono i dati. La media dei reati totali 2023-2024 ha segnato un +5,1% rispetto al 2022. Se non aveste fallito, ci spiegate perché è il quarto decreto con lo stesso nome e lo stesso tema. Nello stesso periodo, 2023-2024, sono diminuite lievemente le persone arrestate e sono diminuite le forze di polizia".

A cura di Annalisa Cangemi
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