
Lo stretto di Hormuz continua ad essere il centro nevralgico del conflitto: "Lo controlliamo, è sigillato", dice Trump. I pasdaran hanno sequestrato due navi cargo e ne hanno colpita una terza. A Teheran attivati i sistemi di difesa aerea. Gli Stati Uniti intanto hanno unilateralmente prorogato una tregua di durata indefinita. L'estensione del cessate il fuoco tuttavia non convince Teheran che teme una trappola e invita Washington a togliere il blocco nello Stretto. Ancora il presidente USA: "Distruggere qualsiasi nave mette mine a Hormuz".
Trump: "Bomba atomica sull'Iran? Nessuno dovrebbe poter usare armi nucleari"
"Non abbiamo bisogno di usare la bomba atomica in Iran. Perché dovrei usarla quando abbiamo decimato l'Iran nel modo convenzionale? Non la userei. A nessuno dovrebbe essere consentito di usare un'arma nucleare". Così Donald Trump nello Studio Ovale rispondendo a una domanda sul possibile utilizzo di armi nucleari nel conflitto mediorientale.
Libano, Idf: "Uccisi 25 membri di Hezbollah dall'inizio della tregua"
Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore in Libano, la scorsa settimana, le Forze di Difesa Israeliane hanno ucciso oltre 25 membri di Hezbollah che rappresentavano una minaccia per le truppe e hanno distrutto centinaia di siti del gruppo terroristico. Lo riferisce l'Idf, affermando di continuare a operare nella nuova zona di sicurezza del Libano meridionale che "funziona da zona cuscinetto a protezione degli abitanti del nord di Israele".
"Finora, le truppe hanno individuato numerose armi e, in collaborazione con l'Aeronautica, hanno eliminato più di 25 terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe israeliane nella zona", afferma l'esercito, aggiungendo che l'Aeronautica israeliana ha condotto circa 50 raid aerei contro membri e infrastrutture di Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane aggiungono che negli ultimi giorni Hezbollah ha compiuto numerosi attacchi contro le forze israeliane di stanza nel Libano meridionale. "Le Forze di Difesa Israeliane continueranno ad agire con decisione contro le minacce dirette ai cittadini dello Stato di Israele e alle truppe israeliane, operando in conformità con le direttive dei vertici politici", aggiunge l'esercito.
Axios, Iran ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz in settimana
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionaria avrebbe disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz questa settimana. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Macron: "La riapertura dello Stretto di Hormuz dovrà avvenire in modo ordinato e non tramite blocchi"
La riapertura dello Stretto di Hormuz dovrà avvenire "in modo ordinato e non tramite blocchi mirati o altre misure simili". Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, all'arrivo al Consiglio europeo informale ad Ayia Napa, a Cipro. "Penso che ciò che è importante sia che il cessate il fuoco possa durare, e gli Stati Uniti hanno deciso di proseguirlo; quindi bisogna che sia seguito da fatti concreti e che Hormuz possa essere riaperto" ha aggiunto Macron, che ha poi elencato gli elementi su cui la Francia vuole lavorare, oltre alla riapertura dello Stretto: il mantenimento del cessate il fuoco, includendo il Libano; la prosecuzione delle discussioni diplomatiche con l'Iran sulla questione nucleare, balistica e sui gruppi di destabilizzazione regionali; il far avanzare i colloqui sul Libano per una pace duratura, su cui "la Francia si assumerà le proprie responsabilità".
Media: "Razzie dei militari israeliani in Libano"
Secondo varie testimonianze raccolte da vari media internazionali, il 15 aprile l'esercito israeliano ha compiuto un attacco a Mayfadoun, nel sud del Libano colpendo anche i soccorsi. Dopo aver bombardato un edificio, sono stati colpiti per tre volte consecutive anche soccorritori e ambulanze giunte sul posto: uccisi quattro medici, sei feriti. Sulla base di testimonianze di soldati sul posto, Haaretz ha riferito che durante le operazioni nel Libano meridionale le truppe israeliane hanno saccheggiato case e negozi, soprattutto nelle cittadine abbandonate dai civili, portando via oggetti come motociclette, televisori, tappeti e mobili. La pratica è stata descritta come diffusa, abituale e tollerata dai comandanti.
Schlein: "Se Meloni vuol dare segnale a Trump lasci board of peace"
Meloni "non avrebbe mai dovuto accettare di alzare al 5% le spese militari" perché è sbagliato e irraggiungibile. Avrebbe dovuto fare come ha fatto Sanchez a dire di no, confermando gli impegni Nato, Meloni avrebbe dovuto avere il coraggio di fare la stessa cosa e le dico una cosa in più: se vuole dare un segnale concreto a Trump, allora smetta di partecipare come osservatrice a quel board of peace che Trump ha pensato per sostituire le Nazioni Unite". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervistata a Piazzapulita, stasera su La7.
I leader iraniani respingono le affermazioni di Trump: "Siamo uniti, nessuna divisione"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei hanno respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump secondo cui esisterebbero divisioni all'interno della leadership iraniana. Trump ha denunciato sui social lotte intestine tra "falchi" e "moderati" all'interno dell'establishment politico e militare iraniano. Nei loro post su X, Pezeshkian e Ghalibaf hanno insistito sul fatto che "in Iran non esistono moderati e intransigenti". "Siamo tutti “iraniani” e “rivoluzionari”, e con la ferrea unità della nazione e del governo, e con piena obbedienza alla Guida Suprema della Rivoluzione, faremo pentire l’aggressore che ha trasgredito le sue azioni", hanno affermato. “Un solo Dio, un solo capo, una sola nazione, un solo cammino”, hanno aggiunto.
La portaerei George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che l'unità rafforza la presenza militare americana nell'area, dopo aver operato ed essersi allontanata dal Madagascar.
Idf: "Uccisi 25 membri di Hezbollah dall'inizio della tregua"
Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore in Libano, la scorsa settimana, le Forze di Difesa Israeliane hanno ucciso oltre 25 membri di Hezbollah che rappresentavano una minaccia per le truppe e hanno distrutto centinaia di siti del gruppo terroristico. Lo riferisce l'Idf, affermando di continuare a operare nella nuova zona di sicurezza del Libano meridionale che "funziona da zona cuscinetto a protezione degli abitanti del nord di Israele". "Finora, le truppe hanno individuato numerose armi e, in collaborazione con l'Aeronautica, hanno eliminato più di 25 terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe israeliane nella zona", afferma l'esercito, aggiungendo che l'Aeronautica israeliana ha condotto circa 50 raid aerei contro membri e infrastrutture di Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane aggiungono che negli ultimi giorni Hezbollah ha compiuto numerosi attacchi contro le forze israeliane di stanza nel Libano meridionale. "Le Forze di Difesa Israeliane continueranno ad agire con decisione contro le minacce dirette ai cittadini dello Stato di Israele e alle truppe israeliane, operando in conformità con le direttive dei vertici politici", aggiunge l'esercito.
Israele: "Non stiamo attaccando l'Iran"
Una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato all'Afp che il Paese non sta conducendo attacchi aerei in Iran, in seguito alle notizie diffuse dai media statali iraniani riguardo a esplosioni sulla capitale Teheran. "Israele non sta attaccando l'Iran", ha affermato la fonte a condizione di anonimato. Oggi il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato che Israele era "pronto a riprendere la guerra contro l'Iran", aggiungendo che il suo Paese attendeva il via libera dagli Stati Uniti per riportare l'Iran "all'età della pietra".
Trump sull’Iran: “Nessuna fretta per un accordo, decideremo quando sarà vantaggioso”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma di non avere alcuna urgenza nel raggiungere un accordo con l’Iran, sottolineando che un’intesa arriverà solo quando sarà ritenuta conveniente per Washington.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump attacca duramente i media: “Per coloro, ora più che mai in numero minore, che leggono il fallimentare New York Times o guardano la Fake News Cnn, e che pensano che io sia ‘ansioso’ di porre fine alla guerra (se così si può chiamare!) con l’Iran, sappiate che sono probabilmente la persona meno sotto pressione di sempre in questa posizione. Ho tutto il tempo del mondo, ma l’Iran no: il tempo stringe!”.
Il presidente rivendica una posizione di forza, sostenendo che Teheran si troverebbe in difficoltà sul piano militare e strategico: “La Marina iraniana giace sul fondo del mare, la loro Aeronautica è stata distrutta, le loro armi antiaeree e radar sono sparite, i loro leader non sono più tra noi, il blocco è solido e invalicabile e, da qui, la situazione non può che peggiorare: il tempo non è dalla loro parte!”.
Infine, ribadisce la linea dell’amministrazione: “Un accordo verrà raggiunto solo quando sarà opportuno e vantaggioso per gli Stati Uniti d’America, i nostri Alleati e, di fatto, per il resto del mondo”.
Teheran: "Usa erano culla della democrazia, ora promuovono terrorismo e omicidi di massa"
"Il presidente degli Stati Uniti ha ripubblicato una dichiarazione di un individuo che invocava apertamente "l'uccisione di coloro che non vogliono un accordo". Gli Stati Uniti, che un tempo si presentavano come culla della democrazia, della libertà e dei valori umani, sembrano ora trasformarsi in promotori di terrorismo, omicidio e violenza di massa. Come definire tutto ciò, se non un profondo fallimento morale?". Lo ha scritto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, su X, riferendosi a un post che Trump ha ripubblicato sui social in cui un utente scriveva: "Se ci sono due fazioni in Iran, una che vuole fare l'accordo e una che non lo vuole fare, uccidiamo quelli che non vogliono l'accordo".
Papa: "Su Hormuz situazione caotica, più sforzi per il dialogo"
La questione della riapertura dello Stretto di Hormuz è confusa, "nelle trattative un giorno gli Stati Uniti dicono no e l'Iran sì, e poi il contrario", "non sappiamo chi ha creato questa situazione caotica, critica per l'economia mondiale, ma poi anche c'è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra", lo ha detto il Papa oggi. "Piuttosto vorrei incoraggiare il proseguimento del dialogo per la pace e le parti che partecipano, cerchino di fare tutti gli sforzi per promuovere la pace". "Che si rispetti il diritto internazionale", ha detto nella conferenza stampa con i giornalisti.
Media Iran: entrata in funzione la difesa aerea a Teheran
La difesa aerea è entrata in funzione a Teheran ‘per contrastare obiettivi ostili'. Lo rende noto l'agenzia iraniana Mehr.
Axios: "Trump all'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano"
Il presidente americano Donald Trump parteciperà a una parte dell'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano alla Casa Bianca, in programma oggi, secondo quanto riferito da un alto funzionario Usa. Lo riferisce Barak Ravid di Axios in un post su X. Il tycoon "saluterà" i due ambasciatori, impegnati nel secondo ciclo di colloqui, parte degli sforzi per definire un cessate il fuoco e un eventuale accordo di pace.
Libano, il Presidente Aoun smentisce contatti con Netanyahu: “Solo negoziati per cessate il fuoco”
Il presidente del Libano Joseph Aoun ha escluso qualsiasi ipotesi di contatto diretto con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Durante una riunione del Consiglio dei ministri, Aoun ha chiarito che “alcuni media hanno trattato la questione in modo inaccurato, diffondendo false informazioni”.
Il capo dello Stato ha spiegato che i contatti avviati con gli Stati Uniti sono stati indirizzati esclusivamente a fermare l’escalation militare. “Si sono concentrati sul cessate il fuoco e sull’avvio di un processo negoziale basato sulla fine dello stato di guerra con Israele, sul suo ritiro dai territori occupati, sul ritorno dei prigionieri, sul dispiegamento dell’esercito ai confini internazionali e sulla revisione delle questioni in sospeso relative alla Linea Blu”, ha precisato.
Aoun ha inoltre annunciato che in serata è previsto un incontro a Washington con l’obiettivo di estendere la tregua e ampliare le garanzie: “Si terrà un incontro a Washington per estendere il cessate il fuoco e per includere anche la fine della distruzione delle case, degli attacchi ai civili, ai luoghi di culto, ai giornalisti, al personale medico e a quello educativo”.
Infine, il presidente ha sottolineato il ruolo dell’ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Meouche, che “farà tutto il possibile per ottenere questi punti”.
Israele, riunione del gabinetto di sicurezza alle 20: focus su Libano e Iran
Una riunione ristretta del gabinetto di sicurezza israeliano è prevista per questa sera alle 20 ora locale, le 19 in Italia. Lo riferisce Channel 12.
In precedenza, il sito Ynet News aveva riportato che il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe in programma anche una consultazione telefonica con ministri e alti funzionari della difesa.
Sul tavolo della discussione, secondo le informazioni diffuse, ci sarebbero gli sviluppi legati ai fronti aperti in Libano e in Iran.
Stretto di Hormuz, due navi cargo tornano a transitare: una è della tedesca Hapag-Lloyd
Secondo la società di analisi commerciale Kepler, due navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo riporta la Cnn, che cita dati e analisi del settore.
Tra le imbarcazioni figura la Tema Express, gestita dalla compagnia tedesca Hapag-Lloyd, che avrebbe effettuato il primo transito nell’area dall’inizio del conflitto. La nave, battente bandiera liberiana, secondo l’analista Rebecca Geders di Kepler, sarebbe riapparsa al largo delle coste dell’Oman dopo circa tre settimane di inattività.
La seconda unità è la Lb Energy, che naviga invece sotto bandiera panamense e che avrebbe anch’essa attraversato lo Stretto in un contesto di forte attenzione sulle rotte commerciali della regione.
Libano, militari italiani UNIFIL donano nuova statua di Cristo, Crosetto: “Gesto di valore e umanità”
“Ci sono gesti che parlano più di molte parole, e quello compiuto in #Libano dai nostri militari di #UNIFIL ne è una testimonianza concreta e di grande valore.
La nuova statua di Cristo crocifisso, realizzata per sostituire quella distrutta nei giorni scorsi nel sud del Paese, è insieme un dono e un simbolo di presenza, rispetto, umanità e senso della missione.
L’uniforme dei militari italiani non è mai sinonimo di sopraffazione: è vicinanza, dialogo e sostegno. Le donne e gli uomini delle nostre #ForzeArmate portano ogni giorno nel mondo l’immagine migliore dell’Italia. Di loro siamo fieri e orgogliosi”. Così il ministro Guido Crosetto.
Katz: "Attendiamo luce verde da Usa per riportare Iran a Medioevo"
"Israele è pronto a riprendere la guerra contro l'Iran: le Forze di difesa Israeliane sono preparate sia in difesa che in attacco e gli obiettivi sono stati individuati". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, aggiungendo che Israele "attende il via libera dagli Stati Uniti, anzitutto per completare l'eliminazione della dinastia Khamenei e riportare l'Iran al Medioevo". Ha inoltre affermato che "l'attacco questa volta sarà diverso e letale e infliggerà colpi devastanti nei punti più dolenti dell'Iran, scuotendone e facendo crollare le fondamenta".
Iran, stop alla diffusione di immagini di Mojtaba Khamenei: “Rischi da scienze occulte”
Secondo il parere degli studiosi di Najaf, Qom e Mashhad e in base alle decisioni dei responsabili della sicurezza, al momento non verranno diffuse nuove immagini di Mojtaba Khamenei, per evitare che “i nemici possano danneggiarlo con metodi particolari e scienze occulte”. Lo riporta Iran International, citando il parlamentare iraniano Salar Velayatmadar, membro della commissione per la Sicurezza Nazionale.
Lo stesso Velayatmadar è intervenuto anche sulle condizioni di salute della Guida Suprema, affermando che “Mojtaba era cosciente e recitava preghiere quando è stato estratto vivo dalle macerie”, dopo il presunto attacco congiunto Usa-Israele del 28 febbraio che avrebbe colpito il complesso legato ad Ali Khamenei.
Secondo la sua ricostruzione, le ferite riportate sarebbero state lievi: “Le sue ferite erano superficiali”, ha dichiarato il parlamentare, aggiungendo che il medico curante avrebbe escluso la presenza di fratture.
Meloni: "Da Unifil potente messaggio dialogo e pace"
"Ringrazio il Comandante Diodato Abagnara e tutto il Contingente italiano di Unifil per avere deciso di donare un nuovo Crocifisso al villaggio libanese di Debel", dice Giorgia Meloni spiegando che "le immagini della consegna della statua alla comunità e del suo posizionamento, nello stesso luogo dove si trovava la statua distrutta pochi giorni fa da un soldato dell'Idf, riempiono il cuore e – sottolinea la presidente del Consiglio – rappresentano un potente messaggio di speranza, dialogo e pace".
Iran, 149 siti storici e musei danneggiati nei 40 giorni di guerra: colpiti anche 5 siti Unesco
Almeno 149 siti storici e musei in 20 province dell’Iran hanno riportato danni durante la cosiddetta “guerra dei 40 giorni”. A riferirlo è il ministero dei Beni culturali in una nota rilanciata dall’agenzia ISNA.
Secondo quanto comunicato, tra le strutture colpite nei bombardamenti attribuiti a Stati Uniti e Israele figurano cinque siti riconosciuti come patrimonio mondiale dell’Unesco, sette quartieri storici e 54 musei.
Nel dettaglio, 74 siti sarebbero stati danneggiati dalle onde d’urto, 42 da esplosioni avvenute nelle immediate vicinanze e 33 sarebbero stati direttamente presi di mira.
La Svezia non esclude ipotesi razionamento carburante
La Svezia potrebbe essere costretta a introdurre il razionamento del carburante nei prossimi mesi se gli effetti della guerra in Medio Oriente dovessero protrarsi, mentre l'impatto sull'economia nazionale è già passato da "limitato" a "significativo", ha avvertito il governo. "Non prevediamo per ora di introdurre un razionamento, ma siamo pronti a questa eventualita' e, se necessario, lo annunceremo con largo anticipo", ha dichiarato il primo ministro Ulf Kristersson in conferenza stampa.
Libano, uccisa la giornalista Amal Khalil in un raid: “Sto bene”, poi l’attacco
La giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa in un raid israeliano nel sud del Libano mentre lavorava come inviata per Al-Akhbar. Poco prima aveva scritto alla redazione: “Sto bene… l’auto davanti a me è stata colpita”. L’Idf sostiene di aver preso di mira militanti Hezbollah. Secondo il Committee to Protect Journalists, sono almeno 11 i reporter uccisi in Libano dal 7 ottobre. Ferita la fotografa Zeinab Faraj.
Nyt: "Khamenei attende protesi alla gamba, per il volto serve chirurgia plastica"
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è gravemente ferito ma "mentalmente lucido e attivo". Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali è stato operato alla gamba tre volte dal bombardamento che ha ucciso suo padre e la sua famiglia, ed è in attesa di una protesi. Ha inoltre subito un intervento chirurgico a una mano e sta recuperando la funzionalità. Il volto e le labbra hanno riportato gravi ustioni, rendendogli difficile parlare, hanno riferito ancora i funzionari mettendo in evidenza che avrà bisogno di un intervento di chirurgia plastica.
Trump attacca l’Iran: “Non sanno chi sia il leader, è una lotta interna tra integralisti e moderati”
“L’Iran sta avendo enormi difficoltà a capire chi sia davvero il suo leader. Non lo sanno nemmeno loro”. È quanto scrive Donald Trump in un post pubblicato su Truth Social, tornando a commentare la situazione interna di Teheran.
Nel messaggio, Trump parla di una “lotta interna” tra fazioni: da una parte gli “integralisti”, che secondo lui avrebbero subito pesanti sconfitte sul campo di battaglia, dall’altra i “moderati”, che – aggiunge – “non sono affatto moderati, ma stanno guadagnando credito”.
Una dinamica che il presidente americano definisce senza mezzi termini: “È folle”.
Tajani: “Caro energia legato a Hormuz, problema reale ma senza allarmismi”
"Il caro energia è un problema concreto, esiste ed è strettamente legato alla situazione di Hormuz. Ci auguriamo che si possa arrivare presto a uno sblocco". Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani arrivando al Senato, dove era in programma il Question Time.
Alla domanda su possibili lockdown energetici o misure di risparmio, Tajani ha aggiunto: "Non sarei così allarmista, ma il problema c’è e va affrontato. Stiamo lavorando per trovare una soluzione".
Trump: "Controlliamo Hormuz, è sigillato fino a un accordo"
"Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l'approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l'Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
L'ordine di Trump: "Distruggere qualsiasi nave mette mine a Hormuz"
Donald Trump ha ordinato alle forze americane di sparare e a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto di Hormuz. "Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione", ha detto il presidente sul suo social Truth. "Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato", ha messo in evidenza.