Rinviata al 20 novembre, al carcere di Bicocca di Catania, l’udienza preliminare a carico dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Gregoretti. Il processo nei suoi confronti si è aperto questa mattina, sabato 3 ottobre, a Catania dopo il via libera del Senato all’autorizzazione a procedere e il successivo rinvio a causa dell’emergenza Covid. Il gup Nunzio Sarpietro ha quindi deciso, al termine della Camera di Consiglio, di rinviare l’udienza preliminare. Con una decisione che dipende dalla volontà di ascoltare prima altri esponenti dell’allora governo Conte I. Nelle prossime udienze saranno sentiti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri (allora vicepresidente del Consiglio), Luigi Di Maio, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, e gli ex ministri della Difesa, Elisabetta Trenta, e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

Fissate le udienze di Conte, Di Maio, Trenta, Lamorgese

La decisione del gup segue la richiesta della difesa e delle parti civili, che volevano lo svolgimento di un’ulteriore attività istruttoria, sentendo appunto alcuni ministri ed ex esponenti di governo. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà sentito nella prossima udienza, fissata per il 20 novembre, nell’aula bunker del carcere di Bicocca. Stessa data anche per le udienze di Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, ai tempi ministri delle Infrastrutture e della Difesa. Per Luigi Di Maio, ex vicepresidente del Consiglio quando Salvini era al Viminale, e per Luciana Lamorgese, attuale ministra dell’Interno, la convocazione a Catania è prevista per il 4 dicembre.

Caso Gregoretti, la posizione di Salvini

Giulia Bongiorno, ex ministro e legale di Matteo Salvini, conferma la richiesta della procura di “non luogo a procedere” con conseguente archiviazione per Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona. Bongiorno, inoltre, avrebbe chiesto un approfondimento per accertare se le procedure di sbarco indicate nel capo di imputazione vengano seguite anche ora, dal nuovo governo, con Luciana Lamorgese al Viminale. Motivo per cui verrà sentita anche l’attuale ministra dell’Interno, mentre la richiesta di sentire Conte e altri ex ministri non è stata avanzata da Bongiorno. L’avvocato ricorda anche che le parti civili hanno invece chiesto di mandare a giudizio Salvini. Aggiungendo che “la scelta di attendere prima di fare sbarcare i migranti della Gregoretti si inseriva in una procedura così come prevista dal contratto di governo e dal Consiglio europeo del giugno 2018”. Per Bongiorno, inoltre, non esisteva alcun "obbligo immediato" di sbarco.

La legale del leader leghista aggiunge: “Dopo il nostro intervento il giudice è stato parecchio in camera di consiglio, durante la quale sono successe cose un po’ surreali. Alla fine è stata emessa un’ordinanza. In estrema sintesi, il giudice ha ritenuto che ci siano delle contraddizioni e per questo ha ritenuto opportuni degli approfondimenti”. "A noi – aggiunge Bongiorno con riferimento a Conte e Di Maio – non ci interessa la chiamata in correità". "Siamo moderatamente soddisfatti", aggiunge Bongiorno che è uscita dal tribunale in sedia a rotelle dopo che una copertura di marmo l'ha colpita al piede.