video suggerito
video suggerito

Comuni italiani seguono Parma: arriva lo ‘youth test’ per misurare l’impatto delle decisioni sui giovani

Lo youth test è uno strumento che valuta l’impatto delle politiche pubbliche sulle nuove generazioni, integrandolo nei processi decisionali. Parma è la prima città in Italia ad applicarlo in modo sistematico, città che sta facendo da modello per altre amministrazioni.
A cura di Francesca Moriero
0 CONDIVISIONI
Immagine

Non è uno slogan né una semplice iniziativa "per i giovani": lo youth test è piuttosto un metodo che obbliga le amministrazioni a valutare in anticipo l'impatto delle loro scelte sulle nuove generazioni. In pratica, ogni politica, dai trasporti alla casa, dalla cultura al bilancio, viene analizzata per capire se aiuta o ostacola le nuove generazioni. È per questo che sempre più città stanno guardando a Parma, prima in Italia ad averlo applicato in modo sistematico.

Cos'è lo youth test

Lo youth test è uno strumento di valutazione. Significa che ogni politica (un piano urbanistico, una misura sulla mobilità, un investimento culturale) viene analizzata per capire se e come incide sui giovani. Non solo in modo diretto, ma anche indiretto. Per esempio: una scelta sui trasporti può sembrare neutra, ma cambia la possibilità di studiare o lavorare in un'altra zona della città. Una politica sulla casa può facilitare o ostacolare l'autonomia. È questo tipo di impatto che il test prova a rendere visibile. La differenza rispetto al passato è proprio qui: non si tratta di aggiungere politiche "per i giovani", ma di verificare se tutte quante le politiche li tengono dentro oppure li escludono.

Come funziona

Non esiste un modello unico, ma il meccanismo segue alcuni passaggi comuni. Prima di tutto si definiscono degli indicatori: criteri che aiutano a capire se una decisione migliora o peggiora le condizioni delle nuove generazioni. Possono riguardare lavoro, accesso ai servizi, spazi, formazione, partecipazione. Poi si applica una valutazione, che può essere preventiva (prima di approvare un provvedimento) oppure successiva (per misurarne gli effetti reali). A questo si aggiunge poi un elemento un po' meno tecnico ma assolutamente decisivo: il coinvolgimento diretto dei giovani. Non solo come destinatari, ma come interlocutori. Questionari, tavoli di lavoro, consulte, percorsi partecipativi. Senza questo passaggio, il rischio è infatti che la valutazione resti astratta.

Il caso apripista di Parma

In Italia, la prima esperienza strutturata è partita da Parma. Qui lo youth test è stato inserito proprio dentro i processi amministrativi, come criterio stabile. Il sindaco Michele Guerra ha voluto insistere su due aspetti: da una parte la necessità di formare chi lavora in Comune, perché questo tipo di valutazione richiede competenze specifiche; dall'altra il rafforzamento del rapporto con i giovani, attraverso spazi e strumenti appunto che permettano loro di incidere davvero.

Da sperimentazione a rete

Dopo Parma, diverse città si stanno ora muovendo nella stessa direzione: Milano, Bologna, Firenze, Latina, Ancona, fino a Genova, dove il tema si lega anche a un dato evidente, e cioè quello di una popolazione che invecchia e alla necessità di rendere la città più attrattiva per i giovani. L'ANCI punta così ora ad allargare il modello ad almeno cento amministrazioni nel giro di un anno. Ma il nodo vero non è quanti comuni lo adotteranno: è far sì che questo strumento diventi un modo stabile di guardare alle politiche pubbliche. Perché la questione, alla fine, non è quanto si fa per i giovani, ma se le città continuano davvero a essere pensate (anche) per loro.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views