"Persone per bene, normali, non indagate vengono perquisite all'alba, sotto shock, e nessuno è indagato semplicemente" per aver dato in piena trasparenza dei soldi. "Nessun polemica contro i magistrati, chi mente sarà chiamato a risarcire, e conto di fare parecchi soldini". Lo dice Matteo Renzi a Tg2post, parlando dell'inchiesta sulla fondazione Open. “Mi chiedo: non sarà un avvertimento a un partito politico? Si può reagire a quella che è oggettivamente una invasione di campo rispetto alla nostra parte politica" ma "non mi sento una vittima, non ho paura di niente, dico le cose in faccia, non le mando a dire" ha detto il leader di Italia Viva.

"Dei magistrati – ha aggiunto Renzi – hanno deciso che Open, la fondazione che organizzava la Leopolda, era un partito. Ma come fa un magistrato a fondare un partito? I partiti non li fondano i magistrati. È giusto che verifichino tutto ciò che c'è da verificare, guai ad attaccarli, chi lo fa tradisce il sacrosanto principio della separazione dei poteri ma anche chi decide che un partito politico lo è perché lo ha deciso un pm sta violando la separazione dei poteri. Un partito lo fonda un politico non un magistrato".

Poi il leader di Italia Viva precisa che la questione della casa "non c'entra niente con la fondazione" e "mi è dispiaciuto" dover agire contro qualche giornalista che ha accostato l'inchiesta su Open alla vicenda dell'acquisto della casa. Matteo Renzi a Tg2Post spiega ancora: "Ho comprato una casa, vendendo la casa di prima a Pontassieve", c'era una differenza e "non avendo la disponibilità immediata ho chiesto a un amico un prestito, che ho restituito completamente in cinque mesi". Il caso dell'acquisto dell'immobile è limpido, sottolinea Renzi ma "guarda caso è venuto improvvisamente fuori il giorno in cui ho detto: scusate, è giusto che i magistrati decidano chi deve fare politica?'". "Se un magistrato può decidere cosa è politica e cosa no, e di fatto impedire l'accesso ai finanziamenti…", rimarca ancora il leader di Italia viva.