Il ministro dell'Interno, Matto Salvini, è intervenuto questa mattina a Radio Anch'io tornando sulla crisi in Libia due giorni dopo la direttiva emanata contro le Ong. Lo scontro nel Paese scoppiato due settimane fa è da giorni al centro della polemica nella maggioranza di governo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei porti italiani. Dopo i nuovi scontri della scorsa notte il vicepresidente del Consiglio ha annunciato: "Stiamo lavorando per la pace con tutti gli alleati occidentali. Sono fiducioso che le iniziative militari di Haftar arrivino a conclusione e torni a prevalere il buon senso – ha sottolineato – al di là dei problemi dell'immigrazione e del terrorismo, quando c'è la guerra e ci sono feriti e noi siamo pronti ad accogliere i feriti, alcuni sono già negli ospedali italiani su richiesta delle autorità libiche".

Al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che ieri aveva detto che non basta chiudere i porti, Salvini ha risposto: "Io porto in dote i numeri a chi ci ascolta: abbiamo ridotto del 92% gli arrivi via mare, da 7500 a 600, e abbiamo dimezzato morti e dispersi. Salviamo vite ed evitiamo problemi e reati in Italia". Ora però ci sono "centinaia di terroristi islamici nelle carceri libiche – ha continuato il ministro dell'Interno – il rischio di infiltrazioni terroristiche a bordo dei barconi ormai è certezza. A maggior ragione, devo ribadire per il mio impegno verso i cittadini che in Italia non si sbarca".

"Il ministro dell'Interno è l'autorità massima nazionale di pubblica sicurezza ed è colui che deve autorizzare lo sbarco, io ho tutta l'autorità di decidere – ha ribadito Salvini – il porto lo assegna il ministro dell'Interno, può piacere o no, gli italiani mi pagano per difenderli e questo sto facendo da dieci mesi". Rispetto al rapporto con l'Ue, il ministro ha specificato che il problema non è "redistribuire i migranti, ma cambiare le regole europee e costringere l'Europa a difendere i propri confini, come fanno tutti i paesi del mondo".

Per quanto riguarda i decreti in materia economica, che ancora non vengono approvati, il vicepresidente del Consiglio ha annunciato: "Sono decreti importanti e sono stati già approvati in Consiglio dei ministri, ma ora mi dicono che si stanno arricchendo di altre proposte. Io preferisco guardare a quello che abbiamo già fatto, ovvero trovare i soldi per rimborsare i truffati delle banche, lo sblocca cantieri, i provvedimenti sulle tasse che, secondo l'Istat, ridurranno del 2% pressione fiscale sulle imprese".