Il ministro degli Interni Matteo Salvini, dopo il rinvio dell'approvazione del decreto Sicurezza bis, che ieri sera non è riuscito a far approvare in Consiglio dei ministri, preme per la sua approvazione prima del voto del 26 maggio: "Noi siamo pronti, speriamo che qualcuno non rallenti per motivi politici", ha ribadito oggi pomeriggio. Il leader leghista ha fatto sapere di voler adottare il provvedimento già domani, dopo aver apportato le correzioni al testo, dato che il Quirinale aveva sollevato alcuni dubbi di incostituzionalità. Ma al momento nessun nuovo Cdm è stato convocato.

Sarebbe in corso un'interlocuzione tra Palazzo Chigi e il Colle, anche se non risulta che il premier Conte abbia incontrato oggi il presidente della Repubblica. Una visita del presidente del Consiglio potrebbe però essere prevista nelle prossime ore, viste che le perplessità di Mattarella riguardano non soltanto il decreto Sicurezza bis, ma anche il provvedimento, promosso da Luigi di Maio, che istituisce il Fondo Famiglia. Sul decreto, secondo il ministro dell'Economia Giovanni Tria, ci sarebbero problemi di coperture. Ma per Di Maio non è necessario che si acceleri sul suo testo: "Il decreto Famiglia non è tema elettorale, per me si può approvare anche dopo domenica, ma si deve approvare", ha detto il capo politico dei Cinque Stelle.

Le limature del decreto Sicurezza bis sono state pensate anche per andare incontro ai rilievi che sono arrivati nei giorni scorsi dall'Onu, che nel provvedimento portato avanti da Salvini ha riscontrato violazioni dei diritti umani. Nella nuova versione del decreto licenziata oggi resterebbero le multe alle navi che non rispettano le normative, ma sparisce il riferimento agli interventi di soccorso ai migranti. Viene cancellata infatti la parte che sottolinea la "straordinaria necessità ed urgenza di prevedere misure volte a contrastare prassi elusive dei dispositivi che governano l'individuazione dei siti di destinazione delle persone soccorse in mare". Il nuovo articolo 2 si limita a prevedere sanzioni di una somma da 10mila a 50mila euro a comandante "e, ove possibile, all'armatore ed al proprietario della nave" che viola il "divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane". Si applica anche la confisca dell'imbarcazione, con l'immediato sequestro cautelare.

Altro punto limato è quello che attribuisce al ministero degli Interni il potere di limitare o vietare l'ingresso di navi in acque territoriali per motivi di sicurezza pubblica, informando i ministeri di Trasporti e Difesa. Nella formulazione precedente si interveniva modificando il Codice della navigazione; ora si inserisce un comma al Testo unico sull'immigrazione. Il risultato comunque è sempre quello di sottrarre una competenza che ora appartiene ai Trasporti. Restano sostanzialmente inalterati gli altri articoli, e cioè l'istituzione presso il ministero degli Esteri di un Fondo per i rimpatri con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2019 che può essere incrementata fino a 50 milioni annui; l'assunzione da parte del ministero di Giustizia di 800 unità di personale per eseguire le sentenze di condanna; l'inasprimento delle sanzioni contro chi aggredisce le forze dell'ordine; l'ampliamento della misura del Daspo nell'ambito del contrasto alla violenza negli stadi; il divieto per le società sportive di dare contributi e biglietti ai condannati anche in via non definitiva.

La tensione tra i due alleati resta altissima. I pentastellati non sembrano rassicurati dalle notizie che trapelano dal Carroccio: "Leggiamo che la Lega avrebbe tolto ogni misura dal decreto sicurezza. In pratica è diventato un decreto vuoto, ora a che serve non si sa. Salvini dopo il caso Mirandola pensi piuttosto a un decreto sui rimpatri, perché se ci pensiamo noi poi dice che invadiamo il suo campo", dicono fonti del M5S. "Nessuno svuotamento del Decreto sicurezza bis – replicano dal Viminale – come insinuano ‘fonti del Movimento 5 Stelle'. Si tratta di semplici correzioni tecniche che non hanno in alcun modo cambiato la sostanza del testo. A essere limati sono stati gli articoli 1 e 2 senza alcun arretramento da parte del ministero dell'interno". 

Per quanto riguarda l'articolo 1, sottolineano dal Viminale, "per mera omogeneità normativa, l'iniziale modifica al codice della navigazione è diventata una innovazione al testo unico sull'immigrazione: zero conseguenze sostanziali. Per l'articolo 2 è stato chiarito il meccanismo sanzionatorio per gli autori del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Rimane sia la multa che la confisca del natante: in quest'ultimo caso è possibile confiscare anche senza reiterazione del reato, così da inasprire la versione precedente". Il Decreto sicurezza bis, aggiungono le fonti, "è solido e necessario: le affermazioni del Movimento 5 Stelle sono prive di fondamento e mettono a rischio un testo che combatte scafisti e violenti".