Si è concluso con un nulla di fatto il Consiglio dei ministri di ieri sera, il più difficile del governo gialloverde. Durante l'incontro si è discusso del decreto sicurezza bis, misura voluta da Matteo Salvini e dalla Lega, e del dl famiglia, provvedimento bandiera del Movimento 5 Stelle e di Luigi Di Maio. Si è parlato di un Cdm molto teso, dopo settimane di scontri e polemiche, in cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riportato i dubbi del presidente della Repubblica sul testo voluto dal leader della Lega, che era stato inviato preventivamente al Quirinale. Questa mattina Di Maio è intervenuto a Mattino 5, raccontando un'atmosfera molto più distesa: "Nessuno ha litigato ieri sera, c'è stato un clima molto sereno in Consiglio dei ministri, a dimostrazione che quando si vogliono fare le cose concrete siamo sempre d'accordo – ha spiegato il capo politico del Movimento 5 Stelle – L'unica questione è che ci sono delle osservazioni dal Quirinale, dal presidente Mattarella, e siccome è lui che poi firma le leggi che noi approviamo è giusto che nei prossimi giorni ci siano delle interlocuzioni per risolvere tutti i dubbi del presidente della Repubblica che esegue il vaglio di costituzionalità".

Luigi Di Maio ha continuato il suo intervento sottolineando che "l'Iva non aumenterà", perché "noi non la faremo aumentare", anzi, ha annunciato il leader del Movimento 5 Stelle, "abbasseremo le tasse". Le risorse, secondo il ministro del Lavoro, si possono trovare "con la riorganizzazione e con la lotta all'evasione, così si può recuperare molto – ha spiegato Di Maio – il precedente governo non faceva la lotta all'evasione ma gli scudi fiscali per far rientrare i capitali dall'estero". Bisogna invertire la rotta, ha annunciato il vicepresidente del Consiglio, "qui ci vuole il carcere per i grandi evasori".

Poi un attacco diretto agli alleati di governo, ma soprattutto al viceministro leghista Edoardo Rixi, che ieri aveva accusato il Movimento 5 Stelle di "fare pressione sulle procure per ottenere condanne". Secondo Luigi Di Maio, "dalla Lega stanno diventando paranoici, ma bisogna mantenere la calma – ha spiegato il ministro del Lavoro – capisco il nervosismo da campagna elettorale, ma non si deve portare il Paese allo scontro tra la destra e la sinistra".