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Governo Meloni, Crosetto: “Da Trump giudizio ingeneroso sull’Italia, ma nessuna ritorsione”. Su decreto Sicurezza è scontro: news in diretta

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni dopo che la premier si è detta pronta a contribuire a una missione di sminamento nello Stretto di Hormuz, in presenza di una tregua stabile: domani il decreto Sicurezza alla Camera, scontro su norma sui rimpatri dei migranti. Tutti gli aggiornamenti sulla crisi interna al governo dopo i risultati del Referendum.

20 Aprile 2026 07:32
Ultimo agg. 09:23
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Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo la sconfitta al Referendum sulla Giustizia di un mese fa.  La premier Giorgia Meloni prepara la missione in Azerbaigian il prossimo 5 maggio, per aumentare le forniture di gas attraverso il gasdotto TAP e fra fronte così allo shock energetico generato dal conflitto in Iran. Domani, martedì 21 aprile, il decreto Sicurezza arriva nell'Aula della Camera, dove partirà l'esame, e dove verrà posta dal governo la questione di fiducia. È scontro all'interno della maggioranza, in particolare sulla norma che vuole incentivare economicamente gli avvocati che favoriscono i rimpatri volontari dei loro assistiti. Il senatore Lisei (Fdi), primo firmatario dell'emendamento, tira dritto, sostenuto dalla Lega, e dice che la norma non verrà cambiata. "Riguardo l'emendamento al decreto Sicurezza che introduce compensi agli avvocati, per le pratiche di rimpatri volontari dei migranti, va fatta chiarezza. Oggi l'avvocato viene pagato dallo Stato soltanto se va a giudizio e per andare a giudizio deve fare ricorso contro l'espulsione",  dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan. "Se invece, con il suo lavoro, si decide per un rimpatrio volontario assistito, non gli viene corrisposto alcunché. Grazie alla norma che abbiamo approvato, adesso sarà pagato anche in quest'ultimo caso". Forza Italia e Noi Moderati contrari. Il Colle potrebbe fare pressioni per un intervento sul provvedimento.

Il leader del M5s Giuseppe Conte intanto rilancia su primarie nel campo largo: "Non è che ho detto ‘facciamole' perché voglio dividere. Anche perché adesso dobbiamo costruire un programma condiviso".

09:23

Caro carburante, il prezzo di benzina e gasolio scende lievemente

Proseguono i ribassi, progressivi e costanti, dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. I dati di oggi – lunedì 20 aprile 2026 – dell'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano l'undicesimo giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità "self service" è pari a 1,758 euro al litro per la benzina e 2,103 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,791 euro al litro per la benzina e 2,141 euro al litro per il gasolio.

A cura di Annalisa Cangemi
09:15

Governo chiude al gas russo, il ministro Pichetto Fratin: "La mia risposta è no"

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervistato da "La Stampa", ribadisce la sua contrarietà all'uso del gas russo: "La mia risposta è no, in linea con la valutazione che fa in questo momento l'Unione europea", Sulla situazione attuale nel Golfo "ogni previsione è azzardata: ieri sembrava che tutto andasse per il meglio, oggi il clima è peggiorato di nuovo", Sul gas, sottolinea che "siamo lontani dai prezzi di quattro anni fa", ma avverte che il venir meno del venti per cento di petrolio mondiale con la chiusura dello Stretto di Hormuz è "un problema serio". Per la sicurezza degli approvvigionamenti, Pichetto evidenzia l'azione della premier Meloni: "Sta facendo il possibile. È stata in Algeria, nel Golfo, ora andrà in Azerbaijan. Per fare scendere in modo stabile i prezzi dell'energia occorre una strategia di lungo periodo".

In merito alla bolletta energetica "prima della guerra avevamo dato un segnale con l'abbassamento di quasi venti euro a megawatt/ora per le imprese. Abbiamo iniziato un confronto con Bruxelles per i meccanismi che riguardano il calcolo perverso di formazione dei prezzi: a determinarlo è per tutte le fonti di produzione quella più costosa, ovvero il termoelettrico ottenuto dal gas.Il gas viene importato e paga una specie di sovrapprezzo in ossequio al meccanismo che penalizza le emissioni più inquinanti. Per farla breve, tre miliardi di euro di certificati Ets diventano quasi nove nelle bollette degli italiani".

Sul futuro "se per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili, i prezzi calerebbero sensibilmente".

"Quando vedremo il primo nucleare in Italia? "Entro il 2035. Un piccolo reattore da 300 megawatt di potenza occupa circa mille metri quadrati, cinque ettari se consideriamo la zona di sicurezza. Un impianto con la stessa capacità di produzione da fotovoltaico occupa 2500 ettari. La scelta è fra dare un futuro ai nostri figli e restare uno dei Paesi più avanzati al mondo, oppure no. Solo la gestione dei data center vale un aumento dei consumi del dieci per cento. Secondo alcune stime la domanda di energia nel 2050 potrebbe essere il doppio di oggi".

A cura di Annalisa Cangemi
09:00

Conte: "Navi italiane nello Stretto di Hormuz solo con il Sì dell'Onu"

"A mio avviso un eventuale intervento coordinato può essere preso in considerazione, proprio perché volto a ripristinare il diritto internazionale, soltanto sotto l'egida delle Nazioni Unite e nella cornice di una risoluzione del suo Consiglio di sicurezza". Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, in un colloquio con il quotidiano il Messaggero. Altra "premessa imprescindibile", se l'Italia fosse coinvolta, è la garanzia di sicurezza dei nostri militari".

La premier Meloni, per Conte, "ha esposto famiglie e imprese italiane a pagare il prezzo dei suoi fallimenti in politica estera. Ha il dovere di chiarire qual è il ruolo dell'Italia in questo contesto, quali sono i rischi e quali sono i punti di caduta della sua politica estera". A suo parere, infatti, non sono bastate le prese di distanza da Trump, dopo gli attacchi al Pontefice. "Giorgia Meloni – ha detto – non pensi che bastino un paio di giravolte negli ultimi giorni per cancellare le sue macroscopiche responsabilità in questi tre anni di condotta estera in cui ha assecondato le violazioni del diritto internazionale e chiuso tutti e due gli occhi di fronte a crimini contro l'umanità". Tornando a parlare del conflitto in Medio Oriente, il leader del M5s ha detto che "bisogna stare attentissimi a non lasciarsi coinvolgere in interventi che non siano diplomatici". Quanto accaduto ultimamente, "con i ripetuti e ingiustificabili attacchi ai contingenti Unifil", conclude Conte, "deve spronare il governo ad avere risposte chiare da Trump e Netanyahu rispetto alle loro prossime mosse e ai reali obiettivi, tuttora ambigui, che stanno perseguendo in Iran e Libano".

A cura di Annalisa Cangemi
08:47

Boccia (Pd): "Navi a protezione di Hormuz? Senza pace duratura non ha senso"

"Il blocco dello Stretto di Hormuz sta già producendo danni enormi alle imprese italiane". A dirlo è Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, in una intervista al Messaggero, che parla di una crisi logistica destinata a trasformarsi in crisi industriale.

"Il Forum italiano sull'Export stima in 20-21 miliardi il valore delle merci bloccate, con 3-4 miliardi già persi perché deperiti. E i danni futuri saranno ancora più ingenti". Secondo Boccia, il governo dovrebbe intervenire subito "in difesa delle nostre imprese, con strumenti simili a quelli adottati durante il Covid: credito d'imposta urgente, sostegno alla liquidità, finanziamenti a lungo termine a tasso zero", coinvolgendo Sace e Cdp.

"Ma dall'esecutivo non è arrivata alcuna risposta: né dalla premier, né dai ministri competenti", mentre le aziende devono fronteggiare ritardi, rincari e ordini annullati. Sull'ipotesi di inviare navi militari a protezione di quelle commerciali, Boccia è netto: "Non ci si lava la coscienza così. Gli armatori non rischiano il capitale finché non c'è una pace vera e duratura: quello Stretto, semplicemente, non funziona più".

Quanto alla politica estera, Boccia non vede un reale cambio di linea da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Dopo il No al referendum la reazione è stata di arroganza: rimpasto mascherato, forzature parlamentari, nessuna apertura alle opposizioni sulle misure economiche legate alla guerra".

Sul fronte internazionale, critica il mancato sostegno a una mozione contro Benjamin Netanyahu "per aggiornare il suo profilo di criminale dopo il genocidio del 2025" e parla di un risveglio tardivo della premier. Se il Pd fosse stato al governo, afferma Boccia, "avremmo riconosciuto subito lo Stato di Palestina, rotto i rapporti con l'amministrazione Netanyahu e detto no all'invasione della Cisgiordania". E sui dazi americani, la linea sarebbe stata più dura: "Trump è un bullo e ai bulli si risponde. Al 15% americano bisognava reagire con le norme anti-coercizione, insieme a Francia, Spagna e Germania".

La sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria viene letta come "la dimostrazione che il nazionalismo fallisce di fronte alla complessità". "Produce debolezza e isolamento", mentre all'Europa spetta ora il compito di dare risposte sia agli Stati Uniti di Donald Trump sia alla Cina. La ricetta della sinistra, secondo Boccia, passa da "un'Europa della giustizia sociale", come indicato dalla conferenza di Barcellona e dagli interventi di Elly Schlein, e dalla trasformazione dei rapporti Draghi e Letta in veri piani europei.

A cura di Annalisa Cangemi
08:42

Crosetto: "Su missione a Hormuz spero nel via libera dell'Onu"

"Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace. E non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo", ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della sera, parlando della missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz, a cui l'Italia ha dato la sua disponibilità, in presenza di una tregua stabile.

"L'Italia – ha sottolineato – che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine. Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi. Ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra".

Sulla guerra in Iran, Crosetto ha specificato che se "guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra si è trattato di un grave errore, sì", tuttavia, "dal punto di vista israeliano la possibilità che l'Iran abbia la bomba atomica o aumenti la sua capacità di lancio di missili anche non atomici è una questione esistenziale, di sopravvivenza", ha sottolineato il ministro.

A cura di Annalisa Cangemi
08:30

Crosetto: "Da Trump giudizio ingeneroso su Meloni e Italia, ma nessuna ritorsione"

"A Meloni è stato riservato una volta sola il trattamento che hanno subito decine di volte Macron, Starmer, Merz, Zelensky e altri leader. Quanto al ricucire, è una questione di tempo. L’Italia è sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa. Ma quando Trump ci ha chiesto, non formalmente, di scendere in guerra al loro fianco contro l’Iran, il tema non è stato Meloni. È che l’Italia non può scendere in guerra con nessuno, lo dice la Costituzione", dichiara Guido Crosetto, ministro della Difesa, in un colloquio con il Corriere della Sera. Quanto al peso del no all’uso della base di Sigonella ai bombardieri Usa spiega: "Non ha pesato nulla. Gli americani sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare. E sanno che se abbiamo detto no è stato perché non potevamo dire di sì". Crosetto non prevede ritorsioni: "Non penso sarà così. Qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d’ingaggio. Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull’Italia".

A cura di Annalisa Cangemi
08:22

L'appello di Prodi al centrosinistra: "Serve coalizione per suscitare ondata popolare, partire da cosa fare"

"La storia non si ripete mai e tuttavia oggi si ripropone la stessa urgenza" di trent'anni fa, ovvero "una coalizione capace, come fece l'Ulivo, di suscitare un'ondata popolare di partecipazione" e "che sia in grado di offrire un'idea di Paese. Questo ancora non c'è", ha detto ieri Romano Prodi dalle colonne de ‘La Stampa'.

"Si deve partire dalle cose che è necessario fare. Impegnandosi a non seguire il cattivo esempio del centrodestra". Anche perché, "una coalizione guidata dai partiti con obiettivi diversi, e non da un programma, è una coalizione debole". Oggi le opposizioni vivono quasi unicamente aspettando l'errore di Giorgia Meloni? "Quando non si ha un programma, si aspetta l'errore. E la maggioranza di errori ne ha fatti tanti. Ciò detto, davanti all'ultimo assalto di Trump, ha fatto bene Schlein ad esprimere un sentimento di orgoglio di unità nazionale. Senza riserve".

A cura di Annalisa Cangemi
07:58

Renzi: "Meloni è una banderuola, mollata da Trump si rituffa sull'asse europeo"

"Io penso che Meloni si sia rimangiata tutto, ha fatto una scorpacciata di promesse del passato, adesso è stata mollata da Trump, o ha mollato, difficile dire e si rituffa sull'asse europeo che è l'unica possibilità. Meloni ha avuto quattro anni di grande forza, ma di fatto e' una banderuola che cerca di portare a casa la pelle e un po' di consenso". Lo ha detto ieri Matteo Renzi in collegamento a In Onda, su La7, dal Maggio Fiorentino. "Oggi chi governa in Iran non è chiaro, chi realmente ha il dito sul bottone che lancia missili e droni e apre o chiude lo stretto di Hormuz non è chiaro. Le conseguenze" economiche "le vedremo fra mesi e anni. Trovo che, sia pazzo o no, la strategia dei Maga contro il Vaticano sia evincibile da ciò che stava negli Epestein files, con Steve Bannon che diceva che bisognava buttare giù Papa Francesco. Lo stesso Trump ha detto ‘papa Leone l'ho eletto io', una follia, un papa lontano dai Maga. Il contagio di Trump è negativo, non positivo, in Canada prima di Trump i sondaggi davano vincente la destra, poi invece ha perso. Questa internazionale di destra la sta distruggendo Trump, paradossalmente, e questo porterà Meloni, colpita duramente dal referendum", a fare i conti con "Salvini che estremizzerà a destra, con Vannacci che costituirà il vero partito Maga accusando di tradimento Meloni. Se accade questo, la destra ha perso le elezioni. Se a destra si dividono, a quel punto sarà importante per la sinistra andare insieme, ma gli effetti del trumpismo si sentiranno anche in Italia. È vero che in un momento di crisi internazionale è auspicabile che il governo faccia la sua parte, purché ci sia un governo", ha aggiunto il leader di Italia Viva rispondendo a una domanda: "Fatico a pensare al contributo che potrebbe dare Tajani sullo stretto di Hormuz. Mentre tutti i ministri degli esteri si occupavano di capire cosa fare con i Pasdaran, Tajani andava a Cologno Monzese per capire cosa fare con il consuocero Paolo Barelli, che ora sarà spostato al governo. Va bene dire difendiamo il governo, ma se il governo governa: c'è un Piantedosi che non si è fatto vedere in Aula quando si votava il decreto, nel frattempo un 47enne viene ucciso a Massa e tutti zitti. Quando perdi un referendum e la gente ti leva la fiducia devi andare a casa".

A cura di Annalisa Cangemi
07:50

Conte rilancia su primarie e programma nel centrosinistra: "Non voglio dividere, non ce l'ho con Renzi"

"Adesso ci dobbiamo concentrare sulla costruzione di un programma, ed essere un programma condiviso. E dopo – rispetto a un dibattito in cui ero stato sempre reticente ma non volevo alimentarlo, dopo aver visto questa voglia di partecipazione, dopo aver visto addirittura 2 milioni che erano nell'astensionismo di elettori che hanno votato, dopo aver girato una decina di università in cui erano straboccanti le aule di giovani che sono venuti a votare, ho detto: beh, qui c'è voglia di partecipazione". ha dichiarato Giuseppe Conte, ieri a Che Tempo Che Fa, sulla sua proposta di voler fare le primarie anche nel Movimento 5 Stelle: "Non è che ho detto ‘facciamole' perché voglio dividere, non cadiamo nel tranello. Anche perché, ripeto, adesso dobbiamo costruire un programma condiviso. E ho detto anche di più: se dobbiamo fare le primarie, facciamole, ma se le facciamo dopo un programma condiviso, avremo anche una garanzia tra forze che, a differenza che a destra, che sono forze che ormai lavorano da tempo insieme, collaborano anche in tutte le diversità e differenze che hanno. Di qui invece ci sono tradizioni diverse, dobbiamo riconoscerlo, il Movimento è entrato in politica per contrastare anche un Pd che allora era al governo, per cercare di contrastare gli apparati di potere. Attenzione, adesso dovete lasciarci lavorare sul programma. Abbiamo fatto un percorso in questa legislatura con le forze di opposizioni con cui abbiamo costruito dei pilastri del programma".

"Noi dobbiamo costruire un progetto per 5 anni! Questo Paese va trasformato – ha aggiunto -. Allora, fateci lavorare sul progetto e sul programma. Dopodiché vedremo qual è il modo migliore per trovare un soggetto che si riconosca nel programma e lo realizzi", "secondo me non fa bene neppure al Pf esprimere questa vocazione egemonica, perché noi abbiamo anche una funzione di stimolo. Permetteteci di portare un contraddittorio".

E sul campo largo: "La politica non può essere fatta col metodo della simpatia e dell'antipatia, è un metodo personale. Qualcuno mi ha attribuito che siccome Renzi è stato la pedina finale di un progetto alternativo al Conte II, io ce l'abbia con lui. Io non ce l'ho con lui. A me interessa un obiettivo, mi interessa che si faccia un progetto progressista dove non ci sia contaminazione tra politica e affari, punto".

"Per esempio adesso stiamo facendo 100 punti, 100 spazi aperti alla democrazia con tutti i cittadini, e non ci abbiamo messo neppure il marchio Movimento 5 Stelle per dare la possibilità a tutti i cittadini nel punto più vicino di venire a discutere e costruire questo progetto e lo condividiamo con le altre forze progressiste. Io spingo sinceramente che ci sia una legge sul conflitto di interessi, perché oggi il male della politica è il conflitto di interessi. Perché si va al potere e dopo un attimo ci si mette d'accordo con grandi gruppi imprenditoriali, quelli che sono più vicini, ci si mette d'accordo per favorire i fondi di investimento perché sono potenti, internazionali, il gotha finanziario, si favoriscono allo stesso modo alcuni comparti. Oggi l'industria delle armi sta guadagnando tantissimo, le aziende energetiche – oggi i cittadini a casa, caro-vita e caro-energia, stanno soffrendo tantissimo-. Perché non si fa una tassa sugli extraprofitti? Perché questo governo non l'ha fatta? Perché ha fatto un patto. La stabilità di cui parlano è l'accordo con i poteri forti. Giorgia Meloni, questo governo, ha tradito anche una destra sociale che aveva invece una vocazione genuina, bisogna anche riconoscerlo, di attenzione alle fasce più disagiate".

A cura di Annalisa Cangemi
07:42

Governo Meloni, le ultime notizie in diretta dopo che Roma ha confermato la missione a Hormuz, ma solo con il cessato il fuoco

La presidente del Consiglio Meloni conferma che Roma farà la sua parte per garantire la navigazione nella Stretto ma solo quando sarà consolidato il cessate il fuoco e dopo l'ok del Parlamento. E intanto gli Stati Uniti fanno sapere di aver colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell'Oman, prendendo il controllo dell'imbarcazione. Intanto sul fronte interno si accende lo scontro nella maggioranza sul decreto Sicurezza, che domani approderà nell'Aula della Camera. Oltre alla cancellazione del gratuito patrocinio, a spese dello Stato, nel caso in cui il migrante ricorra contro l'espulsione, fa discutere la norma sui rimpatri, che assicura un incentivo economico agli avvocati che spingono i propri clienti a rinunciare alla difesa e accettare il rimpatrio. Per Fdi, sostenuta dalla Lega, non c'è nulla da correggere, ma l'opposizione parla di "bonus remigrazione". Secondo il senatore di FdI Marco Lisei, primo firmatario dell'emendamento, "la norma introduce una possibilità e non un obbligo né un automatismo perché prevede che l'avvocato, che oggi non viene pagato per la consulenza legale, riceva un compenso extragiudiziale. Quindi non toglie nulla ma aggiunge. Finora nessuno ha sollevato rilievi e non c'è nulla da correggere", ha dichiarato Per Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, "il premio rimpatri rappresenta l'ennesima prova di un governo più confuso che persuaso". Forza Italia e Noi Moderati si dicono contrari.

A cura di Annalisa Cangemi
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