
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, lunedì 15 giugno, in tempo reale. Donald Trump, arrivato ad Evian per il G7, ha annunciato il raggiungimento dell'accordo che "porterà pace e sicurezza nell'intera regione". Venerdì la firma dell'intesa a Ginevra, che secondo Teheran dovrebbe mettere immediatamente fine al conflitto. Restano tuttavia alcuni nodi da sciogliere, tra cui la guerra in Libano e soprattutto il programma nucleare iraniano. Secondo i media, le tariffe all'Iran per passare allo Stretto di Hormuz saranno sospese solo per 60 giorni. Ben Gvir: "L'accordo Usa-Iran non è vincolante per Israele". Crolla il petrolio dopo l'accordo Usa-Iran, Wti a -4,8%.
Onu dopo la morte di un detenuto palestinese: “Israele apra le carceri agli osservatori indipendenti”
Le Nazioni Unite hanno rinnovato l’appello affinché Israele consenta l’accesso della Croce Rossa internazionale e di altri osservatori indipendenti alle proprie strutture detentive, dopo la morte di un detenuto palestinese avvenuta in carcere. A riferirlo è il portavoce Stéphane Dujarric, intervenuto sulla vicenda di Ahmed Rajah Serhan, 47 anni, deceduto secondo le autorità israeliane per una “complicazione cardiaca”.
Secondo i dati richiamati dall’Onu, dal 7 ottobre 2023 sarebbero oltre cento i detenuti palestinesi morti mentre si trovavano in custodia israeliana. Numeri che hanno alimentato le preoccupazioni dell’organizzazione internazionale sulla gestione delle carceri e sulle condizioni dei detenuti.
“Abbiamo ripetutamente espresso la nostra preoccupazione riguardo alla condizione e alla sorte dei detenuti palestinesi”, ha dichiarato Dujarric. L’Onu chiede in particolare che le persone trattenute senza accuse formali vengano rilasciate e che le strutture detentive possano essere visitate da organismi indipendenti come la Croce Rossa, per garantire monitoraggio e trasparenza.
Onu, Guterres non ha visto l’accordo Usa-Iran: “Speriamo si fermi la violenza in Libano”
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres non ha ancora visionato il testo dell’accordo di pace firmato tra Stati Uniti e Iran, ma auspica che possa contribuire a una de-escalation in Libano. A riferirlo è il portavoce Stéphane Dujarric, intervenuto nel corso di un briefing con i giornalisti.
“Anche noi non abbiamo ancora visto il testo dell’accordo, ma attendiamo con interesse di poterlo esaminare”, ha dichiarato Dujarric, riportando la posizione dell’Onu.
Il messaggio di Guterres, ha aggiunto il portavoce, resta comunque chiaro: la priorità è “fermare i combattimenti”, garantire che Hezbollah rispetti le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e permettere al governo libanese di esercitare pienamente la propria autorità sul territorio, detenendo il monopolio delle armi. Allo stesso tempo, l’Onu chiede che Israele rispetti l’integrità territoriale e la sovranità del Libano.
Netanyahu: "Mi ricandido alle elezioni e intendo vincere"
"Concorrerò alle elezioni e intendo vincere". Lo ha detto Benjamin Netanyahu rispondendo alla domanda di un giornalista: "Può dire che è lei che governa Israele e non Trump, e si ricandiderà?". "I miei rappprti con Trump sono quelli di due partner di lunga data, e ogni tanto ci sono divergenze. Chi pensa che si possa non prendere in considerazione quello che dice il nostro alleato Usa, sbaglia. Ma alla mia guida, ho dimostrato di aver portato Israele alla sua posizione di forza attuale", ha aggiunto il premier.
Netanyahu: "Non lasceremo zone di sicurezza in Libano e Gaza"
Israele rimarrà nelle zone di sicurezza. Lo ha anticipato il primo ministro Benjamin Netanyahu: "Abbiamo istituito zone di sicurezza capillari intorno allo Stato di Israele. Lo abbiamo fatto a Gaza, in Libano e in Siria. Voglio essere chiaro: rimarremo nelle zone di sicurezza finché sarà necessario per proteggere il nostro Paese". Riguardo al Libano ha aggiunto: "Abbiamo eliminato la maggior parte dell'arsenale di 150 mila missili di Hezbollah che Nasrallah aveva costruito per anni. Abbiamo occupato punti strategici come il Beaufort. Abbiamo eliminato migliaia di terroristi e infrastrutture anche in Libano, a Gaza. Abbiamo fatto tornare tutti i nostri ostaggi da Gaza, grazie al fatto che siamo entrati a Rafah. Non permetteremo più quello che è accaduto il 7 ottobre".
Netanyahu: "Può capitare che io e Trump non siamo d'accordo"
Nel corso della conferenza stampa, il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha parlato anche del suo rapporto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Io e il Presidente ci conosciamo da molti anni. Lui è il Presidente degli Stati Uniti, io sono il Primo Ministro di Israele. Spesso siamo d’accordo, ma ci sono anche casi in cui non lo siamo”, ha detto, come riporta Ynet, “sono responsabile degli interessi di sicurezza di Israele. Dobbiamo rimanere fermi sulle nostre posizioni, non con atteggiamenti bellicosi, ma con saggezza, e questo richiede molta esperienza e una profonda conoscenza del contesto americano”.
Usa escludono Oman da mediatori per comportamento ambiguo
Gli Stati Uniti hanno escluso l’Oman dal suo ruolo di mediatore nei negoziati con l’Iran dopo aver concluso che Mascate si era comportata in modo “molto ambiguo” durante i colloqui. Lo ha dichiarato un alto funzionario dell’amministrazione statunitense, come riporta Iran International. “Eravamo molto insoddisfatti del lavoro svolto dagli omaniti. Li abbiamo ritenuti molto ambigui e quasi al soldo degli iraniani per come si muovevano, quindi li abbiamo estromessi da questo processo”, ha detto il funzionario ai giornalisti.
Turchia, Erdogan: "Spero accordo con Usa porti stabilità nella regione"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è detto speranzoso che l'accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti "apra completamente la strada all'instaurazione di una pace e una stabilità durature nella nostra regione". "E' stato compiuto un passo fondamentale nella guerra iniziata il 28 febbraio in seguito alle provocazioni israeliane, consentendo a questa regione in tensione di tirare un sospiro di sollievo", ha dichiarato ai giornalisti, uscendo da una riunione del suo gabinetto ad Ankara.
Hamas saluta l'intesa Usa-Iran: "Può favorire la fine della guerra a Gaza"
Hamas ha espresso apprezzamento per l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, auspicando che l'intesa possa produrre effetti positivi sull'intera regione. In una dichiarazione riportata da Al Jazeera, il movimento palestinese ha indicato come priorità assoluta "l'immediata cessazione dell'aggressione sionista" nella Striscia di Gaza, chiedendo anche la fine degli attacchi e delle violazioni che, a suo dire, colpiscono il Libano e altri fronti dell'area.
Secondo Hamas, la sicurezza e la stabilità del Medio Oriente non potranno essere raggiunte finché Israele proseguirà quella che il gruppo definisce una "guerra di sterminio, fame e sfollamento" contro la popolazione palestinese. Il movimento si dice quindi fiducioso che il nuovo accordo possa contribuire ad allentare le tensioni e aprire la strada a una soluzione dei conflitti in corso.
Iran, presidente Pezeshkian: "Accordo passo importante ma non è ancora definitivo"
"Ciò che è stato concordato rappresenta un passo importante verso la cessazione della guerra e l’avvio dei negoziati, ma non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo. La Repubblica islamica dell’Iran si è preparata a ogni eventualità e l’obiettivo del governo, con o senza un accordo, è servire fedelmente il popolo. La nazione iraniana ha imparato dal suo Imam martire a non sottomettersi all’umiliazione". È quanto scrive in un post sul social X il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian.
USA, Vance: "Ghalibaf e Araghchi alla firma del memordandum in Svizzera"
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti sarà firmato venerdì in Svizzera alla presenza del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi e al presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf. Lo riporta Bbc Persian.
Nyt: "Vance guiderà delegazione Usa a Ginevra per la firma dell'intesa", presenti anche Witkoff e Kushner
Sarà il vicepresidente americano JD Vance a guidare la delegazione degli Stati Uniti a Ginevra in occasione della firma del memorandum d'intesa con l'Iran. Lo riferisce il quotidiano The New York Times, citando fonti dell'amministrazione americana.
Secondo quanto riportato, insieme a Vance saranno presenti anche gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner. Il vicepresidente avrebbe inoltre un ruolo centrale nella fase successiva dei colloqui con Teheran, assumendo la guida del secondo round di negoziati tra Washington e la Repubblica islamica.
L'indiscrezione arriva mentre resta ancora incerta l'eventuale partecipazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla cerimonia di firma prevista nei prossimi giorni.
Iran, Trump prende tempo sulla firma dell'accordo: "Potrei esserci, ma non è deciso"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora confermato la sua presenza alla firma dell'accordo destinato a mettere fine alla guerra in Iran, prevista per venerdì. Rispondendo alle domande dei giornalisti a Évian-les-Bains, in Francia, durante il vertice del G7 accanto al presidente francese Emmanuel Macron, Trump ha spiegato che una decisione definitiva non è stata ancora presa.
"Beh, dipende", ha dichiarato il leader americano. "Potrei essere coinvolto. Potrei non esserlo". Trump ha poi aggiunto che della questione si sta occupando il vicepresidente JD Vance: "JD si stava occupando proprio di questo". Le sue parole lasciano quindi aperta ogni possibilità sulla partecipazione diretta degli Stati Uniti alla cerimonia di firma dell'intesa.
Teheran: "A Hormuz nessun pedaggio ma tariffe per servizi di navigazione"
Nello Stretto di Hormuz “abbiamo sempre detto che non intendiamo imporre pedaggi, ma che in cambio dei servizi che forniremo, ovvero servizi di navigazione, protezione ambientale, eventualmente assicurazione navale e altri servizi che saranno forniti da Iran e Oman, i costi necessari saranno definiti e riscossi”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, come riporta l’agenzia Irna.
Stretto di Hormuz, funzionari Usa: "Traffico aumenterà nelle prossime due settimane"
Ci vorranno circa due settimane per vedere un "aumento significativo" del traffico nello Stretto di Hormuz, dopo la ratifica dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. È la stima che, secondo la Cnn, circolerebbe nei corridoi della Casa Bianca. "Vedrete un aumento significativo del traffico nello Stretto di Hormuz, in realtà è già in corso e crescerà gradualmente nel tempo. Probabilmente non torneremo alla normalità in due settimane, ma vedremo un aumento significativo del traffico nello Stretto", ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione.
Trump: "Speriamo ci sia un ottimo rapporto con l'Iran"
"Speriamo che ci sarà un ottimo rapporto con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump nel corso dell'incontro bilaterale con Emmanuel Macron.
Trump: "In Iran c'è una nuova leadership"
"In Iran c'è una leadership diversa. Come sapete, il primo gruppo di leader non c'è più. Anche il secondo gruppo non c'è più. E abbiamo trovato il terzo gruppo molto intelligente: forte e molto intelligente. Alla fine siamo riusciti a concludere un accordo. Mi è dispiaciuto soltanto aver dovuto riprendere gli attacchi per due notti": lo ha detto Donald Trump a Evian, parlando al G7 al fianco del presidente francese Emmanuel Macron. "Pensavo che sarebbe stato necessario attaccare anche per una terza notte, ma abbiamo concluso l'accordo prima – ha continuato Trump – credo che in questo momento molte cose positive stiano per accadere in Medio Oriente. E, cosa molto importante, il prezzo del petrolio sta crollando".
Trump: "Stretto di Hormuz sarà aperto completamente venerdì"
Lo Stretto di Hormuz sarà "completamente aperto" venerdì. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, all'inizio dell'incontro bilaterale a Evian con il padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron
Trump: "Iran non avrà mai l'arma nucleare, hanno accettato la cosa"
"La cosa più importante è che l'Iran non avrà l'arma nucleare. Hanno accettato pienamente la cosa, compresi ampi poteri di controllo, e non avranno armi nucleari: è proprio questo il punto fondamentale della questione". Lo ha detto Donald Trump nel corso del bilaterale con Emmanuel Macron.
Usa. "Israele ha diritto di difesa e può rispondere se Iran non controlla Hezbollah"
Israele ha il diritto di difendersi e può rispondere se l'Iran non può controllare Hezbollah. Lo riportano i media americani citando un funzionario dell'amministrazione Trump.
Netanyahu parla alle 19: prima dichiarazione dopo il memorandum Usa-Iran
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu diffonderà questa sera alle 20 (le 19 in Italia) una dichiarazione video, come riferito da un funzionario israeliano. Si tratterà del suo primo intervento pubblico dopo l’annuncio della firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.
Secondo le stesse fonti, Netanyahu e la maggior parte dei membri del governo israeliano guarderebbero con preoccupazione all’accordo in via di definizione, pur ritenendosi poco probabile una presa di posizione apertamente contraria nei confronti dell’amministrazione Trump.
Usa-Iran, firmato il memorandum: riapertura dello Stretto di Hormuz e stop al blocco navale
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato in modalità elettronica dal presidente americano Donald Trump, dal vicepresidente JD Vance e, per la parte iraniana, dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Lo riferiscono diversi media statunitensi, citando fonti dell’amministrazione Usa.
Secondo le stesse indiscrezioni, l’intesa prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale americano, con l’obiettivo di ridurre la tensione nell’area e ripristinare la libertà di navigazione.
Vance ribadisce: "Hormuz riaprirà subito, fine sanzioni se Teheran onora impegni intesa"
"Quello che diciamo agli iraniani è ‘siete benvenuti in un'economia senza sanzioni, ad essere invitati di nuovo nell'economia globale, ma solo se onorate gli impegni che vi assumete con questo accordo". E' quanto ha dichiarato Jd Vance spiegando a Cnbc illustrando i contenuti dell'intesa a breve termine che verrà firmata da Stati Uniti e Iran e che prevede che l'Iran riapra "immediamente" lo stretto di Hormuz e comprende l'impegno a "non sviluppare mai o acquisire armi nucleari".
Il vice presidente americano ha spiegato che "questo è quindi il punto di pressione e, allo stesso tempo, il meccanismo di controllo che abbiamo sul loro programma nucleare". Ed ha poi riferito che l'Iran si è "impegnato a distruggere e smaltire le proprie scorte di materiale arricchito".
Crosetto al Pentagono: "Grazie Usa, ora l'Ue si è presa il peso della difesa sulle spalle"
"Grazie agli Stati Uniti per aver spinto l'Europa a prendere sulle sue spalle il peso della difesa". Così il ministro Guido Crosetto nel bilaterale al Pentagono con l'omologo americano Pete Hegseth. Quest'ultimo, nel corso dell'incontro, aveva avvertito: "Per costruire la Nato 3.0 gli alleati europei, inclusa l'Italia, devono fare di più".
G7 in Francia: Trump arrivato a Evian
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato a Evian-les-Bains, in Francia, per partecipare al vertice del G7.
Il segretario USA Hegseth al Ministro Crosetto: "Per Alleanza 3.0 bisogna fare di più"
“Per costruire la Nato 3.0 occorre fare di più”. Lo ha detto il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth, rivolto al ministro della Difesa Guido Crosetto, nello scambio di battute all’inizio del loro incontro bilaterale al Pentagono. La spesa del 5% del Pil per la Difesa, ha aggiunto, deve essere il “benchmark” per i Paesi dell’Alleanza.
Esercito Usa: "Blocco navale resta in vigore fino alla firma dell'accordo"
Il blocco navale statunitense dei porti iraniani rimane in vigore in attesa della firma dell’accordo di cessate il fuoco con l’Iran, prevista per il 19 giugno. “Il blocco militare dei porti iraniani rimane in vigore, limitando tutto il traffico in entrata e in uscita da questi porti”, si legge in una nota dell’esercito degli Stati Uniti, “non tentate di attraversare finché non vi saranno date indicazioni esplicite”.
Ue, Kallas: "Non c'è unanimità tra gli Stati membri su sanzioni a Ben-Gvir
"Molti Stati membri" dell'Ue hanno proposto oggi di sanzionare il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, ma "nessun consenso è stato raggiunto oggi" su questo nel Consiglio Afari Esteri a Lussemburgo. Lo conferma l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, in conferenza stampa a Lussemburgo.
Borsa, vola Wall Street con l'accordo Usa-Iran: Dow Jones +1,24%, Nasdaq +2,3%
Apertura in forte rialzo per la Borsa statunitense, con i listini Usa galvanizzati dall’annuncio dell’accordo tra Usa e Iran, che ha comportato anche il forte calo dei futures di petrolio e gas. L’indice Dow Jones conquista l’1,24% a 51.800,61 punti, il Nasdaq segna in avvio di scambi un rilevante +2,34% a 26.492,64 punti, mentre l’S&P 500 apre a +1,49%, a 7.540,08 punti.
Usa, Vance: "Accordo firmato digitalmente ieri"
Il vicepresidente americano, JD Vance, ha affermato che l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran "è stato firmato digitalmente ieri". Lo ha detto intervenendo al programma ‘Good Morning American' della Abc, in cui ha sottolinato che "non è stato erogato alcun fondo" all'Iran e che "la situazione non cambierà".
Cosa prevede il memorandum d’intesa Iran-Usa
Cosa prevede il memorandum d’intesa Iran-Usa che dovrà essere firmati venerdì 19 giugno a Ginevra: il testo non è stato ancora diffuso, ma ecco cosa sappiamo sulla questione nucleare, la riapertura di Hormuz, la guerra in Libano e le sanzioni a Teheran.