
Trump: "Sto considerando un attacco all'Iran mai visto prima". Il comando militare iraniano di più alto grado minaccia di impedire totalmente il transito del petrolio globale attraverso lo stretto di Hormuz se gli Usa dovessero mettere in atto le minacce di colpire le infrastrutture della Repubblica Islamica. Il generale di brigata Seyyed Majid Mousavi ha avvertito che qualsiasi attacco contro ponti o centrali elettriche iraniana avrebbe delle conseguenze. Ancora attacchi dagli Usa nella notte. Gli Houti yemeniti hanno attaccato due petroliere saudite che hanno cercato di forzare il blocco nel Mar Rosso. Rubio replica a Teheran: "La linea di Trump è testa per occhio"
Trump: "L'Iran non è pronto a negoziati, avevano cattive intenzioni"
"Stiamo andando molto bene con l'Iran. Stiamo andando estremamente bene. Vorrebbero fare qualcosa, ma dico che non sono ancora pronti" per negoziare e "avevano cattive intenzioni. Non possiamo permettere che abbiano un'arma nucleare. Ed è esattamente quello che è successo". Lo ha detto il presidente Donald Trump, parlando a un evento dedicato a energia e IA nel quartier generale dell'Epa. "E tra l'altro, questo" lavoro avrebbe dovuto "essere fatto da altri. Lo dicono da 27 anni, o meglio da circa tre anni. Questo avrebbe dovuto essere fatto per 50 anni da altri presidenti americani o da altri Paesi. È toccato a noi, ma sembra che noi facciamo ciò che nessun altro fa. Ma io lo farò, e nessun altro ha la capacità di fare alcunché", ha aggiunto il tycoon.
Kuwait: intercettati attacchi con missili e droni iraniani
L'esercito del Kuwait ha reso noto che le sue difese aeree stanno "contrastando attacchi di missili e droni" attribuiti all'Iran: lo si legge in un comunicato diffuso via social. "Lo Stato maggiore generale delle forze armate informa che, "qualora vengano sentii rumori di esplosioni, questi sono dovuti all'intercettazione degli attacchi ostili".
Casa Bianca: "Trump sta perdendo la pazienza col leader repubblicano al Senato"
Il leader della maggiranza repubblicana al Senato Usa, John Thune, finisce nel mirino della Casa Bianca. La portavoce Karoline Leavitt ha detto che la pazienza del presidente Donald Trump nei suoi confronti e verso i senatori del Gop sta venendo meno a causa della loro incapacità a far approvare il ‘Save America Act', un pilastro della politica del tycoon in vista del voto di midterm di novembre. "La sua pazienza si sta esaurendo. Vuole che sia approvata la maggior parte possibile del Save America Act entro la pausa dei lavori di agosto – ha ammonito Leavitt nel briefing con i media – Sa che è questo ciò che il popolo americano vuole vedere approvato".
Katz: “Se l’Iran attacca subirà un colpo devastante”
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato durante una consultazione sulla sicurezza che "Israele si sta preparando a ogni possibilità. Se l'Iran attacca Israele, subirà un colpo devastante".
Hezbollah critica Presidente del Libano per incontro con Trump: "Sottomesso a Usa"
Hezbollah ha criticato aspramente la visita a Washington del presidente libanese, Joseph Aoun, accusando il governo di Beirut di essersi piegato agli Stati Uniti. Il movimento libanese filo-iraniano ha definito un fallimento la recente missione, sostenendo che abbia mostrato la "sottomissione del governo a una potenza straniera". In una nota i parlamentari del gruppo sciita hanno affermato che l'incontro ha evidenziato "il livello di subordinazione e dipendenza da una tutela straniera", accusando Aoun di non aver ottenuto risultati concreti. Secondo Hezbollah, la missione negli Stati Uniti non avrebbe portato ad alcun "impegno americano" per il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese, indicate dal gruppo come "il nemico".
In Usa un'altra risoluzione della Camera contro la guerra in Iran
La Camera americana ha approvato un'altra risoluzione che condanna le ostilità in Iran. Con 214 voti a favore e 208 contrari, i deputati hanno dato il via libera alla risoluzione sui poteri di guerra, in quello che è uno schiaffo a Donald Trump. Quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. La camera e il senato hanno già approvato risoluzioni sui poteri di guerra, ma gli attacchi in Iran sono continuati. Il senato voterà nelle prossime ore una sua risoluzione sui poteri di guerra.
Fonti saudite: l’accordo è stato firmato e un tweet non lo annulla
"È stato firmato, quindi non c'è nulla da rinegoziare, i tweet non annullano gli accordi firmati". Così fonti anonime, citate dalla giornalista americana Laura Rozen e ripresa da Times of Israel, commentano il post con cui Donald Trump ha annunciato che l'accordo per il nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita, la cui firma è stata annunciata ieri dall'amministrazione Trump, è subordinato all'adesione di Riad agli accordi di Abramo.
Casa Bianca: “Israele non ha chiesto l’adesione di Riad agli accordi di Abramo, è un’idea di Trump”
"Non a quanto ne sappia". Così Karoline Leavitt ha risposto a chi le chiedeva se sia stato Benjamin Netanyahu a chiedere come condizione per accettare l'accordo sul nucleare civile tra Usa e Arabia Saudita che questo fosse subordinato all'adesione di Riad agli accordi di Abramo. "Questa è un'idea che il presidente ha da molto tempo", ha aggiunto la portavoce della Casa Bianca, che ha quindi confermato quanto detto da Donald Trump nel suo posto che "l'accordo con l'Arabia Saudita, l'accordo energetico, dipende da questa condizione, per quanto concerne il presidente", vale a dire l'avvio da parte di Riad della normalizzazione dei rapporti con Israele.
Reuters: "Iran ha inviato in Yemen comandanti e attrezzature a sostegno degli Houthi"
L'Iran ha trasportato in Yemen questo mese comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (Irgc), consiglieri militari e attrezzature missilistiche e per droni, una mossa che suggerisce che Teheran stia cercando di rafforzare i suoi alleati Houthi. Lo scrive Reuters online citando quattro fonti a conoscenza della questione, tra cui due fonti iraniane anonime, il ministro dell'Informazione yemenita e un analista della sicurezza regionale. Secondo quanto riferito, l'Iran ha trasferito personale dell'IRGC e attrezzature militari con un volo da Teheran alla città portuale di Hodeidah, sul Mar Rosso, il 13 luglio. Tra 10 e 21 membri dei pasdaran, inclusi alti comandanti, erano a bordo del volo della Mahan Air, secondo quanto riferito dalle due fonti iraniane.
Raid Usa sull'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz
Un'agenzia di stampa iraniana ha riferito che un missile statunitense ha colpito l'isola di Qeshm, situata nei pressi dello Stretto di Hormuz. "A seguito di un attacco del nemico americano, un missile si è abbattuto sulla costa della citta' di Suza, sull'isola di Qeshm", ha riferito l'agenzia Tasnim.
Germania ritira due navi militari dal Mar Rosso
La Germania ha annunciato il ritiro di due navi militari schierate nei pressi del Mar Rosso, in attesa di una possibile partecipazione a una missione internazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi contro petroliere saudite rivendicati dai ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall'Iran. Il cacciamine Fulda e la nave rifornitrice Mosel erano stati inviati a Gibuti in vista di un'eventuale missione di sminamento nello Stretto di Hormuz,subordinata al raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Le due unità saranno ora ridislocate nel Mediterraneo a causa della "situazione politica instabile" nella regione, ha reso noto il ministero della Difesa tedesco.
Pasdaran: "B1 Usa partiti da base inglese che ora obbiettivo"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato la Gran Bretagna di colpire la base da cui sono partiti i B1 utilizzati dagli Stati Uniti per gli ultimi attacchi. "Il nemico statunitense è ricorso all'impiego di bombardieri B-1 decollati dalla base aerea Raf di Fairford, nel Regno Unito", hanno ricordato i Pasdaran in una nota diffusa dai media iraniani. Da qui l'avvertimento a Londra: "Qualsiasi base utilizzata per condurre operazioni militari contro il territorio iraniano costituisce un obiettivo legittimo".
Ghalibaf: "Usa volevano punire Teheran, si ritrovano con petrolio a tre cifre"
"Volevano punire l'Iran. Hanno finito per punire se stessi con il petrolio a tre cifre. Strategia da 10 e lode". È il messaggio pubblicato su X dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che il petrolio è tornato a toccare i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio. Il post dal tono ironico è stato accompagnato anche dal meme di un ciclista che rappresenta l'economia statunitense mentre si mette da solo un bastone tra le ruote, finendo per cadere a terra.
Al-Arabiya: "Milizia irachena ha condotto attacchi contro Paesi Golfo e Giordania"
Una milizia irachena filoiraniana, chiamata ‘Awliya al-Dam' (I vendicatori del sangue, ndr) avrebbe condotto attacchi contro Giordania, Kuwait e Arabia Saudita, presentandoli come operazioni mirate verso basi americane nella regione. Lo riporta l'emittente di proprietà saudita al-Arabiya citando fonti proprie, secondo cui la milizia conta tra i suoi ranghi consiglieri dei Guardiani della Rivoluzione. Le stesse fonti hanno precisato che gli attacchi contro Giordania e Kuwait sono stati condotti con droni lanciati dal territorio iracheno. Le fazioni sciite irachene filoiraniane -sostengono le fonti- avrebbero inoltre potenziato significativamente le proprie capacità con l’impiego di droni con tecnologie avanzate, costituendo cellule operative composte da elementi specializzate nel lancio di questi droni. Il premier iracheno Ali al-Zaidi, in visita oggi a Teheran, ha imposto un ultimatum fissato al 30 settembre per il disarmo e lo scioglimento delle milizie filoiraniane.
Trump: "Sto considerando un attacco all'Iran mai visto prima"
"Sto valutando un attacco massiccio. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti". Lo ha detto Donald Trump ad Axios, dicendosi consapevole che la sua decisione avrà conseguenze e sottolineando di non aver ancora deciso in via definitiva.
Guterres: "Medio Oriente sull'orlo dell'inimmaginabile"
Il conflitto in corso in Medio Oriente ha spinto la regione "sull'orlo dell'inimmaginabile". Lo ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, intervenendo a una riunione del Consiglio di Sicurezza. "La situazione sta sfuggendo al controllo. E' in bilico sull'orlo dell'inimmaginabile. La regione viene trascinata in un circolo sempre più ampio di confronto. Una crisi alimenta l'altra. Un'escalation ne innesca un'altra", ha dichiarato Guterres. "Con il diffondersi di questa dinamica, gli obiettivi politici vengono sempre più oscurati dallo scontro stesso", ha aggiunto.
Il petrolio raggiunge i 100 dollari al barile: il livello più alto degli ultimi due mesi
I future sul Brent sono balzati di oltre il 6%, superando i 100 dollari al barile, il livello più alto degli ultimi due mesi. Il Wti viaggia a quota 91,17 dollari (+5%). Il mazzo del petrolio dopo le nuove tensioni sia nello Stretto di hormuz sia per gli attacchi dei militanti Houthi nello stretto di Bab al-Mandeb Durante la notte, almeno una petroliera è stata colpita mentre tentava di attraversare lo stretto di Bab al-Mandeb, il punto nevralgico del Mar Rosso che prima della guerra rappresentava circa il 12% dei flussi mondiali di petrolio via mare.
Ue: inaccettabile l'attacco degli Houthi contro petroliera nel Mar Rosso
"Le recenti minacce degli Houthi yemeniti di imporre un blocco marittimo al Regno dell'Arabia Saudita rappresentano una minaccia diretta alla stabilità regionale e costituiscono una pericolosa escalation. L'attacco a una petroliera nel Mar Rosso è inaccettabile, illegale e aggrava ulteriormente una situazione già instabile nella regione. La navigazione deve essere libera da ostacoli, sia nello Stretto di Hormuz che nel Mar Rosso." Lo dichiara l'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas. "Gli Houthi devono cessare qualsiasi azione che metta a repentaglio la navigazione internazionale e la vita dei marittimi. Devono rispettare il diritto internazionale, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, nonché le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu n. 2216 sullo Yemen e le risoluzioni n. 2722 e 2826 sulla libertà di navigazione. L'operazione navale dell'Unione Europea Aspides resta fermamente impegnata a tutelare la libertà di navigazione per tutti nel Mar Rosso e nelle acque internazionali circostanti, in linea con il proprio mandato difensivo e con il piano operativo", conclude.
Netanyahu: “Riconoscimento di Israele da parte dell'Arabia Saudita sarebbe un balzo storico”
Il governo israeliano definisce "un balzo storico in avanti per la pace in Medio Oriente" l'eventuale adesione dell'Arabia Saudita agli Accordi di Abramo e quindi il riconoscimento dello Stato di Israele. "L'azione militare congiunta americana e israeliana contro il regime genocida a Teheran e la schiacciante sconfitta da parte di Israele dell'asse del terrore iraniano hanno creato la possibilità di ampliare il cerchio della pace. Come ha detto il presidente Donald Trump, l'adesione dell'Arabia Saudita agli Accordi di Abramo sarebbe un balzo storico in avanti per la pace in Medio Oriente", rende noto l'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
Araghchi: "L'approccio autoritario degli Usa è il principale ostacolo ai negoziati"
"Attualmente non ci mancano i mediatori con gli Stati Uniti. Il problema è l'approccio degli Stati Uniti: una posizione irragionevole, massimalista e autoritaria che ha incontrato una ferma resistenza da parte della Repubblica Islamica dell'Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, parlando con i giornalisti a margine dell'incontro tra il primo ministro iracheno Ali Faleh al-Zaidi e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a Teheran. "Finché non capiranno che non c'è alternativa se non il rispetto della nazione iraniana e dei suoi interessi, non si aprirà la strada a progressi in questa direzione. Non servono scambi di messaggi, è sufficiente che rivedano le loro politiche" ha sottolineato Araghchi, così come riporta l'agenzia Isna.
Droni a nconfine Kuwait-Iraq, danni ma nessun ferito
Il valico di frontiera di Abdali, tra Kuwait e Iraq, è stato preso di mira da "droni nemici", che hanno provocato danni materiali senza registrare feriti. Lo ha riferito il ministero della Difesa del Kuwait in una nota. "Le squadre di ispezione e sminamento della Fanteria hanno avviato operazioni di perlustrazione e messa in sicurezza, rimozione dei resti dei droni, per garantire la sicurezza del sito", si legge ancora. Il valico di Abdali si trova nell'estremo nord del Kuwait, nella governatorato di al-Jahra. Sul lato iracheno il posto di frontiera è Safwan, nella provincia di Bassora. Si tratta del principale collegamento terrestre tra i due Paesi per il transito di persone e merci.
Trump: se Houthi attaccano navi riterremo Iran responsabile
Il presidente americano, Donald Trump, ha avvertito che se gli Houthi dovessero attaccare delle navi, sarà ritenuto responsabile l'Iran. "Un anno fa gli Stati Uniti d'America hanno attaccato con grande forza gli Houthi per la loro interferenza con il commercio, sparando contro delle navi. Da allora, e durante il nostro conflitto con l'Iran, si sono comportati in modo molto responsabile. Purtroppo, ora hanno ripreso a sparare, sparando contro due navi saudite la scorsa notte. Vi prego di considerare questo post Truth come un monito: se dovessero ripetere questo gesto, gli Stati Uniti riterranno l'Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un agente dell'Iran, e infliggeranno pesanti sanzioni militari all'Iran e, naturalmente, agli stessi Houthi, dei quali sono molto deluso perché, fino ad ora, si sono comportati in modo molto professionale e intelligente", ha scritto il capo della Casa Bianca su Truth.
Anche la Francia ha ritirato il personale da ambasciata in Iran
Anche la Francia, dopo la Gran Bretagna, avrebbe ritirato il proprio personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran. Ne ha dato notizia l'agenzia di stampa Fars, precisando che la misura sarebbe stata adottata "a causa delle preoccupazioni legate alle recenti tensioni", mentre per la dodicesima notte consecutiva gli Stati Uniti hanno bombardato la Repubblica islamica. In precedenza il Foreign Office britannico aveva annunciato in una nota che "a causa della situazione di sicurezza in corso, abbiamo adottato la misura precauzionale di ritirare temporaneamente il personale britannico dall'Iran. La nostra ambasciata continua a operare da remoto".
Trump: "Accordo con Riad sul nucleare condizionato all'adesione ad Accordi di Abramo"
L'accordo sul nucleare con l'Arabia Saudita "è strettamente condizionato all'adesione" di Riad "agli accordi di Abramo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "L'accordo sul nucleare civile (che non prevede l'arricchimento di materiale!) in fase di definizione tra il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, riguardante esclusivamente usi non militari, analoghi a quelli già in essere per Iran, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi", ha spiegato Trump. L'intesa verrà approvata "ma è strettamente condizionata all'adesione dell'Arabia Saudita ai prestigiosi e riusciti Accordi di Abramo. Gli Stati Uniti non si oppongono agli impianti nucleari civili (senza arricchimento)", ha messo in evidenza.
Rischio missili dall'Iran: "Israele apre rifugi a Ramat Gan, Eilat e Karmiel"
Il sindaco di Ramat Gan ha ordinato l'apertura dei rifugi della città israeliana, dal momento che "il rischio del lancio di missili dall'Iran nel fine settimana è aumentato". Lo ha riferito Maariv, aggiungendo che anche a Eilat e a Karmiel sono stati aperti i rifugi.
Portavoce ministro iraniano: "Usa sacrificano l'etica e il diritto internazionale alle loro ambizioni belliche"
Gli Stati Uniti sacrificano l'etica e il diritto internazionale alle loro ambizioni belliche, ma i militari hanno il diritto e il dovere di non dare seguito a ordini illegali. A dirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "L'establishment dominante degli Stati Uniti intende sacrificare qualunque cosa rimanga del diritto internazionale umanitario e delle basi dell'etica umana e della civiltà al suo insaziabile appetito di guerra e macello", ha scritto su X. "Una politica che prevede la distruzione di ponti e centrali elettriche è manifestamente illegale e criminale", si tratta di "rappresaglia e punizione collettiva, entrambe esplicitamente proibite come crimini di guerra dal diritto internazionale umanitario e dal diritto interno statunitense" e "non esiste prescrizione per questi reati". Da qui l'appello ai militari americani: "I membri delle forze armate hanno sia un dovere legale sia morale di rifiutare ordini manifestamente illegali. L'Iran rimane saldo e risoluto contro la legge selvaggia e il disprezzo della legge", ha detto ancora.
Gb ritira personale diplomatico residuo dall'Iran
Il Regno Unito ha ritirato temporaneamente il suo personale diplomatico residuo dall'Iran – già ridotto sulla scia della guerra dei mesi scorsi innescata dagli attacchi di Usa e Israele – alla luce della ripresa sostanziale delle ostilità dal 7 luglio. L'ambasciata britannica di Teheran, chiusa al pubblico da gennaio, continua peraltro a funzionare con alcuni servizi a distanza, ha precisato il ministero degli Esteri in un aggiornamento relativo ai consigli di viaggio sull'Iran pubblicato sul sito del governo. Lo stesso Foreign Office ha confermato di sconsigliare qualunque viaggio di cittadini britannici in territorio iraniano, evocando "un rischio significativo di essere arrestati, interrogati e posti in stato di detenzione".
Giordania: "Intercettati droni e missili di Teheran"
L'esercito della Giordania ha intercettato 3 missili, mentre un quarto è caduto in un'area disabitata, mentre 6 droni sono stati intercettati mercoledì sera. Lo hanno riferito le autorità giordane.
Iran, suonano sirene allarme in Bahrein
Le sirene d'allarme sono risuonate in Bahrein, ha riferito il ministero dell'Interno dello Stato del Golfo. "È suonata la sirena… Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino", si legge in un comunicato del ministero del Bahrein.
Rubio replica a Teheran: "La linea di Trump è testa per occhio"
"La politica del presidente" Trump "è testa per occhio". Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, rispondendo a una domanda relativa al fatto che il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha affermato che "la dottrina di difesa" di Teheran "è chiara" ed è "occhio per occhio".