Sal Da Vinci all’Eurovision, il video delle prove con l’audio alterato alimenta polemiche: poi arriva la rettifica

Sal Da Vinci è nella sua settimana più importante, ma una clip che è girata sui social ha scatenato il caos. Il rappresentante italiano all'Eurovision Song Contest 2026 è stato il protagonista di un breve video di prove pubblicato dall'account X di Eurovision News, ripreso da tantissimi account addetti ai lavori (compreso chi vi scrive), con livelli audio non corretti. La clip abbassava sensibilmente la base musicale, lasciando la voce del cantautore napoletano esposta in modo del tutto sbilanciato rispetto all'esibizione reale.
Il risultato, sebbene nessuno tra gli addetti ai lavori aveva segnalato nulla rispetto alla voce del cantante, è stata invece un'ondata di commenti negativi.
La rettifica del canale ufficiale
Poche ore dopo, è stato lo stesso canale Eurovision News a intervenire, pubblicando una rettifica esplicita: l'audio della clip non era fedele all'esibizione, il file era stato caricato con livelli errati. Il video corretto è stato ricaricato e la situazione chiarita.
Al netto della polemica, quello che emerge dalle prove è tutt'altro che un'esibizione ordinaria. Sal Da Vinci porterà alla Wiener Stadthalle di Vienna uno spettacolo strutturato in quattro atti, costruito attorno al tema del matrimonio che attraversa il brano "Per sempre sì", con una regia scenica che richiama esplicitamente il teatro, l'ambiente in cui il cantautore ha affinato per anni il suo mestiere.
Sul palco, come già anticipato da Fanpage.it, con lui Marcello Sacchetta, coreografo dell'esibizione, e Francesca Tocca, entrambi impegnati in un lavoro fisico che include acrobazie e movimenti di scena studiati nei dettagli.
Il programma
Il programma di Eurovision è strutturato in due semifinali, il 12 e il 14 maggio, e una finalissima il 16 maggio. L'Italia, in quanto paese parte dei Big Four, è qualificata di diritto in finale ma avrà diritto di voto già nel corso della prima semifinale, quella del 12 maggio. Si troverà quindi a votare per Moldavia, Svezia, Croazia, Grecia, Portogallo, Georgia, Finlandia, Montenegro, Estonia, Israele, Belgio, Lituania, San Marino, Polonia e Serbia.