28 Ottobre 2022
09:49

Morgan racconta la chat con Sgarbi: “È cultura pura, c’è anche il ministro Sangiuliano”

A Fanpage.it, Morgan racconta il gruppo Whatsapp più chiacchierato e ambito d’Italia, Rinascimento Dissoluzione, dove all’interno c’è “l’intellighenzia più pura, i massimi esperti di ogni campo”.

Rinascimento Dissoluzione. Da una settimana non si parla d'altro che del gruppo Whatsapp di Vittorio Sgarbi e Morgan. Si è detto e scritto di tutto. Per esempio, che il gruppo sia nato, come ha scritto Dagospia, dai mal di pancia di Sgarbi per il mancato incarico a ministro della cultura nel Governo Meloni, che è stato poi affidato a Gennaro Sangiuliano. Quanto c'è di vero? A Fanpage.it, Morgan racconta il gruppo Whatsapp più chiacchierato e ambito d'Italia dove all'interno c'è "l'intellighenzia più pura, i massimi esperti di ogni campo". Il gruppo nel quale per tre giorni c'è stata dentro proprio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rimossa proprio per motivi istituzionali: "È entrata nel giorno in cui Sgarbi ha fatto entrare tutti. Mi sembrava indelicato lasciarla". Un gruppo che ha tra i suoi primi obiettivi la tutela della casa-museo di Giuseppe Verdi, a Sant'Agata, che tra pochi giorni sarà messa all'asta. Nella giornata di ieri, è stato fatto entrare Memo Remigi in segno di solidarietà per il suo licenziamento dalla Rai.

Morgan, per prima cosa, come si chiamano i partecipanti della chat: rinascimentali dissoluti? 

Su questo non ci ho ancora pensato. Sgarbi è il Rinascimento, io sono la Dissoluzione. È un dualismo che produce vitalità, come il Tao. Eraclito parlava dell’armonia degli opposti.

Quando nasce la chat? Tutti credono sia nata sabato, in realtà è attiva dal 2020.

Sì, era uno di quei gruppi di conversazione Whatsapp che Sgarbi di tanto in tanto crea. Io ci sono entrato per la prima volta due anni fa, eravamo in 60 persone. Ci siamo confrontati su tanti argomenti, in modo molto intelligente e interessante, anche con una gentilezza di modi, di linguaggio e di visione. In questi due anni, con queste persone abbiamo condiviso tanto.

Poi siamo arrivati a sabato: 512 persone. Tutti dentro: dal giornalista al funzionario, dalla professoressa al critico, dal regista al direttore museale. Che cosa è successo?

Dopo la decisione dei ministri da parte del Governo Meloni, lui ha avuto l’idea di allargare il gruppo e arrivando al tetto del massimo consentito. Siamo in 512 e ha buttato dentro tutti come un pescatore con le reti. Nella stessa giornata ci siamo sentiti io e Vittorio e ha cambiato il nome della chat, che prima si chiamava “GIORNALE”. E così è nato Rinascimento Dissoluzione: Dissoluzione, come il mio libro di poesie. Da questo momento, abbiamo pensato di dare un senso progettuale e programmatico a questa idea, a questa chat. Il tema che ci connette e dare vita a una larga amicizia culturale, come lo è quella tra me e Vittorio.

Non pensate però che, per adesso, sia troppo dispersivo?

Infatti. Ci sono troppe notifiche e stiamo cercando di darci un regolamento interno, come per esempio bloccare le pubblicazioni in orario notturno. Nei primi giorni abbiamo lasciato passare questo entusiasmo libero, questa euforia scoppiettante, ma da adesso in poi la nostra intenzione è quella di passare dal dionisiaco all’apollineo, passare cioè al concreto.

E cioè?

Beh, dentro c'è l'intellighenzia più pura. Ci sono tutti. È un gruppo d’interesse già molto forte con delle scelte e delle idee culturali molto alte. Ci sono persone che hanno studiato tanto, persone che arrivano da ogni ambito. Un consiglio che può arrivare da ognuna di queste persone, da intellettuali che hanno dedicato una vita ai loro studi, diventa un consiglio prezioso. Se tutto questo che sta succedendo si raccogliesse in maniera sistematica, potrebbero uscire fuori dei saggi, delle linee da seguire. In questa chat ci sono tutti gli esperti di tutti gli argomenti. Questo è il ministero della cultura, ma d’altronde c’è anche il ministro in carica.

La prima critica che arriva dall’esterno è proprio questa: questo gruppo è la reazione di Sgarbi al ministero della cultura affidato a Gennaro Sangiuliano. 

Sbagliato, per due motivi. Il primo, banalmente, è proprio questo: la presenza di Sangiuliano nella chat. E poi Sgarbi ha un ottimo rapporto con lui. È una fandonia assoluta il fatto che questo sia un gruppo che nasce come reazione al Governo Meloni. È un gruppo che nasce con uno spirito libertario e quando si è libertari, si rispetta la libertà della persona e la libertà altrui.

Tra le prime proposte alle quali lavorare? 

Stiamo individuando dei temi di discussione. Il primo tra i tanti è la casa-museo di Giuseppe Verdi a Sant’Agata, che sta per essere messa in vendita. Un luogo dal valore inestimabile che va tutelato e protetto. Ma anche del tema dello status di artista, il paesaggio, l'arredo urbano. Nella chat, si parla con tanto fervore di servizio pubblico.

Nella chat c’è stata per alcuni giorni anche la nuova Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

Giorgia Meloni era capitata in mezzo come tutti. Nessuno si era accorto che lei era presente e al terzo giorno della chat me ne sono accorto io. A questo punto, le ho scritto in privato e ci siamo spiegati. Lei, imbarazzata, non ha mai cercato di uscire: «È brutto che io esca». Ha avuto una sensibilità che altri non hanno avuto. Ho pensato che non era una bella cosa, era inelegante e inopportuno coinvolgerla in un’assemblea di questo tipo.

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

Cappellani su MOW ha detto che Rinascimento Dissoluzione è la più grande violazione della privacy della storia. 

Ma che palle! La più grande violazione della privacy è che la legge sulla privacy dovrebbe chiamarsi legge per la violazione della privacy. Ogni volta che firmo qualcosa, firmo l’autorizzazione a non avere privacy. Accettiamo costantemente che i nostri dati vengano trasferiti a società che processano i nostri dati personali, lo accettiamo con ignoranza, anche se non accettiamo non possiamo usufruire di qualsiasi servizio. Se mi vengono a dire, in questo scenario, che condividere un numero di telefono in una chat dove parliamo di idee e senza raccogliere dati, mi fa molto ridere.

Ma qualcuno si è arrabbiato? 

No, mai e poi mai. Nessuno si è arrabbiato e nessuno ha mai litigato con nessuno. La fama mia e di Sgarbi, la fama dei polemici, dei veri, degli autentici che hanno il coraggio delle proprie idee, viene strumentalizzata costantemente. In questa chat, ribaltiamo anche questa idea. Nessuno se l’è presa con noi per l’invito in questa chat.

Nel gruppo è stato fatto entrare Memo Remigi dopo la cacciata dalla Rai per la palpata a Jessica Morlacchi. 

Abbiamo offerto immediatamente la nostra solidarietà e abbiamo chiesto la sospensione del provvedimento di rimozione di Memo Remigi. È una persona che non merita dolore, una persona per bene che ha sofferto già abbastanza. E cosa ci sarebbe poi di tanto osceno? Mi pare una cosa molto ipocrita. Conosco l'uomo e non è cosa da mettere in dubbio la sua signorilità e la sua eleganza.

Memo Remigi
Memo Remigi

Torniamo a Giorgia Meloni: cosa ne pensi della squadra di governo?

Bisognerebbe aspettare la seconda tornata di nomine, quella dei sottosegretari. Non si può parlare di un governo se non sono messi ancora tutti i tasselli. Bisogna aspettare che sia completo per poterlo giudicare.

Se fanno Sgarbi sottosegretario, è la prima vittoria della chat? 

Noi festeggiamo, ma se Sgarbi diventa sottosegretario è la vittoria dell’Italia. La chat però festeggerebbe e potrebbe trasformarsi in un vero e proprio gruppo di lavoro, una piattaforma di proposte e di risoluzione di problemi.

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