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Caso Boccia-Sangiuliano

Caso Sangiuliano Boccia, l’ipotesi di tentato omicidio è stata smentita

Si apre a ottobre il processo che vede imputata Maria Rosaria Boccia e parte offesa Gennaro Sangiuliano. L’ipotesi di una possibile riqualificazione dell’accusa in tentato omicidio, emersa nelle ultime ore, è stata smentita dalla difesa dell’ex ministro, che parla di notizia infondata e priva di riscontri.
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Si aprirà a ottobre il processo che vede imputata Maria Rosaria Boccia e parte offesa l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Una vicenda nata dal caso politico e mediatico esploso dopo la relazione privata tra i due e culminata in una serie di accuse reciproche finite al centro del dibattito pubblico.

L'imprenditrice è stata rinviata a giudizio con le accuse di stalking aggravato, lesioni, diffamazione e interferenze illecite nella vita privata dell'ex direttore del Tg2, oggi corrispondente Rai a Parigi. ll’avvio del dibattimento era emersa l’ipotesi, riportata dal Corriere della Sera, secondo cui i legali di Sangiuliano avrebbero valutato una possibile riqualificazione di uno dei capi d’imputazione in tentato omicidio.

Una ricostruzione che, però, viene ora smentita con decisione dalla difesa dell’ex ministro. L’avvocato Silverio Sica, legale di Sangiuliano e consigliere regionale della Campania, ha chiarito: “Smentisco la notizia, è infondata”, aggiungendo: “Non credo sia nei fatti sussistente un tentativo di omicidio”.

La posizione del legale chiude così alla possibilità di un inasprimento del quadro accusatorio, escludendo l’esistenza di una richiesta in tal senso o di elementi che possano sostenerla, allo stato degli atti.

Al centro della questione resta la ferita alla testa riportata dall'ex ministro durante uno degli episodi oggetto dell'inchiesta. Secondo la procura, il taglio sarebbe stato provocato dalle lunghe unghie smaltate della Boccia, mentre la difesa dell’imprenditrice ha sempre parlato di una caduta accidentale. In una diversa ricostruzione, i legali di Sangiuliano avevano ipotizzato che la lesione potesse essere stata causata da un oggetto metallico.

Resta invece ferma la posizione della difesa di Boccia, che aveva definito l’ipotesi del tentato omicidio “una follia”, ritenendola priva di riscontri negli atti e nelle risultanze investigative.

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