Braccianti bruciati vivi ad Amendolara, nel video il momento del delitto, il sopravvissuto: “Ho visto la morte”

“Ho visto l'orrore, Ho pensato di morire”, è lo straziante racconto dell'unico sopravvissuto alla strage di Amendolara, in provincia di Cosenza, in cui quattro braccianti sono morti bruciati vivi in un’auto parcheggiata all’interno di una stazione di servizio lungo la statale 106. “Sono vivo per miracolo" ha raccontato il superstite dell'orribile strage di cui sono accusati ora due cittadini pakistani, arrestati dalla Squadra mobile per omicidio plurimo aggravato dopo essere stati incastrati dai video delle telecamere di sorveglianza della zona.
E proprio di "mafia pakistana" parla il sopravvissuto, un cittadino afghano intervistato dalla TGR Calabria con ancora addosso i segni delle fiamme all'interno dell'alloggio che condivideva con le quattro vittime nel Cosentino. Bracciante agricolo e raccoglitore di fragole, l'uomo ha raccontato i terribili momenti vissuti all'interno di quell'auto data alle fiamme ma anche lo sfruttamento che avveniva nei campi tra migranti.
"C'è una grande mafia del Pakistan" ha raccontato il superstite che è riuscito a fuggire rompendo un finestrino della vettura e che ora ha entrambe le braccia fasciate per le ferite e le ustioni provocate nel terribile attacco. L'uomo ha detto che tre delle vittime erano suoi connazionali e risiedevano nello stesso alloggio dove sono rimaste ora le loro cose. Stando al suo racconto, tutti venivano sfruttati dai caporali nei campi dove erano costretti a lavorare avendo come salario solo vitto e alloggio senza nessun compenso economico.
In un italiano stentato ha rivelato che i pakistani minacciavano lui e gli altri con coltelli e pistole per farli lavorare o se chiedevano soldi. "I soldi non ce li davano, da mangiare sì, la casa sì ma i soldi no" ha rivelato aggiungendo che c'è una "grande mafia del Pakistan".
La brutale aggressione registrata interamente in un video, pubblicato anche dal Governatore della Calabria Occhiuto. Nella scena si vedono due persone, probabilmente i due arrestati, che bloccano le portiere dell'auto con le vittime all'interno prima di gettare benzina e poi un accendino dando alle fiamme la vettura. Nel breve filmato si vedono i due che cercano di impedire di uscire a chi è all'interno già avvolto dalle fiamme.
"Oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c'è anche un profondo dolore. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pakistani uccisi e bruciati vicino ad Amendolara, nel Cosentino. Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili" ha scritto il Presidente della Regione prima di pubblicare il video con la didascalia: "Ci sono notizie che fanno vacillare la fiducia nell'umanità".
"Le indagini continuano per accertare movente e responsabilità" spiega in una nota il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio sottolineando "la professionalità delle forze dell' ordine che, ancora una volta, sono state in grado, operando in perfetto e lodevole coordinamento tra di loro, e seguendo le direttive della Procura di Castrovillari, di individuare, a brevissima distanza temporale dai fatti, i soggetti gravemente indiziati di delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato".