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Violenta, picchia e minaccia di morte la moglie invalida per 10 anni: arrestato 40enne ad Asti

Un uomo di 40 anni è stato arrestato ad Asti per la violenza sessuale, percosse e maltrattamenti nei confronti della moglie invalida. La donna ha subito abusi per oltre 10 anni e ha ritirato diverse denunce per paura di ritorsioni.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Ha violentato, picchiato e maltrattato per quasi 10 anni la moglie invalida nella loro casa di Asti. L'uomo, un 40enne del posto, è stato arrestato per lesioni personali dolose e violenza sessuale aggravata e continuata. La vittima è una donna di 50 anni, invalida al 100%, che in passato aveva denunciato il marito più volte per poi ritirare gli esposti per il timore di possibili ritorsioni. L‘uomo si trova nel carcere torinese Lorusso e Cutugno su disposizione del Gip.

Secondo quanto emerge dalle indagini, le violenze sarebbero iniziate nel 2017: nel coso degli anni la 50enne sarebbe andata più volte in pronto soccorso per aggressioni fisiche e verbali, arrivando anche a compiere gesti anticonservativi in un contesto di forte fragilità psicologica. L'inchiesta ha preso forma nell'autunno scorso anche grazie alla collaborazione tra servizi sanitari, assistenti sociali, specialisti psichiatrici e autorità giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito attraverso referti medici, testimonianze raccolte in modalità protetta e il racconto della vittima delle violenze, i maltrattamenti erano ormai quotidiani. Il culmine è arrivato pochi giorni qua, quando dopo l'ennesimo episodio di violenza, la 50enne è stata trasferita d'urgenza in una struttura protetta.

L'incubo per la donna non si è però concluso neppure con il trasferimento: l'uomo avrebbe continuato a minacciarla anche una volta arrivata nella struttura protetta, facendo vivere la vittima in una situazione di forte stress e ansia per la propria incolumità. Il 40enne ora in arresto non ha ammesso tutte le sue responsabilità e si è dichiarato colpevole solo in parte. Nonostante questo, il giudice ha ritenuto che il quadro investigativo fosse gravissimo e che costituisse un pericolo per la vita stessa della 50enne disabile: il magistrato ha disposto la custodia cautelare in carcere, evidenziando anche che è concreto il rischio di nuove minacce e nuovi episodi di violenza.

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