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Morto nella cella frigorifera a Termoli, acquisiti i dati del cellulare di Costantini: “Rilevanti per l’indagine”

La Procura di Larino ha accolto le istanze presentate dal legale della famiglia di Andrea Costantini, trovato morto nella cella frigorifera del supermercato dove lavorava a Termoli, e acquisito la copia forense del cellulare. La famiglia continua a rifiutare la tesi del suicidio e a chiedere chiarezza sulle anomalie del caso.
A cura di Eleonora Panseri
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Andrea Costantini, 38 anni.
Andrea Costantini, 38 anni.

Ci sono novità nelle indagini sulla morte del 38enne Andrea Costantini, il macellaio di Penne trovato senza vita il 15 settembre 2025 all'interno della cella frigorifera di un supermercato di Termoli dove era impiegato.

La Procura della Repubblica di Larino ha accolto le istanze presentate dalla difesa della famiglia e disposto l'acquisizione ufficiale della copia forense integrale del cellulare della vittima.

Lo fa sapere a Fanpage.it l'avvocato dei genitori del 38enne Piero Lorusso. Il fascicolo, al momento aperto contro ignoti, ipotizza i reati di omicidio volontario, omicidio colposo e istigazione al suicidio.

Il dispositivo è stato ritenuto, nel provvedimento firmato dalla pubblico ministero Marianna Meo, “rilevante e pertinente alle indagini in corso”. Fino a oggi i dati del cellulare erano stati estrapolati in assenza di contraddittorio e depositati dalla legale della convivente di Costantini, Paola Cecchi.

“Il magistrato – ha detto Lorusso – ha posto un freno definitivo a tale anomalia. A tutela dei dati sensibili della vittima, ha rigettato le istanze di accesso indiscriminato e ha disposto che l'intera copia venga depositata nella sezione documentale della Procura, blindandola con le stesse garanzie previste per le intercettazioni”.

Inoltre, è stata disposta l’acquisizione delle copie dei verbali di sequestro e dei rilievi tecnici eseguiti sulla scena del ritrovamento del cadavere.

“Si tratta di un passaggio essenziale – continua il legale della famiglia del 38enne – che consentirà ai nostri consulenti di parte di analizzare, in sede di incidente probatorio, tutte le incongruenze e le anomalie dello stato dei luoghi già denunciate da questo studio".

La famiglia Costantini, che non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio, continuerà a battersi affinché le attività investigative, ora arricchite dall'acquisizione integrale del telefono, facciano piena luce sulle dinamiche di quanto accaduto, ha fatto sapere ancora l'avvocato Lorusso.

Che conclude: "Il provvedimento della Procura di Larino ripristina finalmente una doverosa cornice di legalità attorno alla gestione dei reperti informatici e assicura alla difesa gli strumenti necessari per smontare le tesi di comodo".

Intanto, si attende anche il deposito della perizia autoptica eseguita mesi fa sul corpo della vittima, che sarà utile per chiarire con precisione i tempi e la dinamica della morte.

E la Procura adesso, attraverso l'analisi del cellulare, cercherà di ricostruire gli ultimi istanti di Costantini, individuare con certezza il destinatario di una chiamata partita dal dispositivo alle 20.08 della sera prima del ritrovamento del corpo e stabilire dove si trovasse il telefono in quel preciso momento.

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