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Lei si spoglia in rete, lui registra e la ricatta: “500 euro o pubblico tutto”

Per una giovane trevigiana le sue esibizioni hard dinanzi a una webcam volevano essere una trasgressione, almeno fino a quando quegli incontri hanno spinto il suo amante virtuale a ricattarla. “Ho registrato tutto, se non mi dai 500 euro pubblico i video su YouTube”.
A cura di Susanna Picone
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Per una giovane trevigiana le sue esibizioni hard dinanzi a una webcam volevano essere una trasgressione, almeno fino a quando quegli incontri hanno spinto il suo amante virtuale a ricattarla. “Ho registrato tutto, se non mi dai 500 euro pubblico i video su YouTube”.

Quello che per una giovane ragazza trevigiana di 26 anni era nato come un gioco stimolante ben presto si è trasformato in qualcosa di molto diverso che l’ha infine spinta a uscire, suo malgrado, allo scoperto. Lei amava trasgredire con un uomo conosciuto sul web dinanzi al quale, di mezzo c’erano i loro computer, si spogliava e accettava di esaudire le sue richieste. Lui, dall’altra parte dello schermo, non perdeva però occasione di registrare tutte quelle prestazioni erotiche della ragazza. Fino a quando un giorno l’amante virtuale ha deciso di iniziare a ricattarla e minacciarla: “Ho registrato tutte le tue esibizioni hard – si sarebbe sentita dire la 26enne – se non mi dai 500 euro pubblico tutti i video su YouTube”. In quel momento la giovane trevigiana deve aver capito i pericoli nascosti dietro al suo “gioco”. E così, come raccontano i quotidiani locali, la ragazza si è decisa a denunciare i fatti per fare in modo che il suo amante-ricattatore fosse individuato.

Il responsabile individuato in un 27enne foggiano – Ben presto gli inquirenti sono arrivati al computer dal quale venivano visualizzati gli spogliarelli della ragazza riuscendo così a dare un nome al ricattatore: è finito alla sbarra per rispondere di tentata estorsione a sfondo sessuale Luciano Perilli, un uomo di 27 anni di San Nicando Garganico. Nei suoi confronti si è formalmente aperto il procedimento penale, poi rinviato a ottobre quando saranno ascoltati i testimoni dell’accusa e della difesa. Ci sarà anche la giovane trevigiana in aula, pronta a raccontare la vicenda dal suo punto di vista: in quella occasione dovrà confermare quanto denunciato e fornire altri dettagli sui loro incontri online a luci rosse. Come scrive “Il Gazzettino” non è escluso che gli eventuali video incriminati finiscano in tribunale qualora una delle parti ne dovesse chiedere l’acquisizione e forse anche la visione in aula.

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