La crisi c’è ed è già aperta, per il Movimento 5 Stelle. Mentre per Salvini lo scontro non ha portato a una vera e propria crisi. Le posizioni sono ancora distanti tra Movimento 5 Stelle e Lega sulla Tav. E lo dimostrano anche le parole di Luigi Di Maio: “Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria, stiamo parlando del Paese. Io voglio solo che si rispetti il contratto e non si faccia cadere il governo, questo è buon senso: pensare che c’è ancora molto da fare”, afferma il vicepresidente del Consiglio. Sembra invece molto più sereno il suo collega della Lega: “Nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato, lavoriamo per unire e per dare lavoro, sviluppo e futuro all'Italia. Col buonsenso si risolve tutto”.

Ma ad ammettere che la situazione è meno semplice di quel che fa sembrare Salvini ci pensa Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio del M5s: “Cosa stia succedendo è chiaro: non è che ci sia da aprire una crisi, la crisi è già aperta. Finalmente. I giornali nei giorni scorsi ne avevano scritto, noi dicevamo che non ne sapevamo niente. Adesso un po' di difficoltà c’è, lo diciamo apertamente”. Durante lo stesso evento, alla Camera, interviene poco dopo anche il presidente della commissione Finanze del Senato, Alberto Bagnai: “Io sono sempre l’ultimo a sapere le cose. Non sarà la crisi del settimo anno, credo che ci sarà anche quella”, risponde a chi gli chiede un commento alle parole di Buffagni.

Ritorna sulla Tav anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Genova: “Da lunedì sarò in giro per l'Italia cantiere per cantiere: oltre al famoso decreto ‘Sblocca cantieri' saremo cantiere su cantiere per controllare e verificare. Abbiamo un approccio pragmatico e operativo. Questo è quello di cui ha bisogno l'Italia”, dice commentando le parole di Buffagni. E sull'alta velocità aggiunge: “Presto conoscerete le mie determinazioni al riguardo: non anticipo nulla. Dobbiamo lavorare, l'Italia vuole che lavoriamo, non vuole che ci fermiamo a fare dialettica”.

Intanto Forza Italia, attraverso Antonio Tajani, annuncia che in caso di stop alla Tav ci sarà una mobilitazione per raccogliere le firme e fare un referendum. Dal Movimento 5 Stelle parla il sottosegretario Carlo Sibilia: “Dire no al Tav è una questione di logica scientifica e di lealtà al contratto di Governo. Per questo lunedì con Telt non possiamo impegnare soldi degli italiani per i bandi”. Interviene anche il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Mattia Fantinati: “Noi siamo leali. È scritto nel contratto di governo che la Tav andasse rivista. Noi lo rispettiamo e la Lega si assume la responsabilità di una eventuale crisi che significherebbe innanzitutto lo stop di tanti provvedimenti che gli italiani, a iniziare dagli elettori del Carroccio, aspettano”.